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Torino, nel 1328 un editto vietò il transito per i maiali in via Garibaldi

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Nel 1328 i maiali non potevano più circolare per via Garibaldi.

L’unica eccezione alla regola riguardava i maialini di proprietà dei monaci di Sant’Antonio

Molti di voi non ci crederanno, ma nel XIV secolo, molti suini vagavano per il centro della città tant’è vero che, nel 1328, un editto vietò il transito per i maiali in via Garibaldi.

Infatti, il problema dei maiali lasciati liberi per il centro cittadino era talmente grave che si arrivò all’emanazione di un editto che proibiva il transito degli animali.

Inoltre, l’editto imponeva il sequestro dell’animale nel caso in cui fosse stato trovato libero e incustodito.

Come per tutte le regole che si rispettino, anche per questa ci fu un’unica eccezione.

Infatti, i maialini di proprietà dei monaci Ospitalieri di Sant’Antonio erano esenti dal divieto.

Antica via Dora Grossa, adesso via Garibaldi
Torino, nel 1328 un editto vietò il transito per i maiali in via Garibaldi

La comunità di ecclesiasti arrivò a Torino nel 1271.

Si stabilì in un’antica chiesa, dove oggi si trova la chiesa di San Dalmazzo, in via Garibaldi, all’angolo con via delle Orfane.

I monaci erano esperti nella cura del fuoco di Sant’Antonio.

Per porre rimedio a questa morbo i monaci si servivano della sugna, ovvero il grasso del maiale, per preparare antidoti e ungulati.

Quindi i maiali erano indispensabili per i monaci.

Successivamente, nel 1531, venne nuovamente imposta la confisca di tutti i maiali trovati a circolare in libertà per Dora Grossa, l’attuale via Garibaldi.

Anche in questa occasione i maialini dei monaci di Sant’Antonio vennero esentati dalla regola.

Dunque, anche se nel 1328 un editto vietò il transito per i maiali in via Garibaldi, quelli dei monaci Ospitalieri di Sant’Antonio continuarono a girare liberi per la città

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