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Terza ondata di contagi in Piemonte: per i virologi sarà più lunga del previsto

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Partita la terza ondata di contagi in Piemonte: per i virologi sarà duratura

È iniziata a tutti gli effetti la terza ondata di contagi in Piemonte.

Dopo l’introduzione della zona gialla nelle scorse settimane, le istituzioni hanno dovuto fare marcia indietro e impostare nuovamente la zona arancione. Questo perché il numero dei casi è cresciuto in maniera piuttosto evidente col passare dei giorni. Probabilmente, la libertà di muoversi e di svolgere attività che prima era proibito fare ha contribuito all’innalzamento del numero dei casi.

Nel corso di queste settimane, infatti, si è verificato un aumento di oltre il 40% dei contagiati. I dati raccolti hanno imposto al Governo centrale e all’amministrazione regionale di prendere provvedimenti per limitare i danni. Pertanto, almeno fino alla fine di marzo, il Piemonte e molte altre regioni saranno in zona arancione.

La terza ondata di contagi in Piemonte potrebbe essere più prolungata di quanto si possa immaginare. A sostenerlo è l’infettivologo Giovanni Di Pierri. L’esperto dell’Amedeo di Savoia ha affermato che questa fase, prolungamento della seconda ondata, potrebbe accompagnarci per diverse settimane, anche oltre il mese di marzo. Pare che Il virus in Piemonte viaggi più velocemente rispetto ad altre zone d‘Italia e che contagi principalmente i giovani. L’unica nota positiva sarà l’addio del virus alla nostra regione in tempi più rapidi rispetto ad altre realtà.

La situazione attuale in Piemonte

La situazione relativa al Covid-19 in Piemonte è dunque molto complicata. Quasi un caso su due, nelle ultime ore, è da attribuire alla variante inglese. Un dettaglio non da poco, che mette in seria difficoltà le strutture locali di accoglienza e cura.

Dall’inizio della campagna di vaccinazione si è proceduto all’inoculazione di più di 403mila dosi, il 79% circa delle 512mila dosi disponibili finora per il Piemonte.

A lunedì 1 marzo, il numero dei contagiati ha superato quota 252mila unità, così distribuiti:

  • 21mila 855 Alessandria
  • 12mila 822 Asti
  • 8mila 583 Biella
  • 34mila 39 Cuneo
  • 19mila 560 Novara
  • 133mila 478 Torino
  • 9mila 349 Vercelli
  • 9mila 452 Verbano-Cusio-Ossola
  • 1214 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. 

I ricoverati in terapia intensiva sono, al momento, 175. I decessi sono stati 9mila 375. Sono così distribuiti: 

  • 1416 Alessandria
  • 599 Asti
  • 380 Biella
  • 1108 Cuneo
  • 777 Novara
  • 4278 Torino
  • 424 Vercelli
  • 308 Verbano-Cusio-Ossola
  • 85 residenti fuori regione, ma morti in Piemonte.

Infine, il numero dei guariti è aumentato a 226mila 334 pazienti. Ne sono stati registrati

  • 19mila 603 ad Alessandria
  • 11mila 678 ad Asti
  • 7mila 697 a Biella
  • 31mila 62 a Cuneo
  • 17mila 742 a Novara
  • 119mila 75 Torino
  • 8mila 292 a Vercelli
  • 8mila 291 nel Verbano-Cusio-Ossola
  • 1118 extraregione.

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