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5G a Torino: che cos’è e perché se ne parla tanto?

5G Torino
5G a Torino: che cos'è e perché se ne parla tanto?
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5G a Torino: che cos’è e perché se ne parla tanto?

Torino, città dell’innovazione e delle nuove tecnologie, è tra le prime in Italia a sperimentare la rete di quinta generazione, il 5G. Presente anche a Roma e a Napoli, il raggiungerà presto anche Milano, Bologna, Verona, Firenze, Matera e Bari.

Ma che cos’è il 5G? E perché se ne parla così tanto?

Il 5G è la rete di nuova generazione che prenderà il posto dell’attuale 4G LTE. Ma non si tratta soltanto di velocità di connessione. In realtà c’è molto di più.

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Infatti, il 5G a Torino permetterà di usare la rete mobile per tutta una serie di servizi che finora sono stati appannaggio di altri mezzi. Per esempio, si potrà giocare online o utilizzare al meglio i servizi di streaming, avendo contenuti ad altissima risoluzione, fluidi e subito disponibili.

Il 5G a Torino dovrebbe soppiantare anche le attuali connessioni in fibra. Niente più modem da collegare alla rete telefonica, insomma. I dispositivi saranno sempre connessi, senza più passare continuamente da Wi-Fi a rete mobile. Anche la TV digitale potrebbe utilizzare questa tecnologia. La connessione sarà disponibile sempre e ovunque per ogni dispositivo. Tra questi, sistemi di videosorveglianza, droni, auto a guida autonoma e tanti altri servizi non ancora testati in Italia. Ma ci vorrà ancora un po’ tempo per arrivarci.

5G Torino
5G a Torino: che cos’è e perché se ne parla tanto?

Il 5G in Italia

La diffusione del 5G in Italia non sarà veloce. Ci vorranno diversi anni prima che subentri all’attuale LTE, che per il momento rimane la tecnologia dominante. Anche perché bisogna dare il tempo all’infrastruttura 5G di potenziarsi. Non solo a livello di copertura, ma anche di diffusione dei prodotti adatti, che possano sfruttare la nuova rete.

Che velocità raggiungerà?

Le velocità del 5G dovrebbe raggiungere valori di picco di ben 20 Gbps. Nell’uso pratico reale le stime però sono molto più basse, intorno a 1,4 Gbps. Per fare un paragone, il picco delle reti 4G LTE sarebbe di circa 4000 Mbps, ma nella pratica si aggira intorno ai 100 Mbps.

Inoltre, il 5G utilizzerà onde radio ad altissima frequenza, fino a 300 GHz. Le reti attuali del 4G, invece, arrivano a 5 GHz.

Sono le alte frequenze ad aumentare la velocità, ma allo stesso tempo rendono la propagazione del segnale più difficile, perché maggiormente sensibile agli ostacoli fisici. In altre parole, se la potenza del segnale 5G si riduce della metà, le ripercussioni sulla velocità di navigazione sono in proporzione molto più sensibili che non in LTE. In realtà, con velocità di picco così elevate, anche in presenza di un segnale più debole, l’utente potrebbe non accorgersi della differenza.

Il 5G è pericoloso per la salute?

Molte sono le preoccupazioni sui pericoli per la salute causati dalle onde radio del 5G. A dire la verità, ad oggi, non esistono evidenze scientifiche che attestino la pericolosità delle reti 5G. Oltre tutto, in Italia, il limite di emissioni elettromagnetiche è stabilito a 6 Volt per metro. Negli altri paesi europei questa soglia oscilla tra i 41 ed i 51 Volt/metro, mentre negli Stati Uniti arriva a 61 V/m. Questa è da una parte una tutela per la salute, ma dall’altra un ostacolo allo sviluppo del 5G.

Il problema è che in questa soglia devono rientrare tutte le emissioni elettromagnetiche tra cui TV, radio, cellulari, ecc. Se un’area è già satura da una qualsiasi di queste, non ci sarà posto per le altre. Le cose dovrebbero comunque cambiare nel prossimo futuro, siccome nel 2021 è previsto lo spegnimento del 3G. Questo creerà “spazio” per le emissioni del 5G.

In ogni caso, le frequenze utilizzate in Italia sono relativamente basse e ben lontane dai limiti cui può arrivare il 5G. Non si può quindi dire che ci sia un rischio reale per la salute.

In realtà, ci sono altre problematiche legate al 5G a Torino, e in Italia. Avendo limiti particolarmente bassi, servono molte più antenne per coprire il territorio. Da qui le legittime polemiche sull’abbattimento degli alberi e sul fatto che le antenne rovinano il paesaggio.

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