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Il Governo indugia e si pensa al rinvio della zona gialla per il Piemonte

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Per il Piemonte potrebbe arrivare il rinvio della zona gialla di una settimana. Il governo esita e non tardano le proteste della Regione

Di fronte alla mancanza di indicazioni provenienti da Roma, il Piemonte attende di sapere quando potrà passare dalla zona arancione alla zona gialla.

Per il momento si aspetta l’arrivo in giornata dell’ordinanza del Ministero della Salute che cambierà o meno i colori delle regioni italiane.

Si continua a sperare, ma sfortunatamente non si può escludere che il Piemonte resti ancora in zona arancione.

Recenti indiscrezioni infatti riferiscono un possibile rinvio della zona gialla per il Piemonte al 7 di febbraio, anche se per ora non c’è certezza.

Dal governo non arriva nessuna comunicazione ufficiale così come anche il Ministero della Salute e il Comitato tecnico-scientifico non hanno ancora dato segnali.

L’esitazione generale sta mandando in confusione le Regioni e soprattutto i cittadini, che si trovano davanti a problemi concreti.

Sono ore di attesa per tutti, ma a fare un po’ di chiarezza è stata la notizia di un cambio di criteri rintracciato ieri mattina durante la Conferenza delle Regioni.

Il governo prevede un conto alla rovescia di 14 giorni prima delle decisioni da prendere per la riclassificazione delle Regioni.

Il calcolo sarebbe quindi partito dal 22 gennaio, il che significherebbe per il Piemonte una settimana in più di zona arancione.

Una notizia che probabilmente molti non volevano sentire, anche se a dire il vero il report ministeriale del 22 gennaio prendeva come buona la settimana dell’11-17 per il calcolo del conto alla rovescia.

A peggiorare ancora di più la situazione, con numerosi governatori che avevano già rilasciato dichiarazioni sul passaggio alla zona gialla, durante la Conferenza non c’è stato verso di entrare in contatto con il ministro Speranza.

Data questa indisponibilità, i presidenti delle Regioni hanno di conseguenza inviato Giovanni Toti, governatore della Liguria e vicepresidente della Conferenza, a chiedere spiegazioni al Ministero.

Il cambiamento del criterio rimane quindi inspiegabile e mentre a Roma si fanno i conti con la lunga crisi del governo, il Piemonte continua a migliorare, registrando dati sempre più rasserenanti.

Fialetta vaccini Pfizer

Diminuisce infatti il numero dei contagi e dei ricoveri in Piemonte

Nella giornata di ieri, l’Unità di crisi ha registrato 1.062 nuovi casi di positività al Covid-19, 149 dei quali a seguito di antigenici

Parliamo di una percentuale del 4,8% a fronte dei 22.175 tamponi effettuati, di cui 13.398 sono anch’essi antigenici.

Mentre sui 1.062 nuovi positivi, 444 sono state invece le persone asintomatiche, circa il 41,8%.

Al momento invece, i ricoverati in terapia intensiva sono 150, 12 in meno rispetto a due giorni fa, mentre quelli non in terapia intensiva sono 2.194, 86 in meno.

Purtroppo i decessi di persone risultate positive al Covid sono stati 43, ieri 5 persone hanno perso la vita.

Tuttavia, analizzando i dati del report settimanale, si riduce notevolmente l’incidenza dei tamponi positivi di un punto percentuale, dall’8,8% al 7,8% e il lasso di tempo tra la comparsa dei sintomi e il test è in soglia.

L’indice di contagio (indice Rt) invece si trova ora a 0,82, mentre quello medio è a 0,89.

Questo significa che si riducono i focolai attivi, così come anche quelli nuovi e quelli non associati ad altre catene di trasmissione del virus.

Scende inoltre il rapporto di occupazione dei posti in terapia intensiva, dal 27% al 26%, insieme a quello dei posti ordinari, dal 43% al 40%.

In giornata si avranno quindi notizie sull’eventuale transizione del Piemonte alla zona gialla a partire da questa dominica oppure tra una settimana.

Nel frattempo possiamo solo sperare che gli ultimi valori degli indicatori rimangano buoni.

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