Il rover del Politecnico di Torino è terzo in Europa: podio e due premi per il Team DIANA

Da Alessandro Maldera
Settembre 23, 2026

Terzo posto assoluto e due premi tecnici per il Team DIANA del Politecnico di Torino alla European Rover Challenge 2026. La squadra torinese è salita sul podio a Cracovia dopo una competizione internazionale dedicata ai rover per l’esplorazione planetaria, distinguendosi anche nelle prove di manutenzione autonoma e raccolta di campioni. Alla gara erano registrati 124 team provenienti da 29 Paesi, con 25 squadre ammesse alla fase finale.
Politecnico Torino European Rover Challenge 2026: Team DIANA terzo
Il risultato arriva al termine della European Rover Challenge disputata a Cracovia dal 4 al 6 settembre 2026.
Il Team DIANA del Politecnico di Torino ha chiuso la competizione al terzo posto assoluto, entrando sul podio di una gara che mette alla prova rover progettati per operare in condizioni ispirate alle missioni di esplorazione planetaria.
Alla manifestazione erano registrate 124 squadre provenienti da 29 Paesi. Soltanto 25 team hanno raggiunto la fase finale.
Per la squadra torinese, però, il podio non è stato l’unico risultato.
Due premi per il rover torinese
Il Team DIANA ha ottenuto anche due riconoscimenti specifici.
Il primo è il Best Maintenance, assegnato per il livello di autonomia raggiunto dal braccio robotico durante la prova di manutenzione.
Il secondo è il Best Sampling Task, legato invece alla capacità del rover di raccogliere regolite e rocce simulate in modo efficiente.
Due premi che fotografano bene i settori nei quali il progetto torinese si è distinto maggiormente: manipolazione autonoma e campionamento del terreno.
Una gara che simula le missioni su Marte
La European Rover Challenge è costruita per riprodurre problemi simili a quelli affrontati durante una missione planetaria.
I rover devono muoversi su un terreno complesso, riconoscere ostacoli, raggiungere obiettivi, manipolare strumenti e raccogliere campioni.
Le prove si svolgono sul Marsyard, uno spazio progettato per riprodurre caratteristiche geologiche che richiamano l’ambiente marziano.
Il terreno comprende crateri, dune, elementi ispirati a tracce lasciate dall’acqua e strutture vulcaniche.
Non si tratta quindi di una semplice corsa tra robot.
La valutazione riguarda soprattutto il modo in cui meccanica, elettronica, software e sistemi autonomi riescono a lavorare insieme.
Il braccio robotico premiato per l’autonomia
Una delle prove centrali è quella di manutenzione.
Il rover deve utilizzare il proprio braccio robotico per interagire con un pannello tecnico, svolgendo operazioni di precisione.
Il sistema può essere chiamato ad azionare interruttori, effettuare misurazioni o collegare componenti.
Più il rover riesce a completare queste operazioni in autonomia, minore è la necessità di intervento umano.
È proprio in questa prova che il Team DIANA ha conquistato il Best Maintenance.
Il riconoscimento premia quindi non soltanto la precisione meccanica del braccio, ma anche la capacità del sistema di riconoscere e gestire in autonomia ciò che si trova davanti.
Il secondo premio arriva dal campionamento
La seconda area nella quale il rover torinese si è distinto riguarda la raccolta di campioni.
Durante la Sampling Task, i team devono simulare una delle attività più importanti delle missioni planetarie: individuare un punto di interesse, raggiungerlo e raccogliere materiale dal terreno.
Il Team DIANA ha ottenuto il Best Sampling Task per l’efficienza dei propri sistemi dedicati alla raccolta di regolite e rocce.
Il campionamento è un passaggio fondamentale perché consente di recuperare materiale utile per analizzare la composizione del terreno e ricostruire le caratteristiche dell’ambiente esplorato.
Dal quarto posto del 2025 al podio
Il risultato del 2026 rappresenta anche un miglioramento rispetto all’anno precedente.
Nel 2025, il Team DIANA aveva chiuso la European Rover Challenge al quarto posto.
Dodici mesi dopo è arrivato il salto sul podio.
Il terzo posto, accompagnato dai due premi tecnici, mette in evidenza soprattutto la crescita dei sistemi autonomi sviluppati dalla squadra.
L’autonomia è uno degli aspetti centrali della robotica spaziale.
Quando un rover opera a grande distanza dalla Terra, infatti, non può dipendere continuamente da comandi inviati in tempo reale.
Deve essere in grado di riconoscere l’ambiente e svolgere almeno parte delle operazioni in maniera indipendente.
Il Team DIANA lavora sui rover da oltre 15 anni
Dietro il risultato di Cracovia c’è un progetto attivo da più di quindici anni.
Il Team DIANA è una squadra studentesca del Politecnico di Torino dedicata alla progettazione e allo sviluppo di rover terrestri per applicazioni legate all’esplorazione spaziale.
Nel tempo il gruppo ha realizzato diversi prototipi e partecipato a competizioni internazionali dedicate alla robotica planetaria.
Il progetto consente agli studenti di lavorare insieme su discipline molto diverse: meccanica, elettronica, automazione, sensoristica, software e controllo.
La gara diventa così il punto finale di mesi di progettazione, assemblaggio e test.
DIMEAS e STAR Lab dietro lo sviluppo
Il Team DIANA lavora con il supporto del DIMEAS – Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino.
Il progetto è inoltre collegato allo STAR Lab, laboratorio dell’Ateneo dedicato alle tecnologie per lo spazio.
È in questo contesto che vengono sviluppati e testati i sistemi che poi devono dimostrare la propria affidabilità sul terreno di gara.
Ogni componente deve funzionare insieme agli altri.
Un errore nel software può compromettere una parte meccanica perfettamente progettata; allo stesso modo, un sensore poco preciso può rendere inefficace un algoritmo di controllo.
Perché il risultato di Cracovia conta
Il terzo posto non racconta soltanto una classifica.
La European Rover Challenge obbliga i team a portare fuori dal laboratorio tecnologie progettate sulla carta e a verificarle in condizioni complesse.
Il rover deve muoversi, riconoscere l’ambiente, manipolare oggetti e raccogliere campioni.
Nel caso del Team DIANA, i due riconoscimenti tecnici mostrano anche dove il progetto ha convinto maggiormente: autonomia del braccio robotico e capacità di campionamento.
Funzioni che rappresentano due degli elementi più importanti per un rover destinato a operare lontano dalla Terra.
FAQ – Il rover del Politecnico di Torino: risultato e premi
Il Team DIANA ha conquistato il terzo posto assoluto alla European Rover Challenge 2026.
Alla competizione erano registrati 124 team provenienti da 29 Paesi, con 25 squadre ammesse alla fase finale.
Il team ha ottenuto il Best Maintenance e il Best Sampling Task.
La European Rover Challenge 2026 si è tenuta a Cracovia, in Polonia, dal 4 al 6 settembre.
È un team studentesco del Politecnico di Torino che progetta e sviluppa rover destinati alla ricerca e alla sperimentazione nel campo dell’esplorazione planetaria.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende


