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A Torino riaprono i musei, tra code e soldout, ma devono fare i conti con milioni di perdite

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Dopo tre mesi di chiusura, la cultura si re-impossessa della città, portando clienti a ristoranti e negozi. Ma a che prezzo?

A Torino riaprono i musei, anima centrale di una città che senza cultura cadrebbe nella malinconia.

Tanti piemontesi, per celebrare il 2 giugno, hanno scelto i centri culturali torinesi per uscire finalmente dalle mura di casa e godere delle bellezze nostrane ed internazionali.

Pur senza turisti – che potrebbero arrivare già oggi con la riapertura dei confini regionali – davanti ai musei di Torino si sono create code ordinate e un discreto traffico.

In totale 4mila biglietti tra i centri che hanno aperto ieri. Molti hanno optato per il biglietto elettronico con prenotazione e orario pre-fissato per non creare assembramenti.

Museo Egizio
A Torino riaprono i musei, tra code e soldout, ma devono fare i conti con milioni di perdite

Il Museo Egizio ha registrato 1.300 utenze (totalmente gratuite per il primo giorno di apertura, con prenotazioni esaurite nel giro di 48 ore).

La Reggia di Venaria tra mostra e giardini ne ha avuti 1.400: i visitatori hanno potuto godere sia dell’arte barocca che degli spazi all’aria aperta in una location spettacolare.

A Palazzo Madama, per la mostra su Mantegna, ci sono stati 343 ingressi solo ieri. A questi si somma il migliaio di biglietti staccati nei sei giorni di apertura dopo il lockdown.

Altri musei hanno avuto un centinaio di presenze nella giornata di ieri. 120 al Museo Nazionale del Cinema (dove rimane il biglietto ridotto per tutti), 166 a Camera, 176 ai Musei Reali. Sono stati 111 al Museo dell’Automobile e 113 alla Pinacoteca Albertina (che ha segnato più ingressi quest’anno rispetto al 2 giugno del 2019!).

Rimangono momentaneamente chiuse Gam e Mao per gli impianti di condizionamento dell’aria incompatibili con le norme anti-contagio.

A Torino riaprono i musei, ma il conto è salato

Nonostante i numeri positivi delle entrate della giornata di ieri, i direttori dei musei si ritrovano a fare i conti con le perdite subite in questi tre mesi di chiusura.

Il Museo Egizio, per esempio, ha perso 34mila euro al giorno! Praticamente più di un milione al mese.

E oggi riapre con un tetto di 800 visitatori al giorno per tenerli contingentati, a fronte di 8mila giornalieri che conteneva nel periodo pre-pandemia.

Anche le giornate di apertura si sono ridotte notevolmente: al momento si potranno visitare le sale solamente di venerdì e di sabato.

Tre mesi di chiusura hanno pesato anche sul bilancio del Museo del Cinema: più di un milione che verrà scalato dalle manifestazioni in programma. Il Torino Film Festival, per esempio, verrà ridimensionato per star dentro le spese.

Rimane inalterata invece la kermesse “Torino città del cinema”, che sarà inaugurata a San Giovanni con proiezioni direttamente sulla Mole Antonelliana.

A Torino riaprono i musei e ne godono negozianti e ristoratori

Con torinesi e piemontesi in giro ieri, attirati dai musei aperti, anche negozi, bar e ristoranti hanno ritrovato parte della clientela perduta durante il lockdown.

Nonostante fosse una giornata festiva, in tanti hanno voluto tenere aperto per recuperare il recuperabile.

In questo caso è stata la cultura a fare da traino per tutti gli altri settori. Segno che il mondo della promozione culturale non deve essere lasciata indietro, anche e soprattutto nella fase di recupero dalla crisi sanitaria.

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