Movimento Cantacronache Torino: la nascita della canzone d’autore impegnata

Da Alessandro Maldera
Novembre 12, 2012

Quando si parla di scuole cantautorali italiane, vengono subito in mente quelle più celebri: la scuola genovese di Tenco, Paoli, De André, Conte, Fossati, la scuola romana con De Gregori e Venditti, quella emiliana con Guccini e Dalla, fino alla scuola milanese con Gaber e Jannacci.
Eppure, Torino ha avuto la sua scuola cantautorale, anche se meno celebrata e spesso dimenticata. Si tratta del Movimento Cantacronache Torino, un’esperienza fondamentale che ha posto le basi per la canzone d’autore impegnata, anticipando molti degli stilemi che avrebbero caratterizzato la musica di denuncia sociale in Italia.
Cantacronache Torino: un gruppo di intellettuali e musicisti per cambiare la musica
Era il 1957 quando, in un’epoca in cui il Festival di Sanremo e le canzonette dominate da temi amorosi iniziavano a imporsi, un gruppo di intellettuali torinesi decise di sfidare il sistema musicale dell’epoca. L’obiettivo? Creare una nuova forma di espressione musicale, alternativa alle melodie leggere e spensierate della musica popolare italiana.
Il movimento prese il nome di Cantacronache e fu fondato da Sergio Liberovici e Michele Straniero, ai quali si aggiunsero personalità di spicco come Emilio Jona, Fausto Amodei, Giorgio De Maria, Margot Galante Garrone e Mario Pogliotti.
L’intento era chiaro: dare voce alla realtà sociale e politica attraverso la musica, affrontando temi come la condizione operaia, le disuguaglianze e la resistenza. I loro riferimenti artistici erano gli chansonniers francesi, la poetica di Bertolt Brecht e Kurt Weill, nonché la tradizione dei cantastorie italiani.
Un’idea rivoluzionaria per la musica italiana
Il Movimento Cantacronache Torino si opponeva alla tendenza dominante della musica commerciale e promuoveva una canzone d’autore impegnata, capace di raccontare la realtà attraverso testi profondi e significativi.
In un’epoca in cui la musica italiana era ancora dominata da motivi romantici e spensierati, i Cantacronache scelsero una via del tutto nuova. Il loro motto era “evadere dall’evasione”, un chiaro invito a rompere con le convenzioni della musica leggera e ad affrontare tematiche scomode.
La partecipazione di Italo Calvino, Umberto Eco e Gianni Rodari
Tra i sostenitori e collaboratori del movimento, troviamo nomi di spicco della cultura italiana. Italo Calvino, Gianni Rodari e Umberto Eco contribuirono alla crescita del progetto, apprezzando l’approccio innovativo del gruppo.
Sarà proprio Eco a sottolineare l’importanza del movimento, dichiarando:
“Se non ci fossero stati i Cantacronache, la storia della canzone italiana sarebbe stata diversa. Michele Straniero e il gruppo hanno gettato le basi per una rivoluzione musicale, anche se non hanno avuto la stessa fama di De André o Guccini.”
Le tematiche del Movimento Cantacronache Torino
I testi delle canzoni di Cantacronache affrontavano argomenti inediti per la musica dell’epoca:
- Le condizioni di vita delle classi lavoratrici
- La lotta contro le ingiustizie sociali
- La Resistenza e il ricordo della guerra
- L’alienazione dell’uomo moderno
- La satira politica e la critica al consumismo
Questi temi anticiparono quelli che, negli anni successivi, sarebbero stati sviluppati da artisti come Fabrizio De André, Francesco Guccini, Giorgio Gaber e Claudio Lolli.
L’eredità dei Cantacronache nella musica italiana
Nonostante il Movimento Cantacronache Torino non abbia mai raggiunto il successo commerciale, la sua influenza è stata fondamentale nella nascita della canzone d’autore italiana.
Molti cantautori che sarebbero diventati famosi negli anni ‘60 e ‘70 si ispirarono proprio ai Cantacronache, riprendendo il concetto di musica impegnata. Da questo movimento derivarono importanti esperienze musicali come il Nuovo Canzoniere Italiano e, più tardi, il folk revival italiano.
Conclusioni: perché ricordare il Movimento Cantacronache Torino?
Oggi il Movimento Cantacronache Torino è spesso dimenticato, eppure è stato uno degli esperimenti più importanti della musica italiana. Ha gettato le basi per una canzone d’autore più consapevole e impegnata, contribuendo alla crescita culturale del nostro paese.
Senza i Cantacronache, forse oggi la musica italiana non sarebbe la stessa. Ecco perché è importante riscoprire la loro storia e il loro lascito artistico, perché rappresentano un pezzo fondamentale del nostro patrimonio culturale.
FAQ – Domande frequenti sul Movimento Cantacronache Torino
1. Cos’è il Movimento Cantacronache Torino?
Il Movimento Cantacronache Torino fu un collettivo musicale nato nel 1957 con l’obiettivo di creare una canzone d’autore impegnata, alternativa alla musica leggera commerciale dell’epoca.
2. Chi ha fondato i Cantacronache?
Il gruppo nacque per iniziativa di Sergio Liberovici e Michele Straniero, ai quali si unirono artisti e intellettuali come Emilio Jona, Fausto Amodei, Giorgio De Maria, Margot Galante Garrone e Mario Pogliotti.
3. Quali erano i temi affrontati dai Cantacronache?
Le loro canzoni trattavano tematiche sociali e politiche, come la condizione operaia, la Resistenza, la satira politica e la critica alla società dei consumi.
4. Qual è stata l’influenza dei Cantacronache sulla musica italiana?
Il movimento ha anticipato e ispirato la scuola cantautorale italiana, influenzando artisti come Fabrizio De André, Francesco Guccini e Giorgio Gaber.
5. Il Movimento Cantacronache Torino esiste ancora?
Umberto Mangiardi

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende




