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Bluetorino chiude, le city car elettriche abbandonano la città

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Il Gruppo francese al lavoro su una exit strategy per lasciare la Bolloré Bluecarsharing

Bluetorino chiude, la società non smentisce le informazioni divulgate dal quotidiano Le Figaro.

Sembra infatti che la società francese stia meditando di lasciare la propria attività di car sharing con l’uscita dalla controllata Bolloré Bluesharing. Da quanto emerso dalle ricostruzioni dei media, ci sarà uno stop anche per le attività a Lione e Bordeaux ed ai servizi ativi all’estero, tra i quali quelli di Torino.

Il marchio è presente in città con circa 150 veicoli elettrici realizzati fino a poco tempo fa da Pininfarina nello stabilimento di Bairo Canavese. In caso di dipartita, Bluetorino rimarrebbe comunque titolare delle stazioni di ricarica che potrebbero essere messe a disposizione di privati o concesse ad altri operatori.

Il Comune ha infatti già annunciato un nuovo bando per avviare la ricerca di nuovi operatori che possano dare continuità al servizio. Il bando dovrebbe partire a fine anno privilegiando l’installazione di aree di sosta rispetto al free floating.

Una buona alternativa potrebbe arrivare da Volkswagen. Il colosso tedesco è infatti appena entrato nel mondo del car sharing con il servizio WeShare dotato di auto completamente elettriche.

Le piattaforme di car sharing al momento attive a Torino sono tre: Bluetorino, Enjoy e Share Now. Alle 150 city car elettriche di Pininfarina si aggiungono così le 261 Fiat 500 e i 9 Fiat Doblò offerti da Enjoy di Eni. In più le 435 vetture di Sahre now, nata dalla fusione tra Car2Go e DriveNow.

auto elettrica in ricarica
Bluetorino chiude, le city car elettriche abbandonano la città

Bluetorino chiude, a Torino sale il numero delle auto di proprietà

Nonostante il successo ottenuto dal car sharing in città, in questi anni l’acquisto di auto private da parte delle famiglie non è diminuito. Lo conferma una ricerca del Politecnico di Torino nell’ambito del progetto Ue Stars.

Dai questionari somministrati ad un campione di popolazione emerge che negli ultimi cinque anni tra i nuclei famigliari che fanno uso del servizio di car sharing è aumentato il numero di auto di proprietà. Si è passati dalle 479 auto ogni mille abitanti nel 2015 alle 489 nel 2019, un aumento del 2,2%.

Il car sharing può dunque avere un effetto deterrente ma difficilmente può far diminuire l’acquisto di auto private, come confermato anche dai coordinatori del progetto. Secondo quanto emerso dalle risposte ai questionari, il car sharing risulta utile a posticipare l’acquisto di un’auto nuova ma non a disincentivarlo.

La città si appresta così a salutare per il momento le auto elettriche in attesa di un nuovo competitor.

Ilaria Di Pinto

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