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Aumento detenuti iscritti all’università Torino 2026: da 39 a 172 studenti

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Settembre 18, 2026

L’aumento detenuti iscritti all’università Torino 2026 mostra la crescita del Polo universitario penitenziario attivo nella casa circondariale Lorusso e Cutugno. Gli studenti sono passati dai 39 del 2017 ai 172 del 2026, diventando oltre quattro volte più numerosi.

Oggi l’offerta comprende 22 corsi di laurea e consente di conseguire ogni anno almeno quattro titoli. Accanto ai risultati, tuttavia, rimangono alcune difficoltà economiche e organizzative, a partire dalle tasse versate per servizi non accessibili dal carcere.

Il Polo universitario penitenziario in sintesi

– Studenti iscritti nel 2017: 39
– Studenti iscritti nel 2026: 172
– Corsi di laurea disponibili: 22
– Laureati ogni anno: almeno 4
– Iscritti al corso più frequentato: circa 40
– Tasse regionali versate dall’ateneo: circa 35 mila euro l’anno

Aumento detenuti iscritti all’università Torino 2026: i numeri

Nel giro di nove anni il numero degli studenti detenuti è cresciuto in modo consistente. Dai 39 iscritti del 2017 si è arrivati ai 172 del 2026, con un incremento superiore al 340%.

La crescita colloca il Polo universitario penitenziario torinese tra le realtà più importanti d’Italia. Inoltre, ogni anno vengono conseguite almeno quattro lauree.

I percorsi possono continuare anche dopo l’uscita dal carcere. Il Polo segue, per esempio, persone impegnate nella preparazione della tesi mentre si trovano agli arresti domiciliari.

L’inaugurazione del nuovo anno accademico all’interno della casa circondariale ha rappresentato anche un momento di incontro. Studenti, docenti e responsabili universitari hanno potuto condividere i risultati raggiunti e le difficoltà ancora da affrontare.

Ventidue corsi di laurea disponibili nel carcere di Torino

L’offerta formativa comprende 22 corsi di laurea. Quello con il maggior numero di iscritti è Diritto per le imprese e le istituzioni, frequentato da circa quaranta studenti.

Seguono Scienze politiche e sociali e il DAMS. Allo stesso tempo, sta aumentando l’interesse per percorsi con una componente maggiormente professionalizzante, come Scienze motorie.

La possibilità di scegliere tra indirizzi differenti permette di costruire un percorso più vicino alle capacità e agli obiettivi del singolo studente. La didattica viene infatti adattata alle condizioni particolari della vita carceraria.

Spazi dedicati e percorsi universitari personalizzati

Studiare nei normali blocchi detentivi può essere complicato. Le celle hanno dimensioni limitate e non sempre offrono condizioni adeguate per concentrarsi, leggere o preparare gli esami.

Il Polo dispone invece di spazi destinati alle attività universitarie e di strumenti per seguire le lezioni. Torino è stata tra le prime città italiane a costruire un modello organizzato all’interno del carcere.

Uno degli elementi distintivi è la personalizzazione del percorso. Docenti e tutor devono tenere conto della disponibilità dei materiali, delle restrizioni negli spostamenti e della situazione giudiziaria di ogni persona.

Inoltre, l’accesso allo studio non viene interrotto automaticamente quando cambiano le condizioni di detenzione. Quando possibile, l’accompagnamento prosegue anche durante misure alternative o domiciliari.

Lo studio come strumento di reinserimento

L’università in carcere garantisce il diritto all’istruzione e offre competenze utilizzabili dopo la fine della pena. Il conseguimento di una laurea può quindi diventare una parte concreta del percorso di reinserimento sociale.

Lo studio aiuta anche a organizzare il tempo della detenzione intorno a un obiettivo. Esami, lezioni e preparazione della tesi richiedono continuità e responsabilità.

Il valore del progetto, tuttavia, non si misura soltanto nel numero delle lauree. La presenza dell’università crea un collegamento con la società esterna e permette agli studenti detenuti di far parte della comunità accademica torinese.

Resta alta la richiesta di aumentare le lezioni online e le occasioni di confronto con studenti, docenti e realtà esterne al carcere. Questi scambi possono ridurre il rischio di isolamento e rendere più completo il percorso formativo.

Il problema dei 35 mila euro versati per servizi non utilizzati

La principale criticità economica riguarda la tassa regionale per il diritto allo studio. L’Università di Torino versa ogni anno circa 35 mila euro per gli studenti del Polo penitenziario.

La cifra comprende anche servizi dei quali i detenuti non possono usufruire, come le mense universitarie. Le risorse, invece, potrebbero essere impiegate per rafforzare tutoraggi, borse di studio e attività didattiche.

In Lombardia il costo viene sostenuto direttamente dalla Regione. In Piemonte il problema è stato portato anche all’attenzione del Consiglio regionale e del suo presidente Davide Nicco, ma non è stata ancora adottata una soluzione definitiva.

Per un ente pubblico si tratta di una somma relativamente contenuta. Per il Polo, invece, può avere un peso significativo, perché il progetto viene finanziato attraverso un equilibrio tra risorse dell’ateneo e contributi esterni.

Un progetto cresciuto, ma ancora da consolidare

L’aumento degli iscritti dimostra che esiste una domanda formativa concreta dentro il carcere di Torino. Tuttavia, la crescita richiede più tutor, collegamenti digitali, materiali didattici e occasioni di confronto con l’esterno.

L’obiettivo non è soltanto ampliare il numero dei corsi. Occorre garantire che gli studenti possano seguirli con continuità e completare il percorso anche quando cambia la loro condizione detentiva.

La questione dei contributi regionali resta quindi centrale. Liberare le risorse oggi destinate a servizi inutilizzabili permetterebbe di investirle direttamente nella formazione.

FAQ –

Quanti detenuti sono iscritti all’Università di Torino nel 2026?

Nel 2026 gli studenti del Polo universitario penitenziario sono 172. Nel 2017 erano 39, quindi il loro numero è più che quadruplicato in nove anni.

Quanti corsi di laurea sono disponibili?

L’offerta formativa comprende 22 corsi. Tra i più frequentati ci sono Diritto per le imprese e le istituzioni, Scienze politiche e sociali e il DAMS.

Qual è il corso con più studenti?

Diritto per le imprese e le istituzioni conta circa quaranta iscritti. Cresce anche l’interesse per percorsi professionalizzanti come Scienze motorie.

Quanti detenuti si laureano ogni anno a Torino?

Il Polo universitario penitenziario registra almeno quattro laureati ogni anno. I percorsi possono proseguire anche durante misure alternative alla detenzione.

Qual è la principale criticità del progetto?

L’Università di Torino versa circa 35 mila euro l’anno per servizi regionali non accessibili agli studenti detenuti, comprese le mense. Queste risorse potrebbero finanziare tutoraggi e borse di studio.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende