Torino e Mongolia rafforzano il legame: nuova intesa con Kharkhorin

Da Alessandro Maldera
Ottobre 02, 2026

Torino e Mongolia diventano ancora più vicine. A Palazzo Carignano è stata firmata una nuova Lettera d’Intenti tra Torino e Kharkhorin, città mongola con cui il capoluogo piemontese mantiene da anni rapporti istituzionali, scientifici e culturali.
L’accordo 2026 tra Torino e Mongolia non nasce quindi da zero: rappresenta un nuovo passaggio verso il rinnovo dell’Accordo di Collaborazione tra le due città e punta a sviluppare ulteriormente turismo, formazione, cultura, archeologia e dialogo interreligioso.
La firma a Palazzo Carignano
La cerimonia si è svolta nella Sala Cortile di Palazzo Carignano, sede del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.
A firmare l’intesa erano presenti il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il governatore di Kharkhorin Bat-Erdene Byamba e il presidente del Consiglio Comunale della città mongola Nendaram Perleibaatar.
All’incontro ha partecipato anche il cardinale Giorgio Marengo, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar e figura particolarmente legata alla storia dei rapporti tra Torino e la Mongolia.
Un rapporto che esiste già da molti anni
Stefano Lo Russo ha sottolineato come la firma non rappresenti l’inizio di una collaborazione, ma la formalizzazione di un percorso già consolidato.
Il legame riguarda infatti diverse istituzioni torinesi.
Tra queste figura l’Università di Torino, insieme ad altre realtà cittadine impegnate da tempo sul territorio mongolo.
La nuova cornice istituzionale dovrà quindi rendere più stabile e strutturata una collaborazione che ha già prodotto rapporti e progetti comuni.
L’intesa nasce nel contesto di Terra Madre
La firma è avvenuta durante gli Stati Generali della Cooperazione internazionale degli Enti locali, nel contesto della Conferenza internazionale delle Città del Cibo organizzata in occasione di Terra Madre Salone del Gusto.
L’evento ha portato a Torino delegati provenienti da 120 Paesi.
Il sindaco ha inserito l’accordo all’interno della vocazione internazionale della città, richiamando il valore dell’incontro tra culture e della cooperazione tra territori differenti.
Kharkhorin guarda a turismo e formazione
Il governatore Bat-Erdene Byamba ha evidenziato il valore del rapporto con Torino e il sostegno ricevuto nel tempo dalle istituzioni cittadine.
Tra gli aspetti che accomunano le due realtà ha ricordato anche la loro storia.
Torino e Kharkhorin condividono infatti il fatto di essere state prime capitali dei rispettivi Stati.
La collaborazione dovrebbe ora essere ampliata soprattutto nei campi del turismo e della formazione, accanto ai rapporti culturali e scientifici già esistenti.
Il ruolo del cardinale Giorgio Marengo
Un posto centrale nella storia di questo rapporto è occupato dal cardinale Giorgio Marengo.
Marengo ha ricordato di aver trascorso 14 dei suoi 23 anni vissuti in Mongolia proprio nella regione di Kharkhorin.
Il cardinale ha inoltre richiamato il lavoro degli archeologi del Centro Scavi dell’Università degli Studi di Torino, che hanno ottenuto il permesso di svolgere ricerche in una valle vicina alla città mongola.
Le indagini hanno portato alla luce un importante insediamento del XIII secolo.
I Missionari della Consolata alla base del legame
La cooperazione tra Torino e Kharkhorin ha radici anche nell’attività dei Missionari della Consolata in Mongolia.
Il loro lavoro con la popolazione e i rapporti costruiti con le autorità locali contribuirono nel 2015 alla prima missione a Torino del sindaco mongolo.
Quel percorso portò poi alla firma del primo Patto di collaborazione il 9 novembre 2016.
Marengo ha ricordato inoltre il contributo di padre Piero De Maria e dell’associazione missionaria Sperare Insieme, guidata da Marco Palestro, nel favorire gli scambi tra i due territori.
Cultura, turismo e archeologia al centro della nuova fase
La collaborazione dovrà svilupparsi in diversi settori.
Tra quelli indicati figurano cultura e turismo, ma anche progetti e corsi di formazione in ambito storico-archeologico e interreligioso.
Il rapporto non resta quindi confinato alla diplomazia istituzionale.
Università, musei, missionari e realtà culturali diventano parte della rete che collega Torino alla Mongolia.
La mostra del MAO come esempio della collaborazione
Un esempio recente è arrivato anche dal MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino.
La mostra Zanabazar. The Wisdom of the Steppe. Capolavori del XVII secolo dal cuore della Mongolia, organizzata dal 27 febbraio al 7 aprile, viene indicata come uno dei risultati del rapporto culturale tra i due territori.
Durante il soggiorno torinese, la delegazione mongola ha inoltre incontrato il direttore del MAO Davide Quadrio, insieme ai rappresentanti del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino.
Torino e Kharkhorin, due città ai piedi delle montagne
Nel rapporto tra le due città viene sottolineata anche una curiosa analogia geografica.
Il nome Kharkhorin significa “Montagne Nere” e la città sorge ai piedi del Khangai.
Torino si sviluppa invece ai piedi delle Alpi.
Le due città condividono inoltre un ruolo importante nella storia dei rispettivi Paesi: Kharkhorin fu capitale dell’Impero mongolo di Gengis Khan, mentre Torino fu la prima capitale del Regno d’Italia.
Kharkhorin, città medievale di convivenza religiosa
Il materiale sottolinea anche il particolare patrimonio storico di Kharkhorin.
La città nacque come cittadella medievale caratterizzata dalla convivenza di differenti tradizioni religiose.
Questo passato viene collegato al dialogo interreligioso che compare oggi tra gli ambiti della cooperazione con Torino.
Il tema della tolleranza diventa quindi uno dei punti di contatto culturale tra la storia della città mongola e i progetti futuri.
Una nuova fase nei rapporti tra Torino e Mongolia
La Mongolia è indicata nel materiale come un Paese prioritario per la Cooperazione italiana.
La Lettera d’Intenti firmata a Palazzo Carignano punta ora a trasformare una rete costruita negli anni in una collaborazione ancora più strutturata.
Turismo, cultura, formazione, archeologia e dialogo interreligioso sono gli ambiti sui quali Torino e Kharkhorin intendono lavorare.
La delegazione mongola ha già incontrato, durante la permanenza in città, i Missionari della Consolata, il MAO e il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino.
FAQ –
È stata firmata una Lettera d’Intenti, pensata come passaggio verso il rinnovo dell’Accordo di Collaborazione tra le due città.
La cerimonia si è svolta a Palazzo Carignano, sede del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.
Erano presenti Stefano Lo Russo, Bat-Erdene Byamba, Nendaram Perleibaatar e il cardinale Giorgio Marengo.
Il primo Patto di collaborazione venne firmato il 9 novembre 2016, dopo una prima missione istituzionale mongola a Torino nel 2015.
Gli ambiti indicati comprendono cultura, turismo, formazione storico-archeologica e dialogo interreligioso.
Le istituzioni universitarie torinesi operano da anni in Mongolia. Gli archeologi del Centro Scavi hanno anche ottenuto il permesso di effettuare ricerche vicino a Kharkhorin, individuando un insediamento del XIII secolo.
Oltre alla cooperazione istituzionale, entrambe sono state prime capitali dei rispettivi Stati e sorgono ai piedi di grandi catene montuose.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende


