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LumiDolls finisce a processo: il bordello delle bambole robot avrebbe violato norme di sicurezza

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Finisce a processo LumiDolls: il bordello delle bambole robot contro il Comune per violazione di sicurezza

Finisce a processo il bordello delle bambole robot di Torino.
Il bordello delle bambole robot aveva deciso l’anno scorso di abbandonare la città dopo una manciata di mesi di attività.
Un’avventura cominciata durante l’estate del 2018, quando alcuni ragazzi hanno deciso di portare in Italia un modello imprenditoriale tanto bizzarro quanto vincente. Una realtà testata con grande successo in altri Paesi europei, che aveva destato grande curiosità anche nel capoluogo piemontese.
LumiDolls finisce a processo: il bordello delle bambole robot avrebbe violato norme di sicurezza
LumiDolls finisce a processo: il bordello delle bambole robot avrebbe violato norme di sicurezza
Una novità che aveva attirato visitatori non solo torinesi, ma da tutta Italia. Un boom incredibile, con migliaia di prenotazioni e posti occupati per settimane intere. Il tutto per concedersi dei momenti di piacere con bambole di plastica, che riproducevano molto fedelmente i tratti umani femminili e maschili.
Nel corso del tempo, però, molte cose non sono andate per il verso giusto. Le difficoltà hanno poi condotto a un triste epilogo per i curiosi e gli aspiranti visitatori.

Le controversie, la definitiva chiusura e il processo

Già in fase di apertura, il baccano e il continuo via vai dalla palazzina scelta per l’apertura dell’attività avevano costretto i proprietari a cambiare sede. Da Mirafiori Sud si passò dunque a Borgo Vittoria, non troppo distante da piazza Baldissera.
A settembre del 2018 ci furono i controlli dei vigili sull’igiene, che determinarono l’obbligo di registrare il locale come attività alberghiera. In questo modo, infatti, a tutti i clienti interessati a usufruire del servizio venne imposto di fornire un documento. Una registrazione che avrebbe reso pubblica la frequentazione, insomma.
Ciò ha generato un brusco calo delle prenotazioni, in quanto i fruitori non avevano intenzione, nella maggior parte dei casi, di rinunciare alla propria privacy. Specie per un servizio di questo genere, per il quale nessuno vorrebbe far sapere delle proprie esigenze.
Pertanto, nei giorni scorsi LumiDolls ha abbandonato anche la sua ultima sede, chiudendo i battenti dopo così poco tempo.
Proprio per questi motivi, all’azienda è stata contestata la violazione della sicurezza pubblica, poiché i titolari non hanno mai consegnato, durante la prima fase di apertura, copie di documenti e nominativi.
Per concludere la vicenda, LumiDolls ha richiesto al Comune una risoluzione amichevole. Uno scenario non concreto, in quanto si procederà con lo scontro.
(Foto tratta da www.tgcom24.mediaset.it)

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