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FalchÈ apre a Falchera: l’ex scuola diventa una casa per l’autonomia

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Da Alessandro Maldera

Settembre 22, 2026

Sei posti in uno spazio completamente accessibile, ricavati all’interno dell’ex scuola di via degli Abeti 12. È il cuore di FalchÈ, il nuovo cohousing sociale destinato alle persone con disabilità e realizzato nel Centro Polivalente Pablo Neruda. Il progetto restituisce al quartiere un edificio rimasto vuoto, trasformandolo in una casa e in un luogo aperto alla comunità.

FalchÈ nasce nell’ex scuola di via degli Abeti

Gli spazi che un tempo accoglievano le classi dell’ex scuola Pablo Neruda tornano ad avere una funzione centrale nella vita di Falchera.

All’interno dell’edificio di via degli Abeti 12 è stato inaugurato FalchÈ social housing Torino, progetto realizzato da Damamar Odv Ets per sostenere l’autonomia personale e relazionale delle persone con disabilità.

L’intervento ha interessato una parte dell’immobile, adeguata per ospitare un nuovo spazio residenziale privo di barriere architettoniche.

Sei posti accessibili per costruire percorsi di autonomia

FalchÈ mette a disposizione sei posti residenziali. Gli ambienti sono stati progettati per essere completamente accessibili e permettere agli ospiti di sviluppare una maggiore autonomia nella vita quotidiana.

Il progetto non propone soltanto una sistemazione abitativa. L’obiettivo è accompagnare le persone nella costruzione di relazioni, capacità personali e nuove forme di indipendenza.

Gli operatori sociali presenti nel centro seguiranno i percorsi e offriranno sostegno nelle diverse attività.

FalchÈ social housing: i dati principali

– Dove: Centro Polivalente Pablo Neruda, via degli Abeti 12
– Quartiere: Falchera, Torino
– Progetto: cohousing sociale per persone con disabilità
– Posti disponibili: sei
– Gestione: Damamar Odv Ets
– Investimento: oltre 160 mila euro
– Spazi e servizi: orientamento, coworking, bistrot e sportelli di prossimità

Un investimento da oltre 160 mila euro

La realizzazione di FalchÈ ha richiesto un investimento complessivo superiore a 160 mila euro.

L’intervento è stato finanziato prevalentemente attraverso i fondi della Missione 5 del PNRR, dedicata all’inclusione sociale. Una parte delle risorse è stata invece messa a disposizione dall’ente gestore.

I lavori hanno permesso di riqualificare una porzione dell’ex scuola e di eliminare le barriere architettoniche. Gli ambienti sono stati così adattati alle esigenze delle persone che vivranno nel nuovo spazio residenziale.

Non solo una casa: coworking, bistrot e servizi di quartiere

Il progetto comprende anche attività e servizi che vanno oltre il cohousing.

Nel Centro Polivalente Pablo Neruda trovano spazio servizi di orientamento, aree di coworking, un bistrot e sportelli di prossimità. L’obiettivo è creare un luogo frequentato non soltanto dagli ospiti del social housing, ma anche dagli abitanti di Falchera.

L’ex scuola diventa così un punto di riferimento capace di unire abitazione, sostegno sociale e vita di quartiere.

Un centinaio di residenti all’inaugurazione

Circa cento abitanti hanno partecipato all’inaugurazione di FalchÈ. Molti di loro non utilizzeranno direttamente gli spazi residenziali, ma hanno voluto sostenere il progetto e la nuova funzione assegnata all’edificio.

Il sindaco Stefano Lo Russo ha richiamato la tradizione di accoglienza di Torino e il rischio rappresentato dal ritorno di posizioni favorevoli alla segregazione. Secondo il sindaco, anche le infrastrutture pubbliche devono essere rese accessibili e aperte a tutti.

L’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli ha invece sottolineato il diritto di ogni persona a vivere bene e in autonomia. Gli edifici pubblici inutilizzati, ha osservato, non devono essere lasciati vuoti e abbandonati, ma recuperati per rispondere ai bisogni della comunità.

Per il presidente di Damamar, Antonio Di Donna, il passaggio da “ex scuola” a progetto rivolto al futuro è stato possibile grazie all’impegno condiviso dell’intera comunità.

Le operatrici che animano il centro

Una parte importante del progetto è affidata agli operatori sociali presenti nella struttura.

Tra loro ci sono Khadija Haouass e Halima Rhozlane, entrate inizialmente nel centro attraverso il Servizio Civile. Oggi si occupano del segretariato sociale e delle attività legate all’housing.

Le due operatrici fanno parte anche delle Veiled Spies, il gruppo di quattro ragazze che sui social recensisce le moschee e realizza contenuti contro l’islamofobia.

Secondo Haouass e Rhozlane, il centro offre un ambiente accogliente nel quale le persone possono sentirsi ascoltate. La trasformazione dell’ex scuola ha inoltre un valore particolare per una zona che, talvolta, si percepisce distante dal resto di Torino: uno spazio prima vuoto è diventato un luogo d’incontro.

Un nuovo punto di partenza per Falchera

Anche l’operatore Francesco Cavecchi considera FalchÈ un primo passo verso una maggiore accessibilità degli spazi.

Il progetto interviene infatti su due livelli: offre una soluzione abitativa alle persone con disabilità e restituisce al quartiere un edificio pubblico inutilizzato.

A Falchera, il recupero dell’ex scuola Pablo Neruda diventa così un’occasione concreta per riportare al centro autonomia, partecipazione e inclusione.

FAQ – Il progetto FalchÈ di Torino spiegato in cinque risposte

Che cos’è FalchÈ?

FalchÈ è un progetto di cohousing sociale per persone con disabilità. È stato realizzato da Damamar Odv Ets all’interno dell’ex scuola Pablo Neruda.

Dove si trova FalchÈ?

Il social housing si trova nel Centro Polivalente Pablo Neruda, in via degli Abeti 12, nel quartiere Falchera di Torino.

Quanti posti sono disponibili?

Lo spazio residenziale dispone di sei posti ed è stato reso completamente accessibile attraverso l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Quali servizi sono presenti?

Oltre al cohousing sono disponibili servizi di orientamento, aree di coworking, un bistrot e sportelli di prossimità.

Come è stato finanziato il progetto?

L’investimento supera i 160 mila euro. Le risorse provengono prevalentemente dalla Missione 5 del PNRR, con un cofinanziamento dell’ente gestore.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende