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L’Università di Torino studia come si muovono i batteri nel corpo: scoperte interessanti dagli studi

L'Università di Torino studia come si muovono i batteri nel corpo: scoperte interessanti dagli studi
L'Università di Torino studia come si muovono i batteri nel corpo: scoperte interessanti dagli studi
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L’Università di Torino studia come si muovono i batteri nel corpo: dagli studi arrivano importanti risultati

L’Università di Torino raggiunge un altro importante traguardo.
L’ateneo torinese può vantare l’impegno del Dipartimento di Fisica, che si è cimentato nell’analisi del movimento dei batteri all’interno del corpo.
Nello specifico, è stato effettuato un accostamento piuttosto semplice per comprendere gli studi realizzati. I batteri e le alghe unicellulari sarebbero in grado di sfruttare i liquidi in cui si muovono, utilizzando il flusso in cui sono coinvolti per aumentare la propria velocità.
L'Università di Torino studia come si muovono i batteri nel corpo: scoperte interessanti dagli studi
L’Università di Torino studia come si muovono i batteri nel corpo: scoperte interessanti dagli studi
Facendosi trasportare, dunque, svolgono uno spostamento simile, per certi versi, a coloro che vanno in palestra e utilizzano un tapis roulant. Una scoperta che rende l’idea di quello che i batteri fanno all’interno del corpo umano, nel loro propagarsi e nei propri effetti negativi.

Risvolti degli studi dell’Università di Torino

Il gruppo di ricerca, denominato “Turbulence and Non-Linear Waves“, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento: quello di vedere pubblicate le proprie scoperte in merito a questo argomento sulla rivista “Physical Review Letters“.
Questa novità portata alla luce permette di fare chiarezza su come i batteri riescano a comportarsi in ambienti fluidi e a percorrere tragitti piuttosto lunghi in proporzione.
Una serie di informazioni decisamente utili e riutilizzabili in ambiti come della biologia. Più specificamente, a beneficiare di questi studi potranno essere l’ecologia marina e la ricerca biomedica.
Insomma, risultati importanti, che arrivano ancora una volta dagli studi dei preparati professori e studenti dell’Università di Torino.
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