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Lavoratori ancora in cassa integrazione: il Piemonte non riparte

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Torino la più colpita dalla crisi, le aziende chiedono la proroga degli ammortizzatori

Lavoratori ancora in cassa integrazione, difficile ripartenza per tutta la regione.

I numeri parlano chiaro e per qualcuno sembra che il lockdown non sia mai finito. Sono circa 150mila le persone che ancora beneficiano di ammortizzatori ordinari o in deroga. Non si torna a lavoro e le conseguenze potrebbero essere disastrose.

C’è preoccupaizone per quello che succederà una volta che il divieto di licenziamento verrà a cadere. Intere famiglie rischiano di trovarsi in serie difficoltà.

Stando ai dati aggiornati ai primi di luglio, sono circa 60mila i metalmeccanici in cassa integrazione ordinaria e altri 91.335 i lavoratori beneficiari di cassa in deroga.

Fino al 2 luglio, l’Inps ha erogato prestazioni per una somma di 120 milioni di euro. Nella provincia di Torino sembra che quasi tutte le aziende abbiano richiesto la proroga. Le domande presentate sono infatti 36.489 mentre sono 18.060 le aziende richiedenti. Le persone coinvolte sono 49.968, con circa dodici milioni di ore a preventivo.

Le statistiche elaborate a livello regionale tracciano un quadro sulla distribuzione degli ammortizzatori tra i diversi settori lavorativi. Il maggior utilizzo della cassa in deroga si è registrato nel campo del commercio con 26.950 richieste. A seguire il settore bar, ristorazione e alloggi per 23.560 lavoratori e le attività professionali e tecniche per 7.912 lavoratori.

Infine i servizi tradizionali alle imprese con 6.441 domande e sanità e assistenza con 5.681.

operai al lavoro
Lavoratori ancora in cassa integrazione: il Piemonte non riparte

Lavoratori ancora in cassa integrazione: le aziende più piccole maggiormente colpite dalla crisi

Gli stessi grafici indicano che non sono le grandi aziende ad aver riscontrato maggiori difficoltà. La crisi ha infatti colpito più gravemente le piccole realtà del territorio.

Risulta infatti che il 90,2% delle domande provenga da imprese fino a cinque impiegati. Il 5,7% riguarda le aziende da 6 a nove lavoratori mentre solo il 4,1% interessa quelle con più di 9 dipendenti.

La pandemia non ha livellato le disuguaglianze di genere: 6 richieste di cassa integrazione in deroga su 10 provengono da lavoratrici.

Per comprendere a fondo la situazione occorre guarda anche ai contratti dei lavoratori: 67.398 a tempo indeterminato, 11.837 a tempo determinato, 7.962 apprendistati, 3.915 lavoratori intermittenti, 650 stagionali e 109 a domicilio.

La ripresa in Piemonte sembra dunque in stallo: la situazione si farà critica per i lavoratori, soprattutto quelli meno tutelati, quando anche la cassa integrazione terminerà.

Ilaria Di Pinto

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