Il 25 settembre 1943 i nazisti prendono l’Albergo Nazionale: piazza CLN cambia volto

Da Alessandro Maldera
Settembre 25, 2026

Il 25 settembre 1943, nel cuore di Torino, un normale albergo diventa il quartier generale della polizia di sicurezza nazista in Piemonte. A pochi giorni dall’armistizio dell’8 settembre e dall’occupazione tedesca della città, la Sipo-SD si insedia nell’Albergo Nazionale di via Roma 254, nell’attuale piazza CLN. Da quel momento l’edificio viene requisito, fortificato e trasformato in uno dei principali centri della repressione contro la Resistenza torinese.
Occupazione nazista Albergo Nazionale di Torino: cosa accade il 25 settembre 1943
La data indicata dalle istituzioni museali torinesi è 25 settembre 1943.
Sono trascorse poco più di due settimane dall’annuncio dell’armistizio. Torino è ormai sotto occupazione tedesca e l’apparato nazista sta organizzando sul territorio i propri centri di comando e repressione.
In città è arrivato Alois Schmidt, ufficiale incaricato di dirigere il distaccamento piemontese della Sipo-SD, la struttura che riuniva la Polizia di Sicurezza e il Servizio di Sicurezza tedeschi.
Per alcuni giorni Schmidt e i suoi uomini si sistemano all’Albergo Imperia di via XX Settembre. Poi arriva il trasferimento nel centro della città.
Il 25 settembre il nuovo quartier generale viene stabilito all’Albergo Nazionale.
25 settembre 1943 a Torino
– Oggi: piazza CLN
– Evento: insediamento della Sipo-SD
– Responsabile del distaccamento: Alois Schmidt
– Competenza: territorio piemontese
– Durata della presenza tedesca: fino alla notte tra il 27 e il 28 aprile 1945
Gli ospiti vengono fatti uscire dall’albergo
Il passaggio da hotel a comando militare avviene rapidamente.
Una testimonianza successivamente raccolta ricorda soldati tedeschi impegnati a liberare i portici mentre gli ospiti uscivano dall’edificio con le valigie.
La requisizione avrebbe richiesto pochissimo tempo.
Nel giro di poche ore, un albergo del centro cittadino cambia completamente funzione. Le camere non servono più soltanto ad accogliere viaggiatori: diventano alloggi per i militari, uffici e spazi destinati alle attività del comando.
L’edificio viene inoltre protetto all’esterno con reticolati, filo spinato e postazioni difensive.
Per chi attraversava quella zona di Torino, la trasformazione doveva essere immediatamente visibile.
Piazza CLN allora non si chiamava ancora così
Nel settembre del 1943 il nome piazza CLN ancora non esisteva.
Lo spazio ricavato durante il rifacimento di via Roma era conosciuto informalmente come piazza delle Chiese o piazza delle Fontane, per la vicinanza delle due chiese gemelle e delle fontane dedicate al Po e alla Dora.
L’Albergo Nazionale si trovava al numero 254 di via Roma, in un edificio costruito tra il 1931 e il 1932.
Il contrasto è significativo: uno dei luoghi oggi più riconoscibili del centro torinese, a pochi metri da piazza San Carlo, diventa nel giro di pochi giorni uno dei principali punti dell’apparato di occupazione tedesco.
Non era soltanto la “Gestapo di Torino”
L’Albergo Nazionale viene spesso definito semplicemente come sede della Gestapo.
È una formula diffusa, ma non del tutto precisa.
Dal 25 settembre 1943 l’edificio ospita infatti il quartier generale della Sipo-SD, la struttura della polizia di sicurezza tedesca con competenza sull’intero Piemonte.
All’interno di questo apparato operava anche la sezione collegata alla Gestapo, diretta a Torino dal tenente Rudolf Albrecht.
La distinzione è importante per comprendere la dimensione del comando: quello installato nell’Albergo Nazionale non era un piccolo ufficio locale, ma un nodo dell’organizzazione repressiva tedesca nel Nord-Ovest italiano.
Da albergo a centro di interrogatorio
L’insediamento del 25 settembre segna l’inizio della fase più oscura nella storia dell’edificio.
Nei mesi successivi numerosi prigionieri politici vengono trasferiti all’Albergo Nazionale, spesso provenienti dalle Carceri Nuove, per essere sottoposti a interrogatorio.
Le testimonianze raccolte dopo la guerra descrivono percosse, violenze e torture.
All’interno convivono contemporaneamente funzioni molto diverse: uffici amministrativi, camere utilizzate dai militari, cucina, mensa e locali destinati agli interrogatori.
È questo aspetto a rendere particolarmente inquietante il luogo: dietro la facciata di quello che fino a pochi giorni prima era un normale albergo continua una quotidianità fatta di pasti e alloggi, mentre in altre stanze vengono interrogati i detenuti.
Il comando resterà qui per diciannove mesi
Quello iniziato il 25 settembre 1943 non sarà un insediamento temporaneo.
La Sipo-SD rimarrà all’Albergo Nazionale praticamente per l’intero periodo dell’occupazione tedesca di Torino.
Il comando verrà abbandonato soltanto nella notte tra il 27 e il 28 aprile 1945, quando le forze tedesche lasceranno la città mentre l’insurrezione è ormai in corso.
Il giorno successivo i partigiani entreranno nell’edificio senza dover combattere per conquistarlo.
Saranno trascorsi circa diciannove mesi dal giorno in cui gli ospiti dell’albergo erano stati costretti a uscire con le proprie valigie.
Il 25 settembre comincia una nuova storia per quel palazzo
Per questo il 25 settembre 1943 rappresenta una data precisa nella storia della Torino occupata.
Non segna soltanto la requisizione di un albergo.
Con l’Occupazione nazista Albergo Nazionale di Torino, nel cuore della città viene installato uno dei principali centri operativi della repressione tedesca in Piemonte.
Da quel giorno il palazzo di via Roma 254 entra nella storia della Resistenza torinese.
Oggi chi attraversa piazza CLN vede portici, negozi, residenze e le due grandi fontane monumentali. Ma proprio il 25 settembre 1943, dietro una di quelle facciate, cominciava una storia completamente diversa destinata a durare fino agli ultimi giorni dell’occupazione.
FAQ – Torino occupata: il 25 settembre 1943 all’Albergo Nazionale
La Sipo-SD tedesca si insediò nell’Albergo Nazionale, trasformandolo nel proprio quartier generale per il Piemonte.
Al numero 254 di via Roma, nell’area che oggi corrisponde a piazza CLN.
Il distaccamento piemontese della Sipo-SD era diretto da Alois Schmidt.
La Gestapo faceva parte dell’apparato presente nell’edificio, ma la definizione più precisa è quartier generale della Sipo-SD.
Il comando tedesco abbandonò l’edificio nella notte tra il 27 e il 28 aprile 1945.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende


