La patata di Novalesa ottiene la De.Co.: un nuovo marchio per la Val Cenischia

Da Alessandro Maldera
Ottobre 02, 2026
Un prodotto semplice della tradizione agricola di montagna diventa ufficialmente uno degli elementi identitari del territorio.
Il Riconoscimento De.Co per patata di Novalesa valorizza la coltivazione storica della Val Cenischia attraverso un marchio dedicato, regole precise di produzione e nuovi progetti legati alla ristorazione e alla filiera corta.
Il logo è stato presentato nel municipio di Novalesa in occasione della 22ª Fiera della Patata e della Toma e sarà utilizzato sulle confezioni a partire dalla prossima stagione commerciale.
Patata di Novalesa De.Co.: cosa cambia
Presentazione: 22ª Fiera della Patata e della Toma
Utilizzo del marchio: dalla prossima stagione commerciale
Territorio: Novalesa e Val Cenischia
Obiettivi: tutela della produzione, filiera corta, ristorazione locale e valorizzazione turistica
Il nuovo marchio della patata di Novalesa
La Denominazione Comunale attribuisce alla patata di Novalesa un’identità riconoscibile e direttamente collegata al territorio nel quale viene coltivata.
Il nuovo logo richiama anche la storia artistica locale.
Le cromie utilizzate sono infatti ispirate agli antichi affreschi della cappella di Sant’Eldrado, creando un collegamento visivo tra prodotto agricolo, patrimonio culturale e paesaggio della Val Cenischia.
Il marchio sarà applicato alle confezioni dalla prossima stagione commerciale.
La sua introduzione punta così a rendere immediatamente riconoscibile una produzione che appartiene da tempo alla tradizione agricola locale.
La Cappella di Sant’Eldrado all’Abbazia di Novalesa →
Il riconoscimento presentato durante la Fiera della Patata e della Toma
La presentazione ufficiale è avvenuta durante la 22ª Fiera della Patata e della Toma, appuntamento legato alla produzione agroalimentare della valle.
All’iniziativa hanno partecipato il sindaco di Novalesa Nilo Durbiano, amministratori del territorio e una delegazione di produttori provenienti dalla vicina area francese.
Nel corso dell’evento è stata ricordata anche la storia della manifestazione e il ruolo svolto nel tempo dai suoi fondatori.
La De.Co. rappresenta così un nuovo passaggio nel percorso di valorizzazione di un prodotto che la comunità locale ha progressivamente trasformato in un simbolo della propria identità agricola.
Un disciplinare stabilisce come produrre la patata De.Co.
Il riconoscimento non riguarda soltanto l’utilizzo di un logo.
La nuova De.Co. è accompagnata da linee guida dedicate alla coltivazione e alla commercializzazione.
Il disciplinare affronta diversi aspetti della produzione, dalla concimazione alla rotazione delle colture, fino alle strategie per prevenire le malattie.
Sono previste indicazioni anche sui prezzi di vendita e sulla futura selezione delle varietà da seme considerate più adatte alle caratteristiche del territorio.
L’obiettivo è costruire una filiera riconoscibile e regolamentata, capace di mantenere un legame stretto tra il prodotto e l’ambiente montano nel quale nasce.
Ristoratori locali e Slow Food Travel nel progetto
Il futuro della patata di Novalesa passa anche dalla ristorazione.
Il progetto punta a coinvolgere direttamente i ristoratori del territorio, creando un rapporto più stretto tra produzione agricola locale e cucina.
Tra gli obiettivi compare anche l’ingresso nel circuito Slow Food Travel.
La De.Co. può quindi diventare non soltanto uno strumento di riconoscibilità commerciale, ma anche un elemento di promozione turistica.
Il prodotto agricolo viene inserito in un racconto più ampio fatto di territorio, cucina, storia e paesaggio.
Un progetto che guarda anche alla Maurienne
Uno degli aspetti emersi durante la presentazione riguarda la dimensione transfrontaliera.
La Val Cenischia e la Valle di Susa guardano infatti anche alla vicina Maurienne, sul versante francese delle Alpi.
Il sindaco di Val-Cenis Jacques Arnoux e la coordinatrice Raphaelle Longhi-Detienne hanno partecipato al confronto sul possibile rafforzamento della cooperazione tra i due territori.
Tra gli strumenti individuati figurano la filiera corta e le opportunità offerte dai bandi europei.
Agricoltura e produzioni locali diventano così uno dei possibili terreni di collaborazione tra comunità alpine separate dal confine nazionale ma accomunate da caratteristiche geografiche e produttive simili.
La patata di Novalesa nel Distretto del Cibo Montano
Il progetto si inserisce anche nella rete del Distretto del Cibo Montano delle Alpi Graie e Cozie.
Il riferimento al Distretto è stato portato durante l’iniziativa dall’assessore dell’Unione Montana Luca Giai.
L’obiettivo è mettere in relazione le singole produzioni locali con una strategia più ampia dedicata all’agricoltura di montagna.
La patata di Novalesa diventa quindi una componente di un sistema che comprende prodotti, aziende agricole, ristorazione e territori alpini.
I giovani agricoltori e il futuro delle coltivazioni in alta quota
La Fiera ha permesso di affrontare anche uno dei temi più delicati per il futuro delle vallate alpine: il ricambio generazionale.
All’iniziativa hanno partecipato giovani agricoltori provenienti sia da Novalesa sia da Lanslevillard, sul versante francese.
La loro presenza rappresenta un elemento importante all’interno del progetto perché la tutela di un prodotto tradizionale dipende anche dalla possibilità di mantenere attive le coltivazioni in montagna.
La De.Co. assume quindi un significato che supera la semplice certificazione locale.
Valorizzare economicamente una produzione può contribuire a rendere più sostenibile la scelta di continuare a lavorare la terra nelle aree alpine.
Un prodotto agricolo diventa simbolo del territorio
Il Riconoscimento De.Co per patata di Novalesa lega così diversi obiettivi.
Da una parte c’è la volontà di proteggere e rendere riconoscibile una produzione locale. Dall’altra emergono la tutela del paesaggio agricolo, il sostegno ai produttori, il rapporto con la ristorazione e la costruzione di nuove collaborazioni oltreconfine.
Anche il logo scelto per il prodotto segue questa direzione, richiamando attraverso i colori un elemento del patrimonio storico di Novalesa.
La patata diventa così un punto di incontro tra agricoltura, cultura, turismo e identità della montagna.
FAQ –
La patata di Novalesa ha ottenuto il riconoscimento di Denominazione Comunale, pensato per valorizzare il legame tra il prodotto e il territorio nel quale viene coltivato.
Il logo De.Co. sarà applicato sulle confezioni a partire dalla prossima stagione commerciale.
Le cromie riprendono quelle degli storici affreschi della cappella di Sant’Eldrado di Novalesa.
Sì. Le linee guida riguardano concimazione, rotazione colturale, prevenzione delle malattie, prezzi di vendita e futura individuazione delle varietà da seme più adatte.
Il progetto prevede il coinvolgimento dei ristoratori locali e punta anche all’ingresso nel circuito Slow Food Travel.
Sì. Il progetto guarda a una maggiore collaborazione tra Valle di Susa e Maurienne, anche attraverso filiere corte e opportunità offerte dai bandi europei.
L’iniziativa si inserisce nel Distretto del Cibo Montano delle Alpi Graie e Cozie.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



