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Sembra Covid ma è allergia: in Piemonte il caldo anticipa la stagione dei pollini

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In Piemonte il caldo anticipa la stagione dei pollini: quest’anno concentrazione più alta rispetto agli anni passati e i sintomi sembrano simili all’infezione da Covid

Il caldo anomalo che si sta registrando in Piemonte ha anticipato la stagione dei pollini.

Betulle, noccioli e frassini sono già in attività per infastidire gli allergici e provocano tosse, starnuti, rinite e asma allergica. Sintomi che potrebbero far pensare all’infezione da Covid 19. In realtà, potrebbero benissimo essere le microspore degli alberi che girano nell’aria.

L’Arpa ne ha già individuato alcuni concentrazioni in tutto il territorio piemontese. Fatta eccezione per il capoluogo, la cui centralina è gestita dall’Università di Torino al momento chiusa, e per il vercellese colpito duramente dal virus, dove è difficile reperire informazioni.

Nonostante i dati parziali, si può affermare che la stagione dei pollini è ufficialmente iniziata, seppur con un certo anticipo. Sopratutto quelli derivati da betulle, carpini, noccioli e frassini.

Anzi, i dati che abbiamo a disposizione indicano una concentrazione superiore rispetto al periodo 2002-2019. Colpa anche delle alte temperature registrate quest’inverno.

Tra poco ne soffriranno anche gli allergici alle graminacee (che costituiscono il 10-15% della popolazione) e ne avranno fino a giugno.

Un valido aiuto potrebbe essere proprio l’uso della mascherina indossata per la prevenzione da covid19. I pollini, infatti, essendo particelle più grandi del virus vengono bloccati facilmente da qualsiasi tipo di dispositivo di protezione, non è necessario adoperare quelli filtranti.

Anche rimanere in casa aiuterà chi soffre di allergia al polline, anche se è importante far circolare l’aria anche all’interno delle abitazioni.

La differenza tra allergia al polline e infezione da covid

È il dottor Gianni Cadario, allergologo delle Molinette di Torino intervistato da La Repubblica, a spiegare la differenza tra allergia al polline e infezione da covid.

Innanzitutto i sintomi da allergia vengono facilmente debellati con specifiche terapie e antistaminici, se invece non si risolvono si può fare ricorso al medico di base.

In secondo luogo, la tosse da asma allergica insorge in modo repentino e occasionalmente, mentre la fame d’aria da polmonite peggiora progressivamente.

Un’ulteriore elemento di differenza riguarda la febbre, che in caso di allergia non si presenta.

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