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“Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York”

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Torino che non è New York

I più giovani non li hanno per fortuna vissuti, chi invece ha qualche anno in più, invece, non li vuole più ricordare.

Stiamo parlando dei tristi ed ormai lontani anni di  piombo che hanno fatto  non poche vittime anche nella nostra città.

E’ proprio in questo contesto fatto di ideali, lotta di classe e violenza senza confini che un giovane cantautore trova spunti per fare la propria  musica.

"Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York"
“Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York”

Parole forti, al limite della censura, testi duri su argomenti difficili e controversi: tutto questo è Enzo Maolucci.

Torinese doc, nato pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, sale alla ribalta del panorama cittadino, e non solo,  grazie ad un pioneristico  stile musicale fatto di accordi prepotenti e vocaboli senza fronzoli che raccontano la dura realtà di Torino della fine degli anni settanta.

Maolucci, dopo una serie di importanti collaborazioni con svariati artisti dell’epoca ( tra cui ricordiamo  Tullio De Piscopo )  e partecipazioni ad importanti festival, registra fino alla fine degli anni ‘90 una serie di dischi,. Albume che però non hanno trovato troppo  successo tra il grande pubblico (forse un po’ troppo commerciale per questo genere di melodia).

"Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York"
“Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York”

Secondo le ultime informazioni,  ad oggi Maolucci, dopo una serie di collaborazioni con emittenti  radio e televisivi,  è il presidente  della “International Survival Association” da lui stesso fondata.

Nel settembre del 2020 ha rilasciato un’intervista al quotidiano la Stampa di Torio in cui ricorda i difficile anni ’70.  il cantautore si dice sorpreso di come la città sia cambiata in questo lasso di tempo, trasformandosi da città grigia a città di Movida.

Nell’attesa di vedere il cantautore torinese riprendersi le scene musicali che gli competono  vogliamo proporvi una delle tante canzoni da lui ambientate a Torino che meglio di tutte raccontano, o meglio fanno drammaticamente rivivere , le violenze e le tensioni vissute duranti gli anni del terrorismo a matrice BR.

Torino che non è New York – YouTube

 

Ecco il testo della canzone Torino che non è New York

Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York.
Un letterato impotente ha fatto piangere ragazze della scuola,
masturbando un’angoscia insolente da fine, con trenta veramon in gola.
Ad altri basta invece un bianco secco senza poesia
ma ti pesa sai, gioia mia,
mentre scopi le tue notti e l’angoscia muore in gola
(Ma non fai piangere mai le ragazze della scuola).

Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York.
La diva, suicida arrapante, ha fatto piangere presidenti americani
e la mezz’ala ammazzata per gioco demente ha fatto piangere i romani scemi.
Ad altri basta invece un bel maschiaccio senza poesia,
ma ti pesa sai, gioia mia,
e ci crepi “vecchia checca”, sangue e rimmel tra le mani…
(Ma non fai piangere Roma e presidenti americani).

Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York.
Un cantautore perdente ha fatto piangere impiegati dell’industria canzoniera.
H a sparato da solo nel posto sbagliato (Che Guevara da balera)
Ad altri basta invece un furto “Standa” senza poesia
e ti sparano sai, gioia mia,
e non ti compri più la Fender, joints e dischi di Santana…
Ma non fai piangere impiegati, e a Sanremo non fai pena.
Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York.
Un cantante di night arrivato ha fatto piangere Torino alcolizzata,
si è sparato nel cranio una bottiglia di whisky e un’auto rosa di grossa cilindrata.
Ad altri basta invece un giusto odio per la gente scema e senza poesia
(che ti pesa sai, gioia mia)
Ma si sparano allo specchio per vedere un uomo morto.
C ‘è chi ammazza e chi si ammazza e non so a chi dare torto.

Si ammazzano a Torino, Torino che non è New York.

Aggiornato il 13 ottobre 2020

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