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Giornalista Gianfranco Bianco: la voce storica del Piemonte

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Da Alessandro Maldera

Luglio 29, 2025

Il giornalista Gianfranco Bianco durante una conduzione del TGR Piemonte su Rai3, con sullo sfondo il logo della testata e un maglione che richiama Torino

Il giornalista Gianfranco Bianco è stato per oltre trent’anni il volto più riconoscibile del TGR Piemonte su Rai3. Con il suo stile sobrio e autorevole, ha raccontato la vita della regione dal 1982 al 2015. Scomparso nel 2016 a 64 anni, è ricordato ancora oggi come una delle voci più amate del giornalismo piemontese.

Tappe principali della carriera di Bianco

Nascita: 1952, Borgo San Dalmazzo (provincia di Cuneo)
Inizi giornalistici: La Fedeltà, Eco del Monviso, Gazzetta del Popolo
Ingresso in Rai: 1982, prima al Giornale Radio poi alla TGR Piemonte su Rai3
Evento distintivo: ideazione e conduzione del Concerto di Ferragosto
Temi affrontati: emigrazione piemontese, missioni degli Alpini, cultura locale
Diagnosi clinica: tumore ai polmoni riscontrato nel 2013
Data di morte: 28 giugno 2016, all’Hospice di Busca, a 64 anni

Una carriera iniziata tra le colline del Cuneese

Nato nel 1952 a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo, Gianfranco Bianco cominciò giovanissimo a scrivere per il settimanale La Fedeltà, diretto dallo zio don Giorgio Martina. Negli anni Ottanta fu anche direttore dell’Eco del Monviso, periodico locale saluzzese.

Poco dopo entrò nella redazione della Gazzetta del Popolo, lo storico quotidiano torinese, dove rimase fino alla chiusura. Lì affinò il suo stile e consolidò il suo rapporto con il territorio, in particolare con la provincia di Cuneo.

L’ingresso in Rai e l’affermazione al TG3 Piemonte

Nel 1982 entrò in Rai, prima nel Giornale Radio e poi nella redazione piemontese della TGR, dove si sarebbe affermato come uno dei principali conduttori. I suoi esordi furono nel settore sportivo, con particolare attenzione ai rally, ma nel tempo divenne il volto di riferimento dei notiziari regionali su Rai3.

Era facile incontrarlo in via Po, a pochi metri dalla sede Rai di via Verdi, riconoscibile per l’inseparabile cappellino con visiera.

I temi che gli stavano a cuore: Argentina, Alpini, emigrazione

Durante un viaggio in Argentina nel 2013, mentre stava per avviare una corrispondenza Rai da Buenos Aires in occasione del conclave che portò all’elezione di Papa Francesco, Bianco scoprì di avere un tumore ai polmoni. La diagnosi non lo allontanò subito dal lavoro, ma lo costrinse a ridurre progressivamente l’attività.

Aveva dedicato numerosi reportage all’emigrazione piemontese in Sud America, un tema che lo appassionava profondamente. Parallelamente, seguì anche le missioni degli Alpini in Mozambico, trascorrendo tre mesi sul campo con i Caschi Blu italiani.

Il Concerto di Ferragosto e l’ultimo saluto alle montagne

Tra le iniziative più amate a cui legò il proprio nome c’è il Concerto di Ferragosto, evento trasmesso ogni estate dalla Rai dalle montagne del Piemonte. Bianco fu tra i promotori del progetto e ne fu spesso il conduttore.

Nel 2014, nonostante le condizioni di salute, partecipò all’ultima diretta da Elva, nel Cuneese, per quella che sarebbe stata la sua uscita pubblica finale. Andò in pensione il 30 giugno 2015, dopo oltre trent’anni di servizio in Rai.

La morte del giornalista Gianfranco Bianco e il ricordo collettivo

Gianfranco Bianco è morto il 28 giugno 2016 all’Hospice di Busca, in provincia di Cuneo. Aveva 64 anni. A dare la notizia fu il collega Michele Ruggiero, durante un notiziario su RadioUno, definendolo «la voce che meglio ha saputo rappresentare il Piemonte».

Il suo modo di raccontare i fatti, il rispetto per il territorio e la dedizione alla professione lo hanno reso una figura unica nel panorama dell’informazione locale.

Dati essenziali su Gianfranco Bianco

Chi era Gianfranco Bianco?

Era un giornalista piemontese e storico conduttore del TGR Piemonte su Rai3.

Quando è morto Gianfranco Bianco?

Il 28 giugno 2016, a 64 anni, dopo una lunga malattia.

Per cosa è ricordato Gianfranco Bianco?

Per la sua conduzione del TGR Piemonte, i reportage sull’emigrazione e il Concerto di Ferragosto.

Quali sono stati i suoi primi incarichi?

Scrisse per La Fedeltà, fu direttore dell’Eco del Monviso e lavorò alla Gazzetta del Popolo.

Quando ha lasciato la Rai?

Il 30 giugno 2015, andando in pensione a causa della malattia.




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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende