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Defibrillatori sui taxi a Torino: parte la flotta salva vita

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Il progetto TaxiCardia, un richiamo alle parole taxi e tachicardia, è il nuovo progetto per portare i defibrillatori sui taxi a Torino.

Taxi Torino ha deciso di muovere il progetto per aiutare le forze sanitarie, messo in crisi dalla pandemia, predisponendo 50 auto con dispositivo per contrastare gli arresti cardiaci.

Ma non solo l’installazione dei defibrillatori, i conducenti delle vetture saranno formati, attraverso l’attestazione BLS – D, ad utilizzare i dispositivi di primo soccorso.

I dettagli dei Defibrillatori sui taxi a Torino

Il progetto, malgrado la crisi Covid, non si ferma ed è un primario sussidio per tutte le strutture ospedaliere che hanno visto una riduzione dei posti letto per via della pandemia.

Il progetto sarà inserito all’interno dell’app “progetto Vita” il primo in Europa per la defibrillazione veloce e contro la morte precoce per arresto cardiaco.

Il segnale di SOS viene comunicato immediatamente mediante l’app e viene mandato con un SMS agli operatori più vicini.

Un’iniziativa già lanciata tra Bologna e Roma, dove i tassisti spesso sono intervenuti prima dei soccorsi.

Questo è possibile essendo le automobili più agili nel traffico rispetto alle ambulanze.

I dati segnalano che, a parità di distanza, i taxi possono giungere anche 5 minuti prima delle ambulanze.

Il tempismo, infatti, nelle situazioni da arresto cardiaco è vitale per tutelare la vita.

Le vetture dotate di defibrillatore saranno riconoscibili da un adesivo sul cofano che recita il nome dell’iniziativa, Taxicardia per l’appunto.

I tassisti, inoltre hanno seguito il corso di primo soccorso presso la ONLUS Lorenzo Greco, specializzata nella tutela delle malattie cardiache eutilizzo dei defibrillatori.

In un mese si è registrato il record di presenza per una sola categoria di lavoratori, vista che quasi tutti i dipendenti dell’azienda hanno deciso di aderire al progetto.

Gli autisti, in toto, hanno dichiarato di aver deciso di aderire al progetto in memoria di un loro collega, colpito da infarto lo scorso anno, e di muore l’iniziativa in suo nome.

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