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Stop alla riapertura degli impianti sciistici, Piemonte in protesta

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La stagione dello sci vede l’ennesimo rinvio e adesso gli impianti sciistici rimarranno chiusi fino al 5 marzo

Un fulmine a ciel sereno quello arrivato nel tardo pomeriggio di San Valentino.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza firma l’ordinanza che blocca e rinvia l’apertura degli impianti sciistici mandando il mondo della montagna piemontese in rivolta.

La decisione presa dal governo proroga di fatto l’apertura delle piste alpine di tutta Italia al 5 di marzo.

Un vero e proprio colpo di grazia che rischia di porre fine alla stagione invernale di quest’anno.

Nella giornata di oggi si sarebbe dovuto riprendere a sciare sulle piste, così come molte persone avevano già cominciato a raggiungere le località alpine sfruttando le festività di Carnevale nel weekend.

Ma il Governo ha deciso il rinvio “all’ultimo minuto” a causa della preoccupante situazione epidemiologica.

Assecondando quindi il parere del Comitato Tecnico Scientifico, che da subito aveva sconsigliato la riapertura degli impianti anche per le zone gialle.

Di fronte a questa scelta, la beffa diventa ancora più grande soprattutto se si pensa ai milioni di euro spesi per preparare gli impianti in vista della riapertura.

Sulla base delle linee guida per la ripresa delle attività infatti, i gestori delle piste avevano già predisposto nuove organizzazioni per le strutture.

Oltre a introdurre ingressi contingentati e regole per evitare assembramenti e contagi.

Tutte misure richieste e consentite dal Dpcm del 14 gennaio che sono state spazzate via con la firma dell’ordinanza di ieri.

Sestriere sotto la neve vista dall'alto

La critica principale però riguarda le tempistiche con le quali sono arrivate le notizie dal governo

Solo a dodici ore dal tanto atteso 15 febbraio è arrivata la notizia che anticipava lo stop alla riapertura degli impianti sciistici in Piemonte.

Le voci circolavano già da sabato mattina, a seguito delle indiscrezioni sull’aumento dei contagi e sulla diffusione della famigerata variante inglese del Coronavirus.

Ma dopo un fine settimana di incertezze per tutti, l’ordinanza si è fatta attendere fino alle 19 di ieri sera, causando lo stupore e la rabbia di tutto il mondo delle montagne piemontesi e del nord Italia.

Il presidente della Regione, Alberto Cirio non ha potuto fare altro che dichiararsi allibito di fronte a questa scandalosa decisione.

Specialmente quando già da mercoledì era a conoscenza delle regioni che sarebbero rientrate in zona gialla, e il Cts aveva assicurato dieci giorni fa che da lunedì si sarebbe potuto sciare.

Adesso il presidente Cirio ha convocato una Giunta straordinaria alla quale parteciperanno i rappresentanti degli impianti.

Pista da sci con sciatori Via Lattea

Lo Stop alla riapertura degli impianti sciistici del Piemonte rischia di mandare ancora più in crisi il settore del turismo alpino

Tra i tanti problemi con i quali bisognerà fare i conti, adesso è spuntata anche la questione stagionale.

In vista della riapertura infatti molti impianti sciistici avevano assunto nuovo personale, ma il recente rinvio obbligherà i gestori ad annullare i contratti.

La stagione si può dire ormai conclusa e molti operatori non riusciranno a riaprire neanche se la data del 5 marzo verrà rispettata.

Milioni di euro sono stati buttati via per preparare le piste al pubblico.

Uno spreco enorme soprattutto a fronte della quantità di skipass venduti e delle prenotazioni agli alberghi.

Purtroppo da adesso si dovranno contare i danni e si spera che in settimana arrivino nuovi rimborsi per arginare i problemi.

A Sauze d’Oulx ci si preparava a riaprire dopo un inverno di alpinismo e passeggiate, con giornalieri ridotti a 28 e due impianti disponibili.

Bardonecchia invece aveva speso 40mila euro al giorno per ottimizzare i tracciati e attendeva di accogliere i 4mila sciatori previsti per l’inizio della stagione.

Lo stesso discorso vale anche per San Sicario, dove gli impianti erano già pronti da giorni e li skipass erano andati a ruba.

Mentre a Prali, così come in tutte le altre località, la festa verrà rimandata e la stazione spera di poter fare ancora affidamento ancora sul mese di marzo.

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