San Sicario a Cesana Torinese: Borgo storico, San Sicario Alto e trasformazione turistica tra Via Lattea e confine

Da Alessandro Maldera
Febbraio 27, 2026

San Sicario (spesso scritto anche Sansicario) è una frazione di Cesana Torinese in Alta Val di Susa. È piccola, però pesa molto nel racconto turistico della valle. Infatti qui convivono un nucleo storico di baite e un centro moderno nato nel secondo Novecento. E, soprattutto, tutto ruota attorno al Monte Fraiteve (2.701 m) e al sistema della Via Lattea.
– Quota: Borgo 1.575 m | Alto ~1.700 m
– Montagna di riferimento: Monte Fraiteve 2.701 m
– Cornice storica: Escartons (1349–1708)
– Chiesa citata: 1056 (bolla del vescovo Cuniberto)
– Svolta turistica: dal 1960 | Alto progettato dal 1969
– Infrastruttura simbolo: funicolare “monorotaia” 1984 (Pininfarina + Fissore)
Dove si trova San Sicario e cosa “conta” davvero
San Sicario sta sulle pendici occidentali del Fraiteve. Da lassù, quindi, lo sguardo si apre sia sull’Alta Val di Susa sia verso la Val Chisone. Questa posizione, inoltre, spiega due cose: la vocazione sportiva e la vicinanza reale al confine.
Due identità nette: San Sicario Borgo e San Sicario Alto
Per capirla sul serio, però, devi separarla in due.
- San Sicario Borgo: il nucleo tradizionale, a 1.575 m, con baite (le più antiche datate al XVI secolo) e una vita che si “riaccende” nei periodi di villeggiatura
- San Sicario Alto: il polo turistico moderno, a circa 1.700 m, progettato per la montagna “servita” di impianti e strutture
Sono due facce dello stesso luogo. Tuttavia raccontano due storie diverse, e mescolarle crea solo confusione.
Il Borgo: baite antiche, popolazione minima e una chiesa “stratificata”
San Sicario Borgo è un paese di montagna vero, non un quartiere turistico. Le case storiche sono disposte su un pianoro, e i residenti sono meno di 50; poi, durante le vacanze, la borgata si ripopola.
Il nome: tra Saint Sicaire e un santo “incerto”
Qui la faccenda è particolare. La zona, infatti, fu legata al territorio degli Escartons (1349–1708) e il toponimo circolava in francese come Saint Sicaire (o Saint Sicary in patois). In seguito, quindi, arrivò l’italianizzazione in San Sicario.
Il riferimento al santo non è limpido: in alcune ricostruzioni si cita Sicario di Lione, indicato come vescovo e collocato nel V secolo, ma la sua stessa esistenza viene contestata a partire dal XVIII secolo. Inoltre c’è chi collega la tradizione a figure come Sicaire de Brantôme o Sicaire de Bethléem, con incroci devozionali non immediati.
La chiesa: dal 1056 a oggi, con un cambio di titolazione
Il punto fermo è la chiesa. È citata già nel 1056 (bolla del vescovo Cuniberto di Torino). Oggi è dedicata a Sant’Atanasio, e infatti il titolo è cambiato.
L’edificio attuale, però, è almeno del Seicento; inoltre fu ristrutturato all’inizio del Novecento dopo un incendio parziale. Dentro si conserva una pala d’altare del XVI secolo e si segnala anche un dipinto datato 1646 inserito in un retable barocco ligneo della scuola d’intaglio del Melezet, con iconografie che alimentano le letture sul santo “cavaliere” e sulla tradizione locale.
Tracce romane al Pariol: tombe e un villaggio fino al 200 d.C.
Non è solo medievale o moderna. Nei dintorni, infatti, in località Pariol (vicino all’area legata alla pista olimpica di bob) sono segnalati insediamenti di epoca romana: quattro tombe con ornamenti definiti “nordafricani” e i resti di un villaggio con tracce fino al 200 d.C..
Quindi San Sicario non nasce dal nulla: cambia pelle, ma su un territorio già abitato e attraversato.
San Sicario Alto: progettata nel 1969, pensata per lo “ski total”
San Sicario Alto è un’altra storia, molto più recente. Si trova a circa 1.700 m su un terrazzo naturale con vista su Colle del Monginevro, Monti della Luna e Monte Chaberton.
È costruita ex novo dal 1969 su progetto dell’architetto francese Laurent Chappis, legato al modello di stazione sciistica “integrata” (lo ski total). Perciò la forma urbana è quella dei residence e dei condomini, non quella del villaggio antico.
La “monorotaia” del 1984: Pininfarina e Fissore
Il segno più riconoscibile è la funicolare spesso chiamata “monorotaia”: disegnata da Pininfarina e costruita nel 1984 dalla Carrozzeria Fissore di Savigliano. Collega la piazzetta ai residence inferiori con due capolinea e una fermata intermedia al Pariol.
Inoltre, per un periodo, l’area fu associata anche al marchio registrato SANSICARIO (società S.E.F.O.), che ne guidò lo sviluppo fino al 1988.
Montechiaro e l’ex Colonia Italsider: dall’architettura sperimentale al polo sportivo
In località Les Graviéres, poi detta Montechiaro, c’è un elemento fuori scala: l’ex Colonia Italsider. È un edificio di architettura sperimentale realizzato tra 1959 e 1962 dall’architetto Renato Severino, su commissione Italsider, per ospitare i figli dei dipendenti nei periodi estivi.
In seguito l’area fu ceduta al Comune e, dal 2004, venne convertita in un grande impianto sportivo: ristrutturazioni, nuove strade e parcheggi, più una pista da sci di 5.000 metri e opere minori, in vista del ciclo olimpico.
Dopo Torino 2006, inoltre, dal 2007 l’ex Colonia è stata convertita in hotel a tre stelle con nome Olympic Centre Hotel. Nel 2011 ci fu un passaggio difficile (fallimento della gestione) e molte attività chiusero; poi, secondo alcune ricostruzioni, una cooperativa di proprietari (NONSOLONEVE) rilevò e riaprì parte dei servizi dopo interventi.
Via Lattea e confine: perché San Sicario è un nodo, non una “località isolata”
San Sicario è dentro la rete della Via Lattea, quindi non vive “da sola”. In inverno, infatti, contano i collegamenti con Cesana e con le altre stazioni.
In più è vicinissima al confine francese: procedendo verso il Colle del Monginevro incontri subito Monginevro (circa 400 abitanti), indicata come l’unica località francese inclusa nel comprensorio. E, a distanza breve, ci sono anche Sestriere, Claviere e Sauze d’Oulx.
Turismo e attività: cosa si fa (davvero) in estate e in inverno
San Sicario è nota per la neve, però non si esaurisce lì.
In inverno
- inserimento nel comprensorio Via Lattea
- presenza di impianti: cabinovia verso Cesana, tre seggiovie e due skilift sulle pendici del Fraiteve
In estate
- attività dichiarate in località: tennis, tiro con l’arco, equitazione, mountain bike
- presenza di un centro di sci d’erba (che torna utile anche per eventi sportivi)
Sport e grandi eventi: Coppa del Mondo, biathlon e Torino 2006
Sul piano sportivo, San Sicario ha fatto da palcoscenico più volte. Ha ospitato diverse gare di Coppa del Mondo di sci alpino (maschili e femminili). Inoltre qui si sono svolte le prove femminili di discesa libera e superG di Torino 2006.
Poi c’è il capitolo biathlon: una tappa di Coppa del Mondo nel 2005 e le gare olimpiche del 2006, con l’area della ex Colonia usata come base logistica per troupe stampa e tv.
E, d’estate, lo sci d’erba: nel 2014 San Sicario ha ospitato i Mondiali juniores con 9 nazioni, sulle piste “baby” e “21 bassa” (allenamento e gara).
Cronologia essenziale di San Sicario
– 1349–1708: area nel contesto degli Escartons, uso del nome Saint Sicaire/Sicary
– 1959–1962: costruzione ex Colonia Italsider (Renato Severino)
– dal 1960: svolta turistica della borgata
– 1969: nascita di San Sicario Alto (progetto Laurent Chappis)
– 1984: funicolare “monorotaia” (Pininfarina + Fissore)
– dal 2004: conversione Montechiaro in polo sportivo e pista 5.000 m
– 2005–2006: biathlon (Coppa del Mondo e Olimpiadi)
– 2007: ex Colonia convertita in Olympic Centre Hotel
– 2011: crisi gestione e chiusure, poi riaperture legate a cooperativa proprietari
In due righe: che cos’è oggi San Sicario
San Sicario è un posto con una doppia verità: Borgo e Alto non sono la stessa cosa, però stanno nello stesso paesaggio. Inoltre la località non si spiega senza Via Lattea, senza il Fraiteve e senza le infrastrutture nate tra anni Sessanta e ciclo olimpico. Se vuoi inquadrarla bene, quindi, devi leggerla così: un villaggio storico minimo, affiancato da una stazione moderna progettata per lo sport, con una memoria che resta attaccata ai luoghi e alle date
San Sicario, Borgo e Alto: chiarimenti finali
No. Il Borgo è il nucleo storico a 1.575 m; Alto è il centro turistico a circa 1.700 m, nato dal 1969
Perché deriva da tradizioni e forme linguistiche diverse (anche Saint Sicaire/Sicary) e perché il riferimento al santo non è univoco nelle ricostruzioni
La chiesa risulta già ricordata nel 1056, in una bolla del vescovo Cuniberto di Torino
L’area dell’ex Colonia Italsider è stata convertita dal 2004 in polo sportivo con interventi e una pista da sci di 5.000 m, poi collegata all’eredità infrastrutturale del ciclo olimpico
No. In estate si citano attività come mountain bike, equitazione, tennis, tiro con l’arco e anche sci d’erba (con evento internazionale nel 2014)

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



