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Salute, L’istituto oncologico di Candiolo compie 34 anni tra ricerca e solidarietà

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Trentaquattro anni e tanta strada da fare per donare sorrisi e vite migliori: L’istituto oncologico di Candiolo compie 34 anni. La storica struttura piemontese non si ferma neanche per il covid.

Una struttura unica nel suo genere, mantenuta grazie alla solidarietà e alle donazioni dei privati, 600 lavoratori tra medici, tecnici, ricercatori e personale amministrativo. Una struttura da 56 mila metri quadri, di cui 10 mila destinati esclusivamente alla ricerca.

L’istituto oncologico di Candiolo riconosciuto dal ministero della sanità

Una missione cominciata nel 1986, una struttura parallela alla sanità pubblica che fornisce un sostegno immenso all’utenza. La regione Piemonte riconosce il Candiolo come hub regionale contro la lotta dei tumori senza quartiere. Oltre ai riconoscimenti regionali, vi è anche il riconoscimento del ministero della salute. Ma aldilà della natura privata, l’istituto oncologico lavora, oltre che in regime di libera professione, in convenzione col servizio sanitario nazionale.

Il Covid non ferma il Candiolo

Neanche la pandemia ferma il lavoro dell’istituto oncologico piemontese. I malati oncologici, sono le vittime indirette del Coronavirus: le loro cure non possono essere rinviate. Per questo motivo il Candiolo è riuscita a disporre l’accoglienza dei malati da altri ospedali per permettere a tutti il diritto alle cure. Ma non solo, anche la disponibilità a esaminare i tamponi per il Covid, con 500 test effettuati ogni giorno.

La ricerca che muove la solidarietà: ben 275 mila 5 per mille

Le donazioni sono alla base di questa realtà. Oltre a un portale sul sito web dell’istituto per donare, ben 275 mila lavoratori hanno destinato il loro 5 per mille alla causa del Candiolo per aiutare la ricerca. La fondazione presieduta da Allegra Agnelli è tra le prime tre no profit del nostro paese.

Una generosità che permette all’IRCCS di essere sempre all’avanguardia, garantendosi alcuni dei luminari del settore oncologico tra medici e ricercatori.

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