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Torna l’incubo della Febbre del Nilo in Piemonte: arriva la zanzara coreana

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La febbre del Nilo torna a spaventare il Piemonte. Questa particolare patologia potrebbe tornare a farsi vedere nella nostra regione grazie all’arrivo della zanzara coreana e della zanzara giapponese.

L’allarme è stato lanciato dall’Istituto per le piante da legno. L’ente, che opera per conto della Regione Piemonte, ha segnalato la presenza di alcune zanzare coreane e giapponesi nella zona di Asti.

Gli operatori sono intervenuti già all’inizio del mese di marzo per posizionare delle trappole nelle aree di Mombarone e Valleandona. Qui, nelle scorse settimane, sono state ritrovate delle zanzare appartenenti a queste particolari specie, all’interno dei pozzi di cemento utilizzati per la viticoltura.

Questi insetti sono pericolosissimi per la trasmissione, attraverso le punture, di malattie cerebrali e disturbi di vario genere. Questi possono portare a conseguenze più o meno gravi sulla salute degli individui colpiti. Per evitare qualsiasi pericolo di diffusione, si procederà con altre operazioni per evitare che le zanzare in questione possano propagarsi.

I precedenti casi di Febbre del Nilo in Piemonte

La Febbre del Nilo è arrivata in Piemonte e, più in generale, in Europa in diversi ceppi. Questa epidemia, diffusa da zanzare e uccelli selvatici, che può contagiare l’uomo molto facilmente. Chi viene colpito arriva a manifestare sintomi febbrili o neurologici, che si possono rivelare letali nei soggetti più esposti.

Solo tre anni fa, nell’estate del 2018, l’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, aveva verificato la presenza del virus in quasi tutte le province delle regioni di competenza. Anche lo scorso anno, soprattutto in provincia di Torino, in estate erano state ravvisate simili casistiche.

L’auspicio è che non si verifichi una diffusione a macchia d’olio di questo genere di epidemia, dato che ci troviamo a fare fronte al Covid da oltre un anno. L’emergenza sanitaria del Coronavirus non è ancora stata superata e non sarebbe proprio opportuno, in questo momento, aggiungerne un’altra.

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