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I vigili di Moncalieri denunceranno chi offende sui social: sanzioni anche per chi mette like e condivide

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I vigili di Moncalieri denunciano chi posta frasi con insulti sui social: sarà punito anche chi mette like e condivide

vigili di Moncalieri si apprestano a usare la linea dura con coloro che, sui social network, pubblicano contenuti offensivi.

La Polizia Municipale della cittadina nell’area metropolitana di Torino ha scelto di approcciarsi in maniera più rigida ai cosiddetti “leoni da tastiera”. Negli ultimi tempi sono fioccati, soprattutto su Facebook, i post con insulti e con altre ingiurie all’operato degli agenti. Così, i vigili hanno deciso di ricorrere alla denuncia per chi scrive parolacce rivolte alla polizia locale in maniera gratuita.

Le sanzioni sono estese anche a coloro che mettono “mi piace” oppure condividono i post in questione. Questo perché si presume che chi lo fa sia dello stesso parere dell’autore del post originale.

Per coloro che commettono queste infrazioni si può incorrere in sanzioni per diffamazione a mezzo stampa e per altri reati, nel caso ne venissero accertati gli estremi. Non ci si limiterà alla sola convocazione in caserma, ma si andrà oltre, con provvedimenti di entità variabile.

Sono escluse da qualsiasi punizione le critiche costruttive, che non sono accompagnate da parole e frasi offensive.

Insomma, esprimere una propria opinione, anche negativa, è più che legittimo, ma occorre farlo moderando i termini e senza utilizzare toni poco concilianti.

vigile urbano contravvenzione

La situazione sui social

La decisione dei vigili è arrivata dopo una serie di situazioni spiacevoli che si sono verificate su tutti i canali di comunicazione social. Le invettive, condite da insulti di ogni genere, erano 

Nel nostro Paese, anche altri comandi di polizia locale hanno scelto di adottare questa strategia, per porre dei limiti alle esternazioni di numerosi cittadini. Un piccolo rimedio che dovrebbe ridimensionare la propensione all’insulto da parte di tanti indignati, che esagerano con epiteti evitabili.

Un freno necessario, che potrebbe essere esteso anche ad altri settori, vista la facilità con cui si ricorre a un linguaggio tutt’altro che elegante sui social network. È stato fatto già molto, in questo senso, in questi ultimi anni, ma occorre rendere molto più civili i luoghi di aggregazione online.

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