Ottantacinquemila cani censiti: Torino ha una città nella città

Da Alessandro Maldera
Settembre 22, 2026

Il Numero cani a Torino 2026 ha raggiunto circa 85 mila animali iscritti all’anagrafe canina. Rapportati ai 863.249 residenti registrati alla fine del 2025, equivalgono a quasi un cane ogni dieci persone. È una popolazione paragonabile a quella di un capoluogo di provincia, con conseguenze concrete sulla gestione di parchi, servizi, pulizia e spazi pubblici.
Torino e i cani in numeri
Residenti usati per il confronto: 863.249 al 31 dicembre 2025
Rapporto: circa un cane ogni 10 residenti
Aree di sgambamento: almeno 56
Superficie complessiva: più di 90.000 metri quadrati
Area più grande: Parco della Pellerina, circa 12.700 metri quadrati
Un rapporto da leggere nel modo corretto
Il Consiglio comunale ha richiamato la cifra degli 85 mila cani registrati il 7 settembre 2026, indicando anche una crescita costante negli ultimi anni. Si tratta, tuttavia, di un numero arrotondato e non di un conteggio riferito a una singola giornata.
Il confronto con la popolazione restituisce un rapporto di circa un cane ogni 10,2 residenti. Questo non significa che il 10% dei torinesi possieda personalmente un animale: uno stesso nucleo familiare può avere più cani, mentre altre famiglie condividono la cura di un solo esemplare.
Il dato permette comunque di capire quanto la presenza degli animali incida sulla vita cittadina. Verde pubblico, manutenzione, igiene e organizzazione dei servizi devono ormai tenere conto di una componente stabile della popolazione torinese.
Dalla Pellerina a corso Galileo Ferraris
A Torino sono presenti oltre 55 aree cani, per una superficie complessiva superiore a 90 mila metri quadrati. Gli spazi sono recintati, dotati di cancello e generalmente accessibili 24 ore su 24, salvo alcune eccezioni.
Le dimensioni cambiano molto da una zona all’altra. L’area più estesa si trova nel Parco della Pellerina e raggiunge circa 12.700 metri quadrati. All’estremo opposto c’è quella di via Olivero, che misura circa 400 metri quadrati.
Un altro spazio di 400 metri quadrati è stato inaugurato il 12 febbraio 2026 in corso Galileo Ferraris, all’angolo con via Ottavio Revel, nel quartiere Crocetta. L’intervento ha recuperato un’area in una parte della Circoscrizione 1 dove gli spazi per lo sgambamento erano meno diffusi.
Con questa apertura, la nuova area si è aggiunta alle 55 già esistenti. Tuttavia, il numero complessivo non racconta da solo la situazione: la distribuzione rimane diversa tra centro, periferie e grandi parchi cittadini.
Dove il cane può muoversi senza guinzaglio
Nei parchi, nei giardini e negli altri spazi pubblici di Torino i cani devono essere condotti al guinzaglio. Il regolamento comunale stabilisce una lunghezza massima di due metri.
Le aree cani rappresentano l’eccezione. Al loro interno gli animali possono correre senza guinzaglio, sempre sotto la responsabilità di chi li accompagna. Alcuni spazi sono inoltre suddivisi per separare i cani più piccoli da quelli di taglia maggiore.
Le zone riservate ai giochi dei bambini restano invece escluse dall’accesso degli animali. Le regole cercano così di conciliare il benessere dei cani con la sicurezza e l’utilizzo condiviso del verde pubblico.
Consulta l’elenco delle aree cani presenti nei diversi quartieri, con parchi, indirizzi e spazi di sgambamento disponibili.
Scopri tutte le aree cani di Torino
Deiezioni e decoro, obblighi anche negli sgambatoi
La presenza di 85 mila cani rende inevitabilmente centrale il problema delle deiezioni. Il regolamento comunale obbliga proprietari e accompagnatori a raccogliere gli escrementi lasciati su tutte le aree pubbliche o aperte al pubblico.
L’obbligo vale anche all’interno delle aree cani. Chi accompagna l’animale deve inoltre avere con sé sacchetti, palette o altri strumenti adatti alla raccolta. Le sanzioni previste possono andare da 25 a 500 euro, in base alla violazione contestata.
Nel 2025 il tema era entrato anche nella campagna cittadina “Oggi butta bene!”, promossa dal Comune insieme ad Amiat e GTT. Una parte dell’iniziativa era dedicata proprio alle deiezioni canine e alla responsabilità dei proprietari nella tutela del decoro urbano.
La sfida si sposta nei quartieri
Con una popolazione canina così numerosa, non basta aumentare il totale degli spazi disponibili. Conta anche dove vengono realizzati, quanto sono grandi e in quali condizioni vengono mantenuti.
Le richieste di nuove aree arrivano soprattutto dai quartieri meno serviti. Allo stesso tempo, gli interventi devono confrontarsi con la disponibilità di terreni, i vincoli presenti nel centro cittadino e le esigenze degli altri frequentatori dei parchi.
L’apertura di corso Galileo Ferraris mostra una possibile strada, basata sulla collaborazione tra Comune e soggetti privati. Tuttavia, la vera misura di una Torino attenta agli animali resta la qualità e la distribuzione dei servizi, non soltanto il numero degli sgambatoi.
FAQ – Cani a Torino: numeri, aree e regole

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



