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Torino: una targa alle biciclette per sanzionare i ciclisti disattenti

Targa Biciclette
Torino: una targa alle biciclette. La proposta che divide i 5 stelle.
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Torino: una targa alle biciclette. La proposta che divide i 5 stelle.

Torino schiacciata dallo smog e il sogno di una città a misura di bicicletta. C’è chi difende le bici come simbolo di mobilità eco-sostenibile e c’è chi le critica, sostenendo che la città dell’auto non farà mai a meno della comodità delle quattro ruote.

Ma dal Comune arriva una proposta che ha smosso ancora di più le acque e ha diviso gli stessi 5stelle. Una targa che renda identificabili le biciclette, ma soprattutto i ciclisti che non rispettano il codice della strada.

La proposta arriva dalla consigliera 5stelle di Torino, Monica Amore, durante la presentazione del piano operativo sulla sicurezza stradale della Città.

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Fondamentale, secondo la consigliera, per identificare i ciclisti che hanno un comportamento scorretto in strada, che rappresentano un pericolo per pedoni, automobilisti e per gli stessi biker. Una proposta che, tuttavia, scatena il putiferio in Comune. E le risposte arrivano dagli stessi 5stelle, da sempre a favore di una mobilità sostenibile.

Federico Mensio, presidente della commissione Ambiente del Comune di Torino, reputa la proposta della targa alle biciclette insensata e dispendiosa. In effetti, mettendo una targa alle bici, sarebbe necessario istituire un registro mezzi e tutto ciò che ne consegue. Senza contare che bisognerebbe modificare il codice della strada, e la cosa andrebbe per le lunghe. E poi qualsiasi utente della strada, che sia pedone automobilista o ciclista, è già sottoposto al codice della strada ed è sanzionabile se colto sul fatto.

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La consigliera Amore non depone le armi e si mette a fianco dei ciclisti. Nei punti in cui non ci sono piste ciclabili idonee, andare in bici a fianco delle auto potrebbe essere pericoloso per gli stessi ciclisti e per gli altri. C’è bisogno allora di un sistema di riconoscimento che tuteli i bikers.

Ma Mensio boccia ancora le posizioni dell’Amore. Un modo per tutelare i ciclisti ci sarebbe ed è la prevenzione. Bisogna agire sulla corretta informazione degli utenti, sottolineare l’importanza delle luci davanti e dietro, dei catadiottri e di altri strumenti utili alla loro sicurezza. In poche parole, tutto ciò che è già previsto dal codice della strada.