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Pressione alta nei gatti: perché l’ipertensione felina può passare inosservata

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Da Alessandro Maldera

Ottobre 02, 2026

La pressione alta non riguarda soltanto le persone. Anche i gatti possono sviluppare ipertensione felina, una condizione che spesso non produce segnali evidenti nelle fasi iniziali e può quindi rimanere inosservata.

Secondo i dati diffusi da Ceva Salute Animale, in Italia sarebbero circa 320mila i gatti che convivono con l’ipertensione, su una popolazione complessiva superiore a 10 milioni.

Eppure il problema rimane ancora poco conosciuto: quasi tre proprietari su quattro, il 74%, dichiarano di non aver mai sentito parlare di ipertensione felina.

Ottobre è il Mese della Consapevolezza sull’Ipertensione Felina

Ottobre è dedicato da Ceva Salute Animale alla sensibilizzazione sulla pressione alta nei gatti.

La campagna viene promossa ogni anno in Italia e in Europa dal 2018 e da nove anni invita i proprietari, soprattutto quelli che convivono con gatti anziani, a parlare con il proprio Medico Veterinario della possibilità di controllare regolarmente la pressione sanguigna.

Ceva Salute Animale, quinta azienda mondiale nel settore della salute e del benessere animale e attiva anche nel campo del comportamento degli animali da compagnia, porta così l’attenzione su una patologia molto meno conosciuta rispetto all’ipertensione umana.

Nel mondo, infatti, oltre 1 miliardo di persone convive con la pressione alta. La stessa problematica può però interessare anche gli animali domestici.

Cos’è l’ipertensione felina e perché è difficile accorgersene

L’ipertensione sistemica felina corrisponde a un aumento persistente della pressione sanguigna.

Uno degli aspetti più delicati è proprio la difficoltà di riconoscerla.

Il gatto può infatti apparire in buone condizioni anche quando la pressione è elevata. Per questo nel materiale informativo della campagna l’ipertensione viene descritta come una condizione silenziosa, che può progredire senza sintomi immediatamente riconoscibili.

La veterinaria Sarah Endersby, BVetMed (Hons) MRCVS, sottolinea che alcuni animali possono sembrare perfettamente sani fino alle fasi più avanzate.

Di conseguenza, aspettare la comparsa di un segnale evidente può significare scoprire il problema quando l’organismo ha già subito conseguenze importanti.

I gatti anziani sono tra quelli da controllare con maggiore attenzione

L’età rappresenta uno degli elementi principali da considerare.

Secondo i dati riportati da Ceva nell’ambito della campagna europea di sensibilizzazione, l’ipertensione interessa in particolare i gatti più anziani e viene indicata una presenza della condizione nel 40% dei gatti sopra i 7 anni.

Per questo Ceva, richiamando anche le linee guida internazionali ISFM, raccomanda controlli sanitari regolari nei gatti anziani e, in particolare, il monitoraggio annuale della pressione sanguigna a partire dai 7 anni.

L’età, però, non è l’unico elemento da considerare.

Una maggiore attenzione viene consigliata anche nei gatti che soffrono di malattia renale cronica o che presentano altre condizioni preesistenti, tra cui l’ipertiroidismo.

Quali segnali possono accompagnare la pressione alta nel gatto

Il fatto che l’ipertensione possa essere asintomatica non significa che non possano comparire cambiamenti da osservare.

Tra gli elementi richiamati dagli esperti ci sono variazioni del comportamento, dell’appetito e della vista.

Un improvviso peggioramento della capacità visiva, in particolare, è uno dei segnali che dovrebbe spingere il proprietario a rivolgersi al Medico Veterinario.

Lo stesso vale quando un gatto anziano modifica in maniera significativa le proprie abitudini.

Questi segnali, da soli, non permettono naturalmente di diagnosticare l’ipertensione. Possono però rappresentare un motivo per richiedere una valutazione veterinaria.

Occhi, reni, cuore e cervello: quali danni può provocare

Il problema della pressione alta non riguarda soltanto il valore rilevato durante la misurazione.

Se non viene individuata e trattata, l’ipertensione può avere conseguenze su diversi organi.

Nel materiale della campagna vengono indicati possibili danni a occhi, cuore, reni e cervello.

Tra le conseguenze più serie vengono citate cecità, crisi epilettiche, danni cardiaci e problemi renali.

Proprio la possibilità che questi danni compaiano prima che il proprietario si renda conto della malattia rende importante il tema della diagnosi precoce.

Perché misurare la pressione anche quando il gatto sembra stare bene

Uno degli obiettivi del Mese della Consapevolezza sull’Ipertensione Felina è far passare un messaggio semplice: l’assenza di sintomi evidenti non esclude necessariamente la presenza del problema.

La misurazione della pressione sanguigna effettuata dal Medico Veterinario può aiutare a individuare precocemente valori anomali.

Secondo le indicazioni riportate nella campagna, una diagnosi tempestiva può contribuire a prevenire o limitare i danni agli organi e a migliorare la qualità della vita dell’animale.

Per i gatti anziani, quindi, il controllo della pressione può essere inserito all’interno dei normali controlli periodici, insieme alla valutazione complessiva dello stato di salute.

Alimentazione, ambiente e patologie già presenti

La prevenzione non si limita alla misurazione della pressione.

Gli esperti richiamati da Ceva raccomandano di prestare attenzione alle variazioni nel comportamento, nella vista e nell’appetito, oltre a garantire al gatto un’alimentazione equilibrata e un ambiente stimolante.

Particolare attenzione deve essere riservata agli animali che presentano già problemi di salute.

In presenza di malattie renali, ipertiroidismo o altre condizioni diagnosticate, è importante seguire le indicazioni del Medico Veterinario anche per valutare l’opportunità di monitorare la pressione sanguigna.

Ipertensione felina e One Health

La Campagna di sensibilizzazione di Ceva sull’ipertensione felinaha un approccio ispirato ai principi di One Health, che sottolineano il legame tra salute delle persone, degli animali e dell’ambiente.

Nel materiale della campagna viene inoltre richiamata la relazione positiva che può esistere tra la convivenza con un animale domestico e il benessere delle persone.

Alcune ricerche citate da Ceva associano la presenza di un animale a effetti positivi sul benessere cardiovascolare, anche attraverso la riduzione dello stress e della pressione sanguigna.

Il messaggio proposto dalla campagna ribalta quindi la prospettiva: mentre gli animali possono contribuire al benessere delle persone, anche i proprietari devono ricordare che un gatto può a sua volta soffrire di pressione alta.

Secondo Sarah Endersby, prendersi cura della salute degli animali domestici significa considerarli parte integrante della famiglia e dedicare attenzione preventiva anche a condizioni che possono non essere immediatamente visibili.

Una condizione poco conosciuta che può essere individuata prima dei sintomi

Il dato forse più significativo sull’ipertensione felina non riguarda soltanto il numero dei gatti interessati, ma quanto ancora poco se ne parli.

Da una parte ci sono circa 320mila animali stimati con pressione alta in Italia. Dall’altra, il 74% dei proprietari dichiara di non conoscere questa condizione.

È proprio questo divario che il Mese della Consapevolezza sull’Ipertensione Felina vuole ridurre.

Per chi vive con un gatto anziano, il punto di partenza può essere semplice: osservare eventuali cambiamenti, mantenere regolari i controlli sanitari e confrontarsi con il Medico Veterinario sulla possibilità di inserire anche la misurazione della pressione nella routine preventiva.

FAQ – Ipertensione felina: cosa sapere

Quanti gatti soffrono di ipertensione in Italia?

Secondo le stime diffuse da Ceva Salute Animale, sono circa 320mila, su una popolazione complessiva superiore a 10 milioni di gatti.

I proprietari conoscono questa patologia?

La consapevolezza rimane bassa: secondo i dati della campagna, il 74% dei proprietari di gatti non ha mai sentito parlare di ipertensione felina.

L’ipertensione può non dare sintomi?

Sì. Può svilupparsi senza segnali immediatamente evidenti e per questo rischia di essere individuata soltanto in una fase avanzata.

Quali gatti sono maggiormente da tenere sotto controllo?

Particolare attenzione viene raccomandata per i gatti dai 7 anni in su, soprattutto in presenza di condizioni come malattia renale cronica o ipertiroidismo.

Quali segnali possono comparire?

Tra quelli indicati nel materiale della campagna ci sono cambiamenti nel comportamento, nell’appetito e nella vista.

Quali organi può danneggiare la pressione alta?

Se non trattata, può avere conseguenze su occhi, cuore, reni e cervello. Tra le complicanze citate figurano cecità, crisi epilettiche, problemi cardiaci e renali.

Ogni quanto dovrebbe essere controllata la pressione?

Ceva, richiamando le linee guida internazionali ISFM, indica per i gatti anziani, in particolare dai 7 anni, controlli sanitari regolari con monitoraggio annuale della pressione sanguigna.

A chi rivolgersi in caso di dubbio?

Al proprio Medico Veterinario, che può valutare lo stato di salute del gatto e stabilire se sia opportuno misurare la pressione o effettuare ulteriori controlli.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende