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Torino si candida per ospitare l’incubatore dell’Esa

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Al Politecnico la nuova startup dell’Agenzia spaziale europea, ma prima bisogna battere la concorrenza di Milano

La Città di Torino si candida a diventare la sede italiana dell’incubatore dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea.

L’obiettivo del progetto sarà quello di sostenere la nascita delle start-up del settore aerospaziale e tecnologico in modo da erogare servizi di supporto finanziario alle imprese che verranno selezionate dai bandi periodici lanciati dall’Esa e dalle principali compagnie dell’aerospazio.

La candidatura del capoluogo piemontese si concretizza tramite il Politecnico di Torino, grazie alla collaborazione fra l’incubatore I3P e la fondazione Links, presentata ufficialmente a inizio aprile.

Proprio all’interno della città politecnica, centro del mondo dell’innovazione cittadina dove trova già sede I3P, l’Agenzia spaziale europea ha individuato una possibile nuova sede dove far sorgere il Business Innovation Center (BIC Esa).

Torino si candida per ospitare l'incubatore dell'Esa

L’incubatore del Politecnico di Torino I3P è il miglior incubatore pubblico al mondo

Il suo scopo è quello di supportare la nascita e lo sviluppo di startup innovative con elevata intensità tecnologica e potenzialità di crescita, in questo caso tutte incentrate verso il settore aerospaziale.

Nel caso la scelta dell’Esa dovesse quindi ricadere su Torino, a partire dal 2022 sarebbe lo stesso incubatore I3P a occuparsi della gestione del centro, con l’ateneo che avrà il compito di fornire supporto tecnologico alle imprese.

Il lavoro dietro la candidatura è il risultato di una solida collaborazione fra gli attori e gli enti del territorio, a dimostrazione della risolutezza nel puntare su un settore, l’aerospazio, per il quale il Piemonte detiene circa il 17% dell’export nazionale.

Il progetto ovviamente vede il sostegno della Regione insieme al Distretto aerospaziale del Piemonte, al Comune di Torino e alla Camera di Commercio.

Mentre a livello di ricerca sono coinvolti l’Istituto nazionale di ricerca meteorologica (Inrim) di Torino, l’Istituto italiano di tecnologia, la fondazione Bruno Kessler, il Centro italiano di ricerche aerospaziali (Cira) e la Scuola Sant’Anna di Pisa.

D’altro canto, c’è stata anche un’ampia adesione da parte del mondo finanziario e industriale.

Il Club degli Investitori, Liftt, Intesa Sanpaolo, Leonardo, Thales Alenia Space, Altec e Finpiemonte hanno infatti dato la loro disponibilità a supportare il progetto, confermando la volontà di investire nell’aerospazio.

Un’eventuale vittoria porterebbe a un contratto di 5 anni con l’Esa

Complessivamente, le risorse per il quinquennio dal 2022 al 2027 andranno a comprendere una somma pari a 2,5 milioni di euro.

Di questi, oltre il 35% arriverebbe tramite un finanziamento diretto dell’Agenzia spaziale europea, mentre il 25% del budget sarà destinato alle start-up convolte nel programma.

Pertanto, il consorzio dei partner, con a capo I3P, ha presentato un progetto articolato su 5 anni di attività più due, seguendo quelle che sono le richieste dell’Esa per un contratto quinquennale.

Ma solo in un secondo momento, l’Agenzia valuterà una possibile estensione temporale dell’accordo.

Ciò nonostante adesso bisognerà ancora attendere la decisione finale entro la fine dell’anno, sperando di battere gli altri concorrenti, tra i quali, anche il Politecnico di Milano.

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