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La sindaca Appendino celebra la festa della donna sui social con un video “pop”

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La sindaca di Torino Chiara Appendino celebra la festa della donna sui propri canali social.

Nella mattinata di oggi, 8 marzo, la prima cittadina di Torino, ha pubblicato un video “pop” su Facebook e Instagram per rivendicare il ruolo della donna nella nostra società.

Sulle note della canzone “Pump it” dei Black Eyes Peas si vede la sindaca, trasformarsi e cambiare abbigliamento, grazie a una serie di effetti visivi, a seconda della diversa attività che sta svolgendo.

Da un abbigliamento casual davanti ad una libreria, a sportiva pronta a correre, da cuoca davanti ai fornelli, come donna elegante in vestito da sera scuro, fino a sindaca con tanto di fascia tricolore al corpo.

Insomma, un video per raccontare come la donna sia più “entità” insieme e come possa e debba farlo senza interferenze esterne e senza farsi condizionare dall’esterno. Dai purtroppo, ancora tanti pregiudizi che esistono nei confronti delle donne, giudicate troppo spesso dal proprio abbigliamento.

Questo il commento al video pubblicato

Essere ciò che si vuole è un diritto di tutte. E una delle condizioni affinché questo diritto possa esprimersi, la più semplice, è non essere giudicate dalle apparenze. Chiunque deve fare i conti con i giudizi altrui in qualche modo, ma per le donne vale una volta di più: infatti, in primis, vieni giudicata per il tuo aspetto. Vale a ogni livello, anche per una sindaca. Siamo abituate a considerarla una cosa normale, ma non lo è.

Non è normale, dopo un qualsiasi evento mondano, leggere fior di articoli e commenti sull’abbigliamento delle presenti. Solo delle donne, non degli uomini. Non è normale doversi preoccupare del fatto che la propria immagine, il proprio abbigliamento, i propri gusti possano condizionare i giudizi sulle nostre capacità.

Non è normale che tante donne mettano ormai spontaneamente in conto il giudizio altrui sul proprio corpo, che spesso rimane inciso come un marchio indelebile. Non è normale concentrarsi più su ciò che gli altri si aspettano da te che su ciò che tu ti aspetti da te stessa.

Ecco, spero che l’8 marzo possa essere anche il momento in cui iniziare davvero a pretendere di smettere di essere definite da taglie, scollature, acconciature, gambe coperte o scoperte. C’è tanta strada da fare e non basta più questa consapevolezza, serve un cambio culturale collettivo. E serve ora. Siamo già in ritardo.

Buona giornata della donna a tutte e tutti.

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