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In Piemonte attivati 299 letti di terapia intensiva in più per la prossima emergenza

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La Regione Piemonte riorganizza la rete ospedaliera in previsione di una seconda ondata di Covid-19: più posti di terapia intensiva e più personale per gli ospedali piemontesi

In Piemonte saranno attivati altri 299 letti di terapia intensiva entro l’estate.

Lo prevede il piano di potenziamento della rete ospedaliera predisposto dalla Regione Piemonte, approvato ieri in giunta.

Un progetto, previsto dal Decreto Rilancio e finanziato dal governo, che ha come scopo quello di ri-organizzare reparti e ospedali in modo da farci trovare preparati per la prossima emergenza.

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Gli esperti, infatti, non escludono un colpo di coda del contagio da Coronavirus in autunno, quando le misure di contenimento verranno man mano sempre più allentate.

Così la sola provincia di Torino potrebbe avere 154 posti in più di terapia intensiva, mentre i restanti 145 posti saranno distribuiti tra le altre province piemontesi.

In totale in Piemonte si conteranno 626 letti, un aumento spropositato se si tiene conto dei 327 con cui abbiamo affrontato le prime settimane di emergenza.

Torino e il Piemonte si prepara alla seconda ondata: 154 posti in più in terapia intensiva

La Regione Piemonte si riprende dalla crisi sanitaria subita in questi tragici mesi di emergenza, ma lo fa con cautela e lungimiranza. Nell’ipotesi in cui si presentasse nuovamente una grande ondata di epidemia, infatti, le strutture ospedaliere sarebbero già pronte a gestirla.

Le Molinette di Torino diventerebbero il punto di riferimento principale con 64 posti di terapia intensiva, segue il Cto con 40. Una ventina sarebbero i nuovi letti da attivare in entrambi i presidi.

Previsto il raddoppio dei numeri anche al Maria Vittoria (da 6 a 12), al Giovanni Bosco (da 12 a 24) e al San Luigi di Orbassano (da 8 a 16).

Al Martini salirebbero di 15, portando a 25 il conteggio totale. Quattro in più per il Regina Margherita e uno in più al Sant’Anna. Mentre l’Amedeo di Savoia rimarrebbe con i suoi 10 letti.

In provincia di Torino si rafforzerebbero l’Ospedale di Rivoli (con 17 posti in più) e quello di Pinerolo (+8 posti). Chivasso ne avrebbe 10 in più, Cirié un paio, Ivrea uno solo.

La struttura ospedaliera di Chieri guadagnerebbe due posti, tre quella di Moncalieri, più otto all’ospedale di Carmagnola.

A sostegno delle intensive, secondo il piano della Regione, ci saranno anche più di 300 posti in semi-intensiva. Alcuni di questi addirittura potranno essere convertiti in intensiva in caso di necessità.

Infermieri covid
In Piemonte attivati 299 letti di terapia intensiva in più per la prossima emergenza

Il problema del personale

Con l’attivazione di 299 nuovi posti in terapia intensiva in Piemonte, la Regione sta effettivamente preparando l’arsenale più efficace per affrontare una prossima emergenza.

Ma sorge un problema enorme: mancano i soldati. Per ogni nuovo posto attivato in reparto servono almeno un anestesista, un operatore socio sanitario e tre infermieri. In tutto quasi 1500 professionisti del comparto sanitario, fondamentali per l’assistenza dei pazienti e – al momento -irreperibili.

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