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Aumentano i contagi in Piemonte e adesso si teme la zona arancione

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I nuovi positivi superano il migliaio e alzano l’indice Rt verso quota 1: il Piemonte è sempre più vicino alla zona arancione

Dura poco più di tre settimane lo status quo delle zona gialla in Piemonte e adesso la Regione sub-alpina rischia il passaggio, o per meglio dire, il ritorno in zona arancione.

I contagi superano quota mille e i ricoveri aumentano per il quarto giorno di fila.

Torna a crescere quindi la diffusione del Covid-19 in Piemonte dopo i buoni propositi dell’ultimo periodo.

Una situazione in cui nessuno sarebbe voluto tornare, ma dopo la stentata permanenza in zona gialla della scorsa settimana, adesso si attende il comunicato del Ministero della Salute sugli Rt regionali.

Il Piemonte rischia quindi di passare in zona arancione, una transizione che già si temeva venerdì scorso ma che ormai sembra inevitabile.

Stando ai primi calcoli, l’indice di trasmissibilità si aggirerebbe attorno all’1, ma la Regione non può dirsi tranquilla.

I numeri della scorsa settimana avevano rilevato un’indice di contagio al limite, pari a 0,96, ma resta ancora da capire quali saranno i criteri che il Cts stabilirà per le prossime settimane.

Limiti che potrebbero condannare il Piemonte alla zona arancione o salvarlo ancora per 7 giorni in giallo.

ragazzi con mascherina in piazza Castello Torino
Aumentano i contagi in Piemonte e adesso si teme la zona arancione

Preoccupa adesso la diffusione delle varianti e gli ospedali cominciano a riempirsi

La Regione non registra allerte importanti ma il rischio della varianti di Covid-19 c’è e non può essere ignorato.

La loro circolazione in un quadro infettivo ancora sostenuto potrebbe essere decisamente pericolosa, soprattutto adesso che si accendono le prime spie rosse agli ospedali.

Sul fronte dei policlinici regionali l’occupazione dei posti letto rimane sotto la soglia di pericolo stabilita dal Ministero, ma da quattro giorni a questa parte i numeri sono in crescita.

4 nuovi positivi si sono aggiunti ieri ai 145 pazienti in terapia intensiva, più 14 nei reparti di medicina che adesso ne contano 1919.

I dati di lunedì segnano 13.092 persone positive al Coronavirus fra ricoverati e chi è in isolamento domestico.

900 in più rispetto alla scorsa settimana, quando il bollettino ne contava 12.209.

Prosegue invece la campagna vaccinale con buone notizie

Nella giornata di ieri sono stati vaccinati 7.706 piemontesi, 3mila in meno rispetto all’obiettivo giornaliero fissato dal Presidente Cirio.

Ma con l’arrivo della nuova fornitura di 51mila dosi del vaccino Pfizer adesso si spera in una vigorosa accelerata per portare a termine la campagna il più presto possibile.

Un’operazione che adesso dovrà essere riorganizzata a seguito dell’autorizzazione per la somministrazione del vaccino AstraZeneca anche per gli over 55 fino a chi ha 65 anni.

L’antidoto dell’azienda anglo-svedese velocizzerà ulteriormente le vaccinazioni in tutta la Regione riportando ai primi posti quest’ultima categoria a rischio.

Proprio per loro infatti la Regione ha intenzione di impiegare maggiormente i medici di famiglia e i farmacisti in modo da vaccinare il maggior numero di persone in età lavorativa.

Il vaccino AstraZeneca, a differenza del Moderna e del Pfizer, può essere facilmente conservato anche a temperature normali, tra i 2 e gli 8 gradi.

Per questa ragione infatti, i vaccini statunitensi, che hanno bisogno di basse temperature, verranno somministrati alla popolazione più anziana.

Ciò nonostante, si assicura l’efficacia dell‘antidoto AstraZeneca sviluppato dall’Università di Oxford.

La prima di dose garantisce una copertura del 73 per cento, che aumenterà fino all’82 con il secondo richiamo a distanza di 12 settimane.

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