Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Curiosità » Migrazione degli anziani dal Sud al Nord: il viaggio silenzioso di 184 mila nonni

Migrazione degli anziani dal Sud al Nord: il viaggio silenzioso di 184 mila nonni

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Settembre 18, 2026

La migrazione degli anziani dal Sud al Nord è un fenomeno poco visibile, ma in forte crescita. Tra il 2002 e il 2024 gli spostamenti non registrati degli over 75 meridionali sarebbero passati da circa 96 mila a oltre 184 mila.

Molti mantengono la residenza nel luogo di origine, pur vivendo stabilmente vicino ai figli trasferiti nel Centro-Nord. Dietro questa scelta ci sono il ricongiungimento familiare, la necessità di non restare soli e, in diversi casi, la ricerca di servizi sanitari migliori.

Il fenomeno in sintesi

– Over 75 coinvolti nel 2002: circa 96 mila
– Over 75 coinvolti nel 2024: oltre 184 mila
– Giovani under 35 trasferiti dal Sud al Centro-Nord: quasi un milione
– Periodo analizzato: dal 2002 al 2024
– Mobilità sanitaria passiva del Mezzogiorno: circa 1,2 miliardi di euro

Migrazione degli anziani dal Sud al Nord: cosa mostrano i dati

La partenza dei giovani dal Mezzogiorno non appartiene soltanto alle grandi migrazioni interne del Novecento. Dal 2002 al 2024 quasi un milione di persone con meno di 35 anni ha spostato la propria residenza verso una regione del Centro-Nord.

Rispetto al passato, inoltre, questa mobilità interessa una quota rilevante di giovani qualificati. Oltre un terzo di chi è partito possedeva almeno una laurea. Il risultato è una perdita di competenze e capitale umano per le regioni meridionali.

A questa corrente ormai conosciuta se ne affianca una meno evidente. Sono gli anziani che seguono i familiari, senza però cancellare la residenza nel Comune di provenienza.

Chi sono i “nonni con la valigia”

La definizione descrive gli over 75 che lasciano, spesso in modo stabile, il Mezzogiorno per raggiungere figli e nipoti nel Centro-Nord. Poiché non sempre comunicano il cambio di residenza, la loro presenza sfugge alle statistiche demografiche tradizionali.

Il fenomeno è stato ricostruito attraverso il monitoraggio della spesa farmaceutica sostenuta fuori dalla macroarea di residenza. L’aumento dei consumi sanitari degli anziani meridionali nelle regioni centro-settentrionali suggerisce che molti di loro non siano semplicemente in viaggio, ma vivano lontano da casa per periodi prolungati.

La stima è quasi raddoppiata in poco più di vent’anni: dai circa 96 mila casi del 2002 agli oltre 184 mila del 2024.

Perché gli anziani raggiungono figli e nipoti

La prima ragione è il ricongiungimento familiare. Dopo la pensione, alcuni genitori decidono di trasferirsi vicino ai figli partiti anni prima per studiare o lavorare.

La scelta permette di evitare una vecchiaia trascorsa in solitudine, soprattutto nei piccoli centri interessati dallo spopolamento. Allo stesso tempo, i nonni possono aiutare nella gestione quotidiana dei nipoti e sostenere famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano.

In alcuni casi il percorso comincia con un giovane che lascia una città del Sud, come Caltanissetta, per completare gli studi a Torino. Dopo la laurea arrivano il lavoro e una nuova famiglia. Successivamente, i genitori pensionati possono decidere di raggiungerlo nel capoluogo piemontese.

Non manca, inoltre, il percorso inverso tra le generazioni: alcuni anziani si spostano per sostenere i nipoti arrivati al Nord per frequentare l’università.

Il ruolo delle differenze nell’assistenza sanitaria

La famiglia non è l’unica motivazione. A incidere sono anche le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure.

In diverse aree del Mezzogiorno pesano la minore disponibilità di servizi di prevenzione, infrastrutture meno sviluppate e una capacità più limitata di rispondere alle necessità sanitarie complesse. Queste condizioni possono rendere più difficile invecchiare nel proprio territorio.

Di conseguenza, alcuni anziani raggiungono il Centro-Nord anche per avvicinarsi a strutture sanitarie considerate più accessibili o adeguate. La scelta rientra nel fenomeno della mobilità sanitaria interregionale, caratterizzato soprattutto da spostamenti dal Sud verso le regioni centro-settentrionali.

Secondo il riparto del Fondo sanitario nazionale relativo al 2024, la mobilità sanitaria passiva del Mezzogiorno verso il Centro-Nord vale circa 1,2 miliardi di euro.

I disavanzi più elevati riguardano:

  • Calabria: 304 milioni di euro
  • Campania: 281 milioni di euro
  • Sicilia: 220 milioni di euro

Questi numeri riflettono differenze reali o percepite nella quantità e nella qualità delle prestazioni disponibili nei diversi territori.

Torino tra le destinazioni delle nuove migrazioni familiari

Torino è una delle città nelle quali può ricomporsi una famiglia divisa dalla migrazione interna. Per decenni il capoluogo piemontese ha accolto lavoratori provenienti dal Mezzogiorno. Oggi, invece, riceve anche studenti laureati e professionisti seguiti successivamente dai genitori anziani.

La nuova mobilità non ha più necessariamente il carattere definitivo delle partenze del dopoguerra. Gli anziani possono mantenere la residenza al Sud e conservare un rapporto con il paese d’origine, pur trascorrendo gran parte dell’anno a Torino o in altre città settentrionali.

Per questo la loro presenza è difficile da misurare. Tuttavia, incide sulla domanda di abitazioni, trasporti, assistenza sociosanitaria e servizi di quartiere.

Un fenomeno legato allo spopolamento e all’invecchiamento

La migrazione degli anziani nasce dall’incontro tra due trasformazioni profonde. Da una parte c’è il persistente divario economico e sociale tra le diverse aree del Paese. Dall’altra avanza l’invecchiamento della popolazione italiana.

Quando i giovani partono, infatti, non si sposta soltanto una persona. Nel tempo può muoversi anche una parte della famiglia rimasta nel luogo di origine.

Il trasferimento dei nonni mostra quindi come l’emigrazione giovanile produca conseguenze demografiche a distanza di anni. I territori meridionali perdono residenti in età lavorativa e, successivamente, possono vedere diminuire anche la popolazione anziana.

Per le città del Centro-Nord, invece, cresce la necessità di interpretare una presenza che spesso non compare nei registri anagrafici, ma utilizza stabilmente servizi pubblici, sanitari e sociali.

FAQ –

Quanti anziani si sono trasferiti dal Sud al Nord?

La stima relativa al 2024 supera le 184 mila persone con più di 75 anni. Nel 2002 erano circa 96 mila, quindi il fenomeno è quasi raddoppiato.

Perché questi trasferimenti non compaiono nelle statistiche ufficiali?

Molti anziani continuano a mantenere la residenza nel Comune meridionale di origine. Per questo la loro permanenza nel Centro-Nord non viene sempre registrata come trasferimento anagrafico.

Come è stata rilevata questa mobilità sommersa?

Il fenomeno è stato individuato anche analizzando i consumi farmaceutici degli over 75 residenti nel Mezzogiorno, ma sostenuti fuori dalla loro macroarea di appartenenza.

Perché i nonni raggiungono figli e nipoti?

Le ragioni principali sono il ricongiungimento familiare, il desiderio di evitare la solitudine e la possibilità di aiutare nella cura dei nipoti. In alcuni casi incide anche la ricerca di una migliore assistenza sanitaria.

Quanto pesa la mobilità sanitaria dal Mezzogiorno?

Nel riparto del Fondo sanitario nazionale del 2024, la mobilità sanitaria passiva verso il Centro-Nord valeva circa 1,2 miliardi di euro. Calabria, Campania e Sicilia registravano i disavanzi più consistenti.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende