Marmo, gesso e sapone trasformano Villa della Regina con la nuova edizione di QU.EEN

Da Alessandro Maldera
Settembre 27, 2026

Il marmo che sembra polistirolo, il gesso e il sapone di Marsiglia utilizzati per raccontare fragilità e memoria. QU.EEN Villa della Regina 2026 porta fino al 22 novembre due mostre contemporanee negli Appartamenti del Re e della Regina, mettendo in dialogo linguaggi attuali e una delle residenze sabaude più suggestive di Torino.
Il progetto espositivo Anatomie della metamorfosi riunisce le personali di Frédérique Nalbandian e Fabio Viale, ma la rassegna comprende anche musica, lettura, danza, natura, benessere, laboratori e conferenze.
QU.EEN Villa della Regina 2026: cosa sapere
Durata delle mostre: fino al 22 novembre 2026
Progetto espositivo: Anatomie della metamorfosi
Artisti: Frédérique Nalbandian e Fabio Viale
Curatori: Roberto Mastroianni, Sara Lyla Mantica e Valeria Amalfitano
Coordinamento scientifico: Filippo Masino
Programma: arte, musica, lettura, danza, natura, benessere, laboratori e conferenze
Nuovo allestimento permanente: A scuola a Villa della Regina, dal 14 ottobre
Due mostre trasformano gli Appartamenti del Re e della Regina
Il cuore della seconda edizione autunnale di QU.EEN. Narrazioni d’arte e natura a Villa della Regina è il progetto Anatomie della metamorfosi.
L’esposizione mette a confronto due personali molto diverse tra loro.
Frédérique Nalbandian occupa l’Appartamento del Re con Contre-époque / Fuori dal tempo.
Fabio Viale interviene invece nell’Appartamento della Regina con Living Mimesis.
Il dialogo nasce proprio dal contrasto tra materiali, tecniche e modi differenti di interrogare l’idea di trasformazione.
Frédérique Nalbandian racconta fragilità e impermanenza
Nella mostra Contre-époque / Fuori dal tempo, Frédérique Nalbandian lavora con materiali che evocano immediatamente delicatezza e precarietà.
Tra questi figurano il gesso di Parigi e il sapone di Marsiglia.
Le opere affrontano temi come memoria, fragilità e impermanenza.
Il materiale non è quindi soltanto uno strumento tecnico.
Diventa parte del significato stesso delle opere e del loro rapporto con il tempo.
Inserite negli ambienti storici dell’Appartamento del Re, queste presenze contemporanee costruiscono un confronto diretto con una residenza nata per durare e rappresentare il potere.
Fabio Viale fa sembrare leggero il marmo
La ricerca di Fabio Viale parte invece da uno dei materiali più tradizionali della scultura: il marmo.
In Living Mimesis il materiale viene però lavorato per assumere l’aspetto di qualcosa di completamente diverso.
La pietra può sembrare leggera, fragile, quasi simile al polistirolo.
Il risultato costruisce una sorta di classicismo postmoderno, nel quale immagini universalmente riconoscibili vengono rilette attraverso un cortocircuito tra ciò che l’occhio vede e ciò che il materiale realmente è.
Dalla Nike di Samotracia alla Gioconda
Tra i riferimenti evocati dalle opere compaiono immagini come la Nike di Samotracia e la Gioconda.
Figure appartenenti alla storia dell’arte assumono così una dimensione differente.
Il marmo, normalmente associato a solidità, monumentalità e permanenza, viene utilizzato per simulare leggerezza ed effimerità.
È proprio questa contraddizione a costituire uno dei nuclei più immediati della mostra.
Da una parte materiali apparentemente fragili come gesso e sapone.
Dall’altra il marmo che rinuncia visivamente alla propria pesantezza.
Anatomie della metamorfosi mette in dialogo due linguaggi opposti
Il titolo complessivo, Anatomie della metamorfosi, riassume il rapporto costruito tra le due personali.
Nalbandian utilizza materiali delicati per riflettere sul tempo e sulla fragilità.
Viale parte invece da una materia durissima per ingannare la percezione e farle assumere l’aspetto di qualcosa di leggero.
Il tema comune è quindi la trasformazione.
Non soltanto quella fisica della materia, ma anche quella dello sguardo di chi osserva.
Villa della Regina diventa il luogo nel quale questi linguaggi contemporanei vengono inseriti dentro spazi segnati da una storia molto diversa.
QU.EEN non è soltanto una rassegna d’arte
Le due esposizioni rappresentano il centro del progetto, ma il programma di QU.EEN si estende ad altri linguaggi.
La manifestazione comprende musica, lettura, danza, natura e benessere.
Alle collaborazioni già avviate con il Circolo dei lettori, la Scuola Holden e l’Accademia Albertina si aggiunge anche Fondazione Contrada Torino.
Quest’ultima porta nella rassegna il tema della rigenerazione urbana e umana.
Il risultato è un programma costruito per utilizzare gli spazi della residenza sabauda non soltanto come luogo espositivo, ma come punto di incontro tra discipline differenti.
Con LINGOS la musica entra al centro della rassegna
Nel programma 2026 la musica assume un ruolo particolarmente importante.
QU.EEN ospita infatti una vera rassegna nella rassegna: LINGOS. Dialoghi acustici a Villa della Regina.
La direzione è affidata a Simone Garino.
Il progetto amplia quindi l’esperienza oltre la dimensione visiva delle mostre, introducendo il suono all’interno degli ambienti e del paesaggio della Villa.
Cultura, natura e benessere si incontrano
Tra gli appuntamenti previsti figura Coltivare benessere. Percorsi tra cultura, natura e salute a Villa della Regina.
Il programma concentra in un pomeriggio attività differenti.
È prevista una passeggiata botanica, seguita da una conferenza dedicata al valore del cibo con lo chef Stefano Polato.
La conclusione è affidata a un aperitivo nella Vigna.
La formula sintetizza bene lo spirito della rassegna, che affianca alla produzione artistica contemporanea esperienze legate al paesaggio e al benessere.
Due mesi tra concerti, letture e laboratori
Il programma prosegue con numerose attività.
Sono previste visite tematiche, concerti, letture, laboratori e conferenze.
QU.EEN utilizza così Villa della Regina come un luogo culturale attraversabile in modi differenti.
Il visitatore può partire dalle opere contemporanee, ma incontrare anche musica, letteratura, attività nella natura e momenti di approfondimento.
QU.EEN 2026: i linguaggi della rassegna
Musica: LINGOS. Dialoghi acustici a Villa della Regina
Letteratura: collaborazioni e appuntamenti dedicati alla lettura
Natura: percorsi e attività negli spazi verdi della residenza
Benessere: iniziative che uniscono cultura, salute e alimentazione
Approfondimento: visite tematiche, laboratori e conferenze
Dal 14 ottobre una nuova mostra permanente sulla storia della Villa
La programmazione comprende anche un intervento destinato a rimanere nel tempo.
Il 14 ottobre viene inaugurato il nuovo allestimento permanente A scuola a Villa della Regina.
Il progetto racconta un capitolo particolare della storia della residenza sabauda.
Tra il 1869 e il 1943, infatti, Villa della Regina fu sede dell’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani.
L’allestimento permette quindi di approfondire una fase successiva alla vita di corte e di comprendere come la funzione dell’edificio sia cambiata nel corso del tempo.
Una Villa che racconta anche le proprie trasformazioni
Proprio il tema della trasformazione lega idealmente le diverse componenti della rassegna.
Le opere contemporanee riflettono sulla metamorfosi della materia.
Il nuovo allestimento permanente racconta invece la metamorfosi storica della residenza.
Villa della Regina non viene presentata soltanto come sfondo monumentale.
Diventa parte integrante del racconto.
Gli appartamenti, la Vigna e gli altri spazi entrano nel programma e vengono riletti attraverso arte, musica e attività culturali.
Fino al 22 novembre arte contemporanea nella residenza sabauda
Le due mostre di Anatomie della metamorfosi resteranno visitabili fino al 22 novembre 2026.
Il confronto tra Frédérique Nalbandian e Fabio Viale rappresenta il principale gancio visivo dell’edizione.
Da una parte gesso e sapone di Marsiglia utilizzati per parlare di fragilità.
Dall’altra il marmo trasformato fino a sembrare leggero e precario.
Due ricerche opposte che trovano un punto d’incontro negli ambienti di Villa della Regina.
Le esposizioni sono previste fino al 22 novembre 2026.
Il progetto riunisce le personali di Frédérique Nalbandian e Fabio Viale.
Contre-époque / Fuori dal tempo si trova nell’Appartamento del Re, mentre Living Mimesis occupa l’Appartamento della Regina.
Tra i materiali indicati figurano gesso di Parigi e sapone di Marsiglia, impiegati in opere dedicate a memoria, impermanenza e fragilità.
L’artista lavora con il marmo, trasformandone la percezione fino a farlo sembrare un materiale più leggero, come il polistirolo.
No. Il programma comprende anche musica, lettura, danza, natura, benessere, visite tematiche, laboratori e conferenze.
È la rassegna LINGOS. Dialoghi acustici a Villa della Regina, diretta da Simone Garino e inserita all’interno di QU.EEN.
È il nuovo allestimento permanente dedicato al periodo 1869-1943, quando Villa della Regina ospitò l’Istituto Nazionale per le Figlie dei Militari Italiani.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende


