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Visite arretrate ed esami da recuperare: Asl in difficoltà

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Visite arretrate ed esami da recuperare: le Asl devono riprogrammare le prestazioni congelate a marzo e aprile.

Il Covid ha già messo a dura prova il nostro sistema sanitario e, con il passare dell’emergenza, si pensava che anche gli ospedali iniziassero a respirare.

La verità non è questa: una doppia emergenza Covid si abbatte sulle strutture ospedaliere di Torino.

Per due mesi tutti gli esami ambulatoriale sono stati congelati ma parliamo di decine di migliaia di prestazioni.

Adesso le visite sono ripartite ma le ASl di Torino si trovano ad affrontare il problema di recuperare gli arretrati.

E non sono pochi: si tratta di circa 300 mila prestazioni.

Ospedali in affanno

Visite arretrate ed esami da recuperare, dunque, è la nuova emergenza da affrontare.

Uno sforzo senza precedenti per un sistema sanitario che oltretutto, dovendo garantire percorsi differenziati (pazienti Covid, sospetti e “sani”) e le misure di sicurezza (accesso contingentato negli ambulatori, distanze, protezioni) non è in grado di smaltire l’arretrato con la stessa velocità di prima.

All’Asl di Torino si valuta di contattare gli utenti con un sms, via mail o WhatsApp, facendo presente che la prescrizione è valida in deroga e se sono ancora interessati all’esame o alla tal visita. Dove non è possibile usare sms o whts app, si procederà con la telefonata diretta.

Un lavoraccio, considerato che alcuni potrebbero non essere più reperibili o avere puntato sui privati. 

Tante sono le strutture che stanno pensando di attrezzarsi per recuperare con sedute straordinarie e orari prolungati, compresi i sabati e le domeniche.

Inoltre si vuole chiedere supporto a strutture private dove i margini di azione sono più larghi con liste di attesa più corte.

Senza contare le necessarie urgenze: quindi bisogna recuperare visite arretrate ed esami, esplicare le urgenze e prenotare le visite e gli esami nuovi.

Verosimilmente, quest’ultimi, è praticamente impossibile programmarli in questa fase. Ne sono testimoni tutti gli utenti che hanno provato a Prenotare tramite Cup e sono stati dirottati verso strutture fuori provincia, spesso anche molto lontane.

Una sfida nella sfida del Covid.

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