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Giornate FAI d’Autunno 2026, dal Lingotto ai castelli: cosa visitare in Piemonte

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Da Alessandro Maldera

Ottobre 01, 2026

Per due giorni ville storiche, castelli, antiche fabbriche, luoghi di culto e spazi normalmente difficili da visitare torneranno ad aprire le porte.

Le Giornate FAI d’Autunno 2026 Piemonte sono in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre e fanno parte della quindicesima edizione dell’evento nazionale del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS.

In tutta Italia saranno coinvolti oltre 700 luoghi in 350 città. Tra Piemonte e Valle d’Aosta sono annunciate oltre 90 aperture, con una selezione che attraversa Torino e numerose province piemontesi

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Giornate FAI d’Autunno 2026: le informazioni principali

Quando: sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026
Edizione: 15ª
In Italia: oltre 700 luoghi in 350 città
Piemonte e Valle d’Aosta: oltre 90 aperture complessive
Visite: a contributo libero, secondo le modalità previste per i singoli luoghi
Per gli iscritti FAI: accesso prioritario e alcune aperture o esperienze dedicate

Due giorni per entrare in luoghi normalmente poco accessibili

Le Giornate FAI d’Autunno sono dedicate alla scoperta del patrimonio storico, artistico, ambientale e paesaggistico italiano.

Le aperture vengono organizzate dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti sul territorio, con il contributo dei volontari e dei giovani coinvolti nell’iniziativa.

Il programma comprende edifici monumentali, teatri, chiese, castelli, luoghi dell’educazione, aree naturalistiche, collezioni d’arte, architetture contemporanee e siti insoliti.

L’edizione 2026 riserva inoltre una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy, raccontando antichi mestieri, competenze manifatturiere e produzioni considerate parte dell’identità dei territori.

Le visite sono legate anche alla raccolta fondi per sostenere le attività di tutela e valorizzazione del patrimonio portate avanti dal FAI.

Il FAI è presente in Piemonte e Valle d’Aosta con una rete di delegazioni, volontari e iniziative dedicate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.

La storia e le attività del FAI in Piemonte e Valle d’Aosta →

Torino, apertura eccezionale della Bolla sul tetto del Lingotto

Una delle aperture più particolari a Torino riguarda la Bolla e la Pista 500 del Lingotto.

L’accesso alla Bolla è indicato come dedicato agli iscritti FAI.

La struttura in acciaio e vetro venne progettata da Renzo Piano nel 1994 sulla manica sud del Lingotto, accanto alla piattaforma destinata all’atterraggio degli elicotteri.

Da qui lo sguardo raggiunge le Alpi e lo skyline torinese.

Per arrivare alla Bolla si attraversa la Pista 500, l’antica pista di collaudo FIAT sul tetto dell’edificio, trasformata nel 2022 dalla Pinacoteca Agnelli in una passeggiata panoramica dedicata anche all’arte contemporanea.

La pista misura 1,1 chilometri di lunghezza e 24 metri di larghezza. Oggi ospita un giardino pensile progettato da Benedetto Camerana e Cristiana Ruspa, insieme a sculture, opere luminose e sonore e installazioni di artisti internazionali.

Dal passato industriale del Lingotto alla Pista 500

L’apertura permette anche di ripercorrere la trasformazione di uno dei luoghi simbolo dell’industria torinese.

La fabbrica del Lingotto venne progettata dall’ingegnere Giacomo Mattè Trucco, costruita a partire dal 1914 e inaugurata nel 1923.

L’edificio si sviluppa su cinque piani e occupa una superficie superiore a 28 mila metri quadrati.

Inizialmente le automobili raggiungevano il circuito sul tetto attraverso un montacarichi. Tra il 1923 e il 1924 vennero poi costruite le caratteristiche rampe elicoidali in cemento armato.

Lo stabilimento subì i bombardamenti del 1943, venne successivamente occupato dagli operai e poi restituito al senatore Agnelli. La fabbrica chiuse definitivamente nel 1982.

Dopo il provvedimento di tutela del 1987, la riconversione del complesso venne affidata a Renzo Piano.

Sulla manica nord si trova invece lo Scrigno, costruito nel 2002 e sede della Pinacoteca Agnelli, indicato nel programma come liberamente visitabile.

Villa La Tesoriera apre le sale auliche affrescate

La seconda apertura torinese segnalata è Villa La Tesoriera, recentemente interessata da interventi di restauro.

La residenza barocca fu progettata dall’architetto cremonese Jacopo Maggi nei primi anni del Settecento.

La visita conduce dal Salone d’Onore al giardino.

Nel salone compare il ritratto giovanile di Vittorio Amedeo II, mentre sulla parete opposta è rappresentato Aymo Ferrero di Cocconato, Tesoriere del sovrano e committente della villa, nelle sembianze di un cavaliere che uccide un drago.

Volte e pareti sono ricoperte da un ciclo pittorico attribuito a Giovanni Battista Pozzo, realizzato con la collaborazione di maestranze ticinesi per gli stucchi.

La Tesoriera conserva inoltre l’asse prospettico che collega idealmente Basilica di Superga e Castello di Rivoli.

Nell’Ottocento Ferdinando Arborio Gattinara fece costruire il corpo est per il proprio museo di entomologia, mentre il giardino all’italiana fu trasformato in parco romantico.

Nel 1934 il Duca Amedeo di Savoia Aosta fece costruire il corpo ovest destinato alla biblioteca.

Dopo l’occupazione nazista successiva all’armistizio del 1943 e la dispersione di parte degli arredi e delle collezioni, la villa venne acquistata dal Comune di Torino nel 1971.

Oggi ospita la Biblioteca Musicale Andrea Della Corte ed è utilizzata anche per la celebrazione di matrimoni civili. Durante le Giornate FAI sarà possibile visitare il piano nobile e le sale auliche affrescate, normalmente difficili da vedere.

A Valperga il Sacro Monte di Belmonte

A Valperga, nel Canavese, sarà protagonista il Sacro Monte di Belmonte.

L’apertura è legata anche all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

Gli itinerari comprendono le Cappelle della Passione di Cristo, la Statua di San Francesco e il percorso pedonale dei Piloni del Rosario.

Dalla sommità del monte la vista raggiunge la pianura canavesana, Torino, Superga, Chivasso, Trino, Agliè, Rivarolo, Castellamonte e Cuorgnè.

Il sito conserva testimonianze che risalgono alla Tarda Età del Bronzo. Intorno all’anno Mille nacque il primo nucleo del Santuario per iniziativa dei Benedettini.

Nel 1326 fu costruito il monastero delle monache di Santa Scolastica, sostituite nel 1600 dai Francescani. Dal 1620 il Santuario venne progressivamente ampliato fino al completamento del 1888.

La Via Crucis iniziò invece nel 1712 per iniziativa del francescano Michelangelo da Montiglio e venne completata intorno alla metà dell’Ottocento con 13 cappelle.

Il Sacro Monte si trova all’interno di una Riserva Naturale Speciale di 349 ettari ed è stato riconosciuto nel 2003 dall’UNESCO nell’ambito del sito seriale dei Sacri Monti di Piemonte e Lombardia.

Il monte ospita inoltre una delle due aree sperimentali dedicate allo studio degli effetti di vento e tempeste sulla componente arborea nell’ambito del progetto Interreg Euro-MED RENFORCE.

A Pagno una collezione con 85 Vespe

Nel Cuneese, a Pagno, apre la dimora che custodisce la Collezione Ghiglia, dedicata al mondo della Vespa.

L’appuntamento coincide con l’80° anniversario della Vespa.

All’interno di un palazzotto cinquecentesco sono conservate 85 Vespe, più di mille modelli statici e numerosi oggetti, giocattoli, accessori e materiali cartacei provenienti da diversi Paesi.

Tra i mezzi più preziosi figurano una Vespa del 1948, una Vespa U, una 90 SS Super Sprint e la Vespa 400 del 1958, modello a quattro ruote costruito e venduto soltanto in Francia.

La dimora conserva inoltre affreschi, stemmi, una Madonna con Bambino in facciata, un’Annunciazione settecentesca e decorazioni legate alle famiglie nobili che possedettero l’edificio.

La collezione è stata allestita da Dario Ghiglia a partire dal 1995.

A Pagno sarà visitabile anche il Monastero dei Santi Pietro e Colombano, di origine longobarda.

Per raggiungere la Collezione Ghiglia è prevista una navetta di andata e ritorno con partenza dal banco FAI nel centro del paese, all’interno della Confraternita del Gonfalone.

A Ceva il Castello Rosso apre per la prima volta

Una delle aperture più eccezionali riguarda Ceva, dove il Castello Rosso aprirà al pubblico per la prima volta in assoluto.

L’ingresso è indicato come dedicato agli iscritti FAI.

Ad accompagnare i visitatori sarà anche la padrona di casa, la Marchesa Adele Pallavicino, che racconterà storia, ricordi e ambienti della dimora di famiglia.

Il nucleo più antico del palazzo risale al XIV-XV secolo e si appoggia alla cinta muraria che circondava la collina del Castèl.

Gli interni conservano dipinti e affreschi legati alla famiglia Pallavicino e alla storia della città. Il caratteristico colore rosso viene ricondotto con probabilità al XIX secolo.

Nel corso dei secoli il palazzo ospitò Emanuele Filiberto di Savoia, Carlo Emanuele I, Caterina d’Austria e Filippo II di Spagna.

Il 20 aprile 1796 vi sostò anche Napoleone Bonaparte, che cenò nel Palazzo Bianco e riposò in una stanza ancora esistente.

La Santa Sindone passò invece da Ceva nel 1561 e nel 1706.

Durante il weekend FAI sarà inoltre possibile visitare i resti del Forte cinquecentesco, distrutto nel 1801 per ordine di Napoleone, le cappelle ipogee affrescate e il Museo del Fungo, inaugurato nel 2024 nell’ex convento dei Padri Cappuccini.

Rocca Grimalda tra Santa Limbania, castello e Lachera

In provincia di Alessandria, le Giornate FAI propongono un itinerario nel borgo di Rocca Grimalda, nell’Oltregiogo Ligure tra Basso Piemonte e Alto Monferrato.

Il paese sorge su uno sperone roccioso affacciato sulla valle dell’Orba ed è caratterizzato da un particolare impianto urbano a Y.

Il percorso parte dai Giardini Paravidino e raggiunge la Chiesa di Santa Limbania, che conserva affreschi cinquecenteschi della scuola piemontese recentemente restaurati.

La chiesa aveva ottenuto oltre 5 mila voti nel censimento FAI “I Luoghi del Cuore” del 2022.

L’itinerario prosegue verso l’Oratorio della Beata Vergine delle Grazie, con la raccolta di ex voto, e il Museo della Maschera dedicato alla Lachera, la tradizione carnevalesca locale.

Aprirà anche il castello, con giardino, cappella e cantine. La struttura conserva una torre circolare romanica, trasformata dai Trotti nel Quattrocento e successivamente ampliata dai Grimaldi.

Sabato 10 ottobre alle 18 l’Oratorio ospiterà inoltre un concerto di musica classica del trio Itinera Mundi.

Ad Asti si entra nell’antico Palazzo del Vescovado

Ad Asti sarà possibile visitare il Palazzo del Vescovado, luogo normalmente non accessibile e sede del Vescovo e degli uffici della curia dal XV secolo.

Il percorso parte dalla Colonna della Misericordia e attraversa cortile e giardino storico settecentesco, progettato da Giovanni Antonio Veneroni.

All’interno si trova un salone cinquecentesco con soffitto decorato e fregio affrescato commissionato dal vescovo Vasino II Malabaila tra il 1519 e il 1525.

Il palazzo nacque tra due torri preesistenti e conserva tracce della propria origine medievale, tra mattoni a vista, bifore, trifore, monofore decorate e un portale in laterizio.

L’antica proprietà è stata ricondotta alla famiglia di mercanti Macalufo. Nel 1412 il complesso venne acquistato dal vescovo Alberto Guttuari per trasformarlo nella sede della diocesi.

Anche il Seminario situato di fronte al Vescovado sarà visitabile durante le Giornate FAI 2026, al mattino.

Casa Zegna tra arte, paesaggio e Lanificio

Nel Biellese, a Trivero, il programma coinvolge Casa Zegna.

La struttura si inserisce nel paesaggio delle Prealpi Biellesi, accanto allo storico lanificio e all’Oasi Zegna.

La palazzina di famiglia fu progettata negli anni Trenta dall’architetto razionalista Ottavio Cabiati, mentre boschi e parchi terrazzati dell’Oasi furono disegnati negli anni Cinquanta e Sessanta da Pietro Porcinai.

Durante le Giornate FAI sarà possibile visitare liberamente Casa Zegna e partecipare alle visite guidate alla mostra “Luccicanza” di Chiara Camoni, previste alle 11 e alle 14.30.

È prevista anche la passeggiata culturale e ambientale “Foreste: tra Cambiamento Climatico e Cura”, lunga circa quattro chilometri e della durata di due ore.

Il percorso è accompagnato dal dottore forestale Marco Passerini e da Alessandro Mesini, parte dalla località Stavello lungo la Strada Panoramica Zegna ed è indicato come adatto anche a famiglie e camminatori occasionali, purché dotati di scarpe da trekking.

In caso di maltempo la passeggiata sarà sostituita da un incontro a Casa Zegna alle 14.30.

Per i soli iscritti FAI è prevista inoltre una visita allo storico Lanificio Ermenegildo Zegna condotta eccezionalmente da Anna Zegna, con prenotazione e posti limitati.

A Veglio apre l’ex Lanificio Picco

Sempre nel Biellese, a Veglio, apre l’ex Lanificio Picco, oggi legato all’Associazione Lanificio Picco 1883.

Il complesso sorge nella Valle di Mosso lungo il torrente Strona e racconta la storia dell’industria tessile locale.

Nato nella seconda metà dell’Ottocento come laboratorio per la lavorazione della lana, lo stabilimento si sviluppò durante il Novecento sfruttando l’energia idraulica del torrente.

L’edificio conserva pietra locale, mattoni a vista, grandi finestre e parti dell’antico sistema idraulico, comprese prese d’acqua e condotti utilizzati per alimentare le turbine.

Durante le visite saranno presenti anche esposizioni di arte contemporanea.

Mario Saroldi presenterà gli acquerelli della serie “Sé Evasivi – una raccolta di ritratti inafferrabili”, mentre Edith Maria Signoretti esporrà le opere di grande formato di “Textile Matters – EDTHS i flowers”.

Sarà inoltre visibile “MEMORIES”, mostra con opere del fotografo Stefano Ceretti.

A Novara gli affreschi della Madonna del Latte

A Gionzana, frazione a sud di Novara, sarà visitabile l’Oratorio della Madonna del Latte, edificio trecentesco normalmente aperto soltanto in occasioni particolari.

Il luogo conserva un ampio ciclo di affreschi tardogotici realizzato tra il 1487 e il 1488 dalle botteghe di Daniele De Bosis e Tommaso Cagnola.

Originariamente dedicato a Santa Maria della Scaglia, l’oratorio nacque come cappella privata della famiglia Tettoni.

Tra le immagini conservate compaiono San Sebastiano, San Rocco, Sant’Antonio Abate, San Giorgio, la Crocifissione, l’Annunciazione e la Beata Panacea.

Durante le pestilenze gli affreschi furono coperti da strati di calce mentre l’edificio veniva utilizzato come lazzaretto.

I restauri del Novecento e quello concluso nel 2011 hanno riportato alla luce uno dei cicli pittorici tardomedievali più significativi del territorio novarese.

Ad Ameno Casa Calderara apre anche gli ambienti privati

Nel borgo di Vacciago di Ameno, affacciato sul Lago d’Orta, apre la Fondazione Antonio e Carmela Calderara.

La casa-museo ha sede in un edificio seicentesco e conserva la collezione “La storia di Antonio Calderara e una scelta di artisti contemporanei suoi amici”.

La raccolta comprende 327 opere: 56 di Calderara e 271 di artisti internazionali.

Nel percorso figurano anche artisti come Albers, Fontana e Manzoni.

La casa divenne la residenza stabile di Calderara negli anni Cinquanta e, dopo la sua morte nel 1979, fu trasformata in Fondazione.

Per i soli iscritti FAI sarà possibile entrare nello studio e nell’appartamento privato dell’artista, normalmente non accessibili.

Negli spazi di Casa Calderara sarà visitabile anche la mostra “Azuma. 100 x 100 Kokoro”, con sculture, dipinti, bassorilievi in gesso inediti e la nuova presentazione dell’installazione “Luce a Vacciago”.

A Borgosesia un itinerario nelle frazioni alte

In Valsesia, le Giornate FAI porteranno alla scoperta delle frazioni alte di Borgosesia.

Il percorso attraversa piccoli nuclei immersi nei boschi che conservano tracce della vita agricola e della devozione popolare.

Ad Albergate si incontrano l’Oratorio di Santo Stefano, una cappella con presepio settecentesco, Casa Negri e il “Taragn”, tradizionale fabbricato rurale della bassa Valsesia.

A Ferruta si trova la parrocchiale cinquecentesca di Sant’Antonio Abate, mentre a Brina l’Oratorio di San Gaudenzio conserva tele del Seicento e un’opera firmata da Tarquinio Grassi nel 1702.

Il percorso comprende anche Bastia e Lovario, legati alla figura del benefattore Luigi Frascotti.

Il torrione di Bastia sarà visitabile in esclusiva dagli iscritti FAI.

A Sella apriranno invece eccezionalmente Villa De Giuli e Casa Ferro, dove sarà organizzata anche una dimostrazione di panificazione.

Cascina Sella comprende due sole abitazioni e un oratorio settecentesco decorato di proprietà privata.

A Vercelli due percorsi dedicati ad Amedeo Avogadro

A Vercelli, domenica 11 ottobre, sono previsti due appuntamenti speciali per il 250° anniversario della nascita di Amedeo Avogadro.

I percorsi “Sulle tracce di Amedeo Avogadro” partiranno alle 10 e alle 16.

L’itinerario toccherà il Liceo Scientifico, l’Archivio di Stato, la Torre degli Avogadro, Palazzo Avogadro della Motta e il Palazzo Arcivescovile.

A Stresa apre Villa Ducale

Sul Lago Maggiore, a Stresa, sarà visitabile Villa Ducale, normalmente non aperta al pubblico perché dal 1966 ospita il Centro Internazionale di Studi Rosminiani.

Il percorso attraverserà i saloni, le testimonianze legate ad Antonio Rosmini e il grande giardino.

Per gli iscritti FAI è prevista anche la visita alla Coffee House del 1775.

La villa venne costruita tra il 1770 e il 1772 per Giacomo Filippo Bolongaro, che aveva costruito la propria fortuna a Francoforte con il commercio del tabacco.

Nell’Ottocento passò ad Antonio Rosmini e divenne luogo d’incontro anche con Alessandro Manzoni e protagonisti del Risorgimento.

Dal 1857 fu residenza della Duchessa di Genova Elisabetta di Sassonia, madre della futura regina Margherita, assumendo il nome di Villa Ducale.

Conserva decorazioni e affreschi di Giovanni Battista Ronchelli e alcuni elementi legati alla vita della corte sabauda.

Oggi il Centro Internazionale di Studi Rosminiani custodisce negli ambienti della villa archivi e un patrimonio librario di circa 110 mila volumi.

Come partecipare alle Giornate FAI d’Autunno

Le visite vengono proposte a contributo libero, secondo le modalità previste per ogni singolo luogo.

La donazione sostiene le attività del Fondo per l’Ambiente Italiano dedicate alla cura e alla tutela del patrimonio culturale.

Gli iscritti FAI e chi sottoscrive una tessera per la prima volta durante l’evento possono usufruire dell’accesso prioritario nei luoghi e di alcune aperture dedicate.

Per questo, prima della visita, è importante controllare le modalità previste per la singola apertura: alcune esperienze del programma sono infatti riservate agli iscritti.

Un’edizione dedicata anche al Made in Italy

L’edizione 2026 mette in evidenza non soltanto ville, chiese e monumenti, ma anche il patrimonio produttivo italiano.

La collaborazione con Confindustria e Museimpresa ha contribuito al coinvolgimento di imprese e musei d’impresa, nell’ottica di raccontare anche il saper fare, l’artigianato e le tradizioni manifatturiere italiane.

Le Giornate FAI d’Autunno si svolgono inoltre in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Piemonte, della Regione Valle d’Aosta e delle altre Regioni e Province autonome.

Tra i soggetti istituzionali citati figurano anche la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il Dipartimento della Protezione Civile, il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa, le Forze armate, il Fondo Edifici di Culto, l’Arma dei Carabinieri e la Croce Rossa Italiana.

Partner, sponsor e settimana Rai dedicata ai beni culturali

Il comunicato indica tra i sostenitori dell’edizione Dolce&Gabbana, Groupama Assicurazioni, Nims del Gruppo Lavazza, Gruppo Seda, Italo, Ferrero, CityLife e Ferrarelle Società Benefit, con ruoli differenti nel sostegno alle attività FAI.

Le Giornate FAI d’Autunno chiudono inoltre la Settimana di sensibilizzazione Rai dedicata ai beni culturali, prevista dal 5 all’11 ottobre.

Rai partecipa attraverso canali televisivi e radiofonici, RaiPlay e RaiPlay Sound ed è indicata come Main Media Partner del FAI.

Il programma cita inoltre la collaborazione con FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, legata alla promozione di una mobilità dolce compatibile con la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale.

Migliaia di volontari e studenti coinvolti

Dietro alle aperture lavora la rete territoriale del FAI.

Il comunicato indica 19 Direzioni Regionali, 134 Delegazioni, 114 Gruppi FAI, 94 Gruppi FAI Giovani e 18 Gruppi FAI Ponte tra culture, insieme ai volontari presenti in tutta Italia.

Sono inoltre coinvolti più di 9 mila Apprendisti Ciceroni, studenti formati per accompagnare i visitatori alla scoperta dei luoghi aperti.

Alla manifestazione partecipano infine proprietari dei beni e amministrazioni comunali che consentono l’accesso agli spazi inseriti nel programma.

FAQ – Cosa sapere sulle Giornate FAI d’Autunno 2026 in Piemonte

Quando si svolgono le Giornate FAI d’Autunno 2026?

Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026.

Quanti luoghi aprono in Italia?

Il programma nazionale comprende oltre 700 luoghi in 350 città.

Quante aperture sono previste in Piemonte?

Il comunicato fornisce il dato di oltre 90 aperture complessive tra Piemonte e Valle d’Aosta. Non indica, nel materiale fornito, il numero separato riferito al solo Piemonte.

Quali luoghi aprono a Torino?

Tra le aperture indicate figurano la Bolla e la Pista 500 del Lingotto e Villa La Tesoriera. L’accesso alla Bolla è indicato come dedicato agli iscritti FAI.

Quali sono alcune delle aperture più particolari fuori Torino?

Tra quelle presenti nella selezione ci sono la Fabbrica della Felicità – Leone 1857 a Collegno, il Sacro Monte di Belmonte, la Collezione Ghiglia a Pagno, il Castello Rosso a Ceva, Casa Zegna, l’ex Lanificio Picco, Villa Ducale a Stresa e diversi luoghi normalmente poco accessibili.

Le visite sono gratuite?

Il FAI parla di visite a contributo libero. Le donazioni sostengono le attività della Fondazione per la tutela e valorizzazione del patrimonio.

Ci sono visite riservate agli iscritti FAI?

Sì. Alcune esperienze sono dedicate agli iscritti, tra cui l’accesso alla Bolla del Lingotto, il Castello Rosso di Ceva e specifiche visite a Casa Zegna, Casa Calderara, Borgosesia e Villa Ducale.

Qual è il tema particolare dell’edizione 2026?

Il FAI dedica particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy, valorizzando mestieri, tradizioni manifatturiere e produzioni che contribuiscono all’identità dei territori.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende