Il Dahu, animale mitologico delle Alpi tra leggenda e folklore montano

Da Alessandro Maldera
Settembre 28, 2026

Il Dahu è uno degli animali mitologici più noti del folklore alpino. Da secoli, infatti, viene descritto come una creatura misteriosa che abiterebbe pendii scoscesi e creste impervie. Attraverso racconti tramandati nei rifugi e nei borghi di montagna, il Dahu è diventato un simbolo ironico e identitario della cultura delle Alpi.
Come viene descritto il Dahu nel folklore
• Movimento in un solo senso
• Adattamento ai pendii alpini
• Due varianti: destrogiro e levogiro
Origine della leggenda del Dahu
La leggenda del Dahu nasce e si diffonde nelle vallate alpine, soprattutto tra Italia, Francia e Svizzera. Tuttavia, versioni simili del racconto compaiono anche nei Pirenei e, secondo alcune tradizioni, persino sull’Himalaya.
Nel tempo, e di conseguenza, il mito si è adattato ai territori, cambiando nome e dettagli, ma mantenendo sempre gli elementi fondamentali.
Un animale dalle zampe asimmetriche
La caratteristica più celebre del Dahu è rappresentata dalle zampe asimmetriche. Secondo la tradizione, infatti, avrebbe le zampe di un lato più corte dell’altro.
Questo particolare assetto gli consentirebbe di muoversi agilmente sui pendii ripidi, evitando di cadere. Tuttavia, proprio per questo motivo, l’animale sarebbe costretto a camminare in un solo senso lungo il fianco della montagna.
Dahu destrogiro e Dahu levogiro
Da questa peculiarità nasce una distinzione fondamentale. Esisterebbero infatti due grandi famiglie di Dahu:
- Dahu destrogiri, con le zampe più corte sul lato destro
- Dahu levogiri, con le zampe più corte sul lato sinistro
Di conseguenza, ciascun esemplare potrebbe muoversi solo in senso orario o antiorario, senza mai invertire la direzione.
Aspetto e comportamenti leggendari
Nel racconto popolare, il Dahu viene spesso descritto come un incrocio tra camoscio, volpe e tasso. Alcuni alpinisti parlano anche di varianti con zampe anteriori o posteriori più corte, oppure di rari esemplari albini.
Il richiamo amoroso del maschio, da cui deriverebbe il nome, sarebbe un verso ripetuto e riconoscibile, simile a un “daù, daù, daù”.
Un mammifero che depone le uova
Un altro elemento centrale del mito riguarda la riproduzione. Nonostante venga considerato un mammifero, il Dahu, secondo la leggenda, deporrebbe uova in luoghi difficilmente accessibili, come crepacci o zone rocciose isolate.
Questo dettaglio rafforza ulteriormente il carattere fantastico e paradossale della creatura.
La leggendaria caccia al Dahu
Molti racconti parlano di tentativi di cattura del Dahu, quasi sempre destinati al fallimento. La tradizione vuole che non possa essere catturato da una sola persona.
Il metodo più noto prevede la presenza di due cacciatori: uno si posiziona alle spalle dell’animale e lo chiama. Poiché il Dahu sarebbe estremamente curioso, si voltarebbe, perderebbe l’equilibrio e rotolerebbe a valle. Secondo alcune versioni, la presenza di una giovane donna aumenterebbe le probabilità di successo.
Avvistamenti e presunte estinzioni
Nel corso del tempo sono stati raccontati numerosi avvistamenti, anche in epoche recenti. Nel 2010, ad esempio, alcune tracce sarebbero state segnalate nelle Prealpi biellesi, in particolare in Valle Sessera, riaccendendo l’interesse della popolazione locale.
Oggi, però, molti montanari ritengono il Dahu estinto, a causa del sovraffollamento turistico e delle difficoltà di accoppiamento tra esemplari che si muovono in direzioni opposte.
Il Dahu come simbolo del folklore alpino
Al di là della sua esistenza reale, il Dahu è diventato un simbolo culturale. Rappresenta l’adattamento estremo alla montagna, ma anche la diversità e l’ironia tipiche delle comunità alpine.
Non a caso, il suo nome sopravvive ancora oggi in toponimi, ristoranti, libri di folklore e racconti turistici, mantenendo viva la memoria di questa creatura leggendaria.
FAQ – Curiosità e domande sul Dahu
No, non esistono prove scientifiche della sua esistenza ed è considerato un animale leggendario
Secondo la leggenda, questo gli permette di muoversi sui pendii ripidi senza cadere
In tutto l’arco alpino, nei Pirenei e in diverse regioni montane europee
Facendolo voltare di spalle, così da fargli perdere l’equilibrio
Sì, è un simbolo del folklore alpino e compare ancora in racconti, eventi e nomi locali

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



