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Il Politecnico di Torino riproduce il Lingotto in Cina al posto di una fabbrica

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Il Politecnico di Torino è pronto a esportare il Lingotto in Cina.

L’ateneo torinese si appresta a progettare nel Paese asiatico una struttura molto simile a uno dei simboli del capoluogo piemontese. Una nuova iniziativa, che prenderà forma nella città di Guangzhou, che ospiterà le operazioni.

Una scelta non casuale, quella di questa cittadina. Guangzhou è infatti una della maggiori rappresentazioni del miracolo economico degli tre decenni. Una realtà in costante crescita ed espansione, che si trova a fare i conti con una grande necessità: quella di dotarsi di un centro polifunzionale, che riprenda molti degli aspetti presentati dal nostro Lingotto.

Il progetto del Politecnico di Torino per realizzare un Lingotto in Cina

Il complesso che sarà protagonista di queste operazioni sarà la fabbrica Pearl River Piano Factory. Un sito produttivo conosciutissimo a livello locale, che, in precedenza, si era distinto nella produzione di pianoforti. Con la creazione di nuovi stabilimenti, la storica azienda ha deciso di riconvertire il suo stabilimento di partenza e di destinarlo a una nuova funzione.

La struttura che sarà soggetta alle modifiche misura 133mila metri quadri di superficie. Per consegnare il progetto integrale, oltre alle proprie competenze, il  Poli potrà fare affidamento sul supporto della South China University Of Technology. Una sinergia appositamente studiata già nel 2017, quando si iniziò a studiare questa partnership per una simile realizzazione.

Il Politecnico si è creato una fama di prestigio a livello nazionale e internazionale, grazie ai suoi numerosi interventi per rendere Torino diversa. Si deve anche al Poli la metamorfosi del capoluogo piemontese da città industriale a città turistica e votata ai servizi.

A ufficializzare il tutto è stato un accordo siglato dal sindaco di Guangzhou e dall’amministrazione comunale torinese. In Cina giungeranno le migliori competenze e professionialità del Politecnico di Torino, in grado di dare vita a un nuovo centro polifunzionale.

Per l’ateneo torinese si tratta di un ulteriore spot positivo, vista la possibilità di accrescere il prorpio prestigio e la propria fama. Una vetrina molto importante per attirare nuovi studenti cinesi. Per la Cina, invece, l’opportunità di approfittare delle grandi potenzialità messe in campo da professionisti già conosciuti nel settore.

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