Quasi 26 milioni per cambiare la mobilità torinese: cosa prevede MeMo

Da Alessandro Maldera
Ottobre 03, 2026

Quasi 26 milioni di euro per ripensare gli spostamenti quotidiani nell’area torinese. Il Programma MeMo Torino 2026 punta a integrare bicicletta, ferrovia e trasporto collettivo, intervenendo anche sulla logistica urbana, sui tragitti casa-lavoro e sulla sicurezza vicino alle scuole.
Non si tratta di una singola opera, ma di una strategia composta da più azioni coordinate nei diversi comuni del territorio.
Programma MeMo Torino 2026: i numeri principali
Finanziamento: MASE
Progettazione: 18 mesi
Avvio attuazione previsto: marzo 2028
Conclusione prevista: primo semestre 2030
Ambiti: mobilità quotidiana, bici, ferrovia, scuole, lavoro e logistica
Un investimento da 25,9 milioni di euro
Le risorse assegnate raggiungono 25.906.189 euro e provengono dal MASE.
Tra gli enti italiani ammessi al bando, soltanto uno ha ottenuto un finanziamento superiore.
Il progetto torinese dispone quindi di una dotazione significativa, destinata non a un solo intervento ma a una serie di azioni collegate tra loro.
Cos’è il programma MeMo
MeMo nasce con l’obiettivo di ridurre il ricorso abituale all’automobile privata, favorendo modalità di spostamento alternative più adatte alle esigenze quotidiane.
Il programma guarda alla bicicletta e al trasporto collettivo, ma anche alla qualità dell’aria e alla possibilità di organizzare in modo più efficace gli itinerari di ogni giorno.
Le risorse dovranno inoltre contribuire ad accelerare il PUMS e gli strumenti collegati alla pianificazione ciclabile, all’accessibilità, all’interscambio tra mezzi diversi e alla gestione sostenibile delle consegne.
Consegne urbane: cargo bike, locker e piccoli centri di raccolta
Uno dei primi ambiti riguarda la logistica urbana.
Comuni, imprese e operatori del settore saranno coinvolti per individuare le esigenze più urgenti e valutare quali soluzioni possano essere realmente applicabili.
Tra le possibilità considerate figurano piccoli centri di raccolta, armadietti per il ritiro dei pacchi e consegne effettuate con biciclette da carico.
L’obiettivo è rendere la distribuzione delle merci più ordinata ed efficiente soprattutto nelle aree urbane.
Mobilità casa-lavoro: interventi anche nei distretti produttivi
Un secondo capitolo riguarda gli spostamenti dei lavoratori.
L’analisi partirà dai programmi già predisposti dalle organizzazioni per i tragitti dei propri dipendenti.
Da questa base potranno nascere interventi rivolti a una singola struttura oppure soluzioni comuni a più aziende presenti nello stesso distretto produttivo.
Il principio è quello di superare la scala della singola sede e studiare i flussi di mobilità a livello territoriale.
Bici e treno più facili da utilizzare insieme
Uno dei punti centrali del Programma MeMo Torino 2026 riguarda l’integrazione tra bicicletta e ferrovia.
La strategia prevede nuovi spazi custoditi e parcheggi per biciclette presso le stazioni, oltre a strutture analoghe nei punti maggiormente frequentati.
Saranno valutati anche itinerari utili a percorrere in bicicletta la prima o l’ultima parte del viaggio.
Il modello bici-treno punta quindi a combinare la flessibilità della bicicletta con la capacità del trasporto ferroviario.
Spazi più sicuri attorno alle scuole
Una linea specifica del programma sarà dedicata alle scuole.
Vicino agli istituti primari e alle scuole medie potranno essere create aree protette, spazi riprogettati e percorsi più sicuri tra casa e classe.
Per gli studenti delle superiori è invece previsto un coinvolgimento diretto.
Saranno ascoltati per individuare le principali difficoltà negli spostamenti e capire quali interventi siano più coerenti con le loro abitudini quotidiane.
Dove interverrà MeMo
Lavoro: soluzioni per gli spostamenti dei dipendenti
Stazioni: parcheggi e spazi custoditi per biciclette
Scuole: aree protette e percorsi più sicuri
Intermodalità: collegamenti più semplici tra bici, ferrovia e trasporto collettivo
Prima 18 mesi di progettazione
L’apertura dei cantieri non sarà immediata.
La fase di progettazione durerà 18 mesi.
Entro aprile 2027 dovranno essere raccolte le esigenze dei diversi territori, verificata la fattibilità delle proposte, definita una prima configurazione degli interventi e avviate le procedure di selezione.
Da maggio 2027 a gennaio 2028 sarà poi il momento delle candidature e delle valutazioni.
Nello stesso periodo verrà preparato il progetto definitivo da sottoporre al MASE.
Gli interventi potranno partire da marzo 2028
Una volta ottenuto il via libera, la fase operativa potrà partire nel marzo 2028.
Il programma prevede che l’attuazione prosegua fino alla fine del primo semestre 2030.
Il percorso sarà quindi pluriennale e accompagnerà il territorio torinese per diversi anni, dalla definizione dei bisogni alla realizzazione concreta delle opere.
Non solo opere: dati, tariffe e verifica dei risultati
Il programma non riguarderà esclusivamente infrastrutture.
Sono previste anche attività dedicate alla raccolta dei dati, al coordinamento delle tariffe, all’informazione e alla valutazione dei risultati.
ANCI affiancherà l’ente torinese nel supporto tecnico e nei controlli.
Le priorità verranno definite attraverso il confronto con i comuni e gli altri soggetti coinvolti, privilegiando gli interventi concretamente realizzabili e coerenti con la programmazione già approvata.
L’obiettivo: trasformazioni che restino nel tempo
La logica di fondo è concentrare le risorse su interventi capaci di produrre effetti duraturi.
Casa, lavoro, scuola, stazioni e consegna delle merci vengono così considerate parti dello stesso sistema.
Il risultato dipenderà dalla capacità di trasformare i finanziamenti disponibili in collegamenti più semplici, sicuri e realmente utilizzabili nella vita quotidiana.
FAQ –
Le risorse assegnate ammontano a 25.906.189 euro.
I fondi provengono dal MASE.
Il programma interessa mobilità casa-lavoro, logistica urbana, biciclette, ferrovia, sicurezza scolastica e interscambio tra mezzi.
No. Il programma prevede una fase di raccolta dei bisogni, valutazione della fattibilità e selezione delle proposte prima della realizzazione.
La fase di progettazione durerà 18 mesi.
L’attuazione potrà iniziare nel marzo 2028, dopo l’approvazione del progetto definitivo.
La conclusione dell’attuazione è prevista entro la fine del primo semestre 2030.
Per primarie e medie potranno essere realizzate aree protette e percorsi più sicuri, mentre gli studenti delle superiori saranno coinvolti nell’individuazione delle esigenze.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende


