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Nuovo Piano regolatore di Torino, l’iter entra nella fase decisiva

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Da Alessandro Maldera

Settembre 15, 2026

Il Piano Regolatore Torino fase finale 2026 entra in uno dei passaggi più importanti del lungo iter amministrativo.

La Giunta comunale ha adottato la Proposta Tecnica del Progetto Definitivo, chiudendo l’istruttoria sulle 875 osservazioni presentate al progetto preliminare.

Il nuovo PRG, però, non è ancora approvato. Ora dovrà passare attraverso la seconda Conferenza di copianificazione e valutazione, che avrà 60 giorni per esprimersi, prima dell’eventuale arrivo in Consiglio comunale entro fine anno.

Nuovo Piano regolatore di Torino: a che punto siamo

Stato: non ancora approvato
Passaggio completato: adozione della Proposta Tecnica del Progetto Definitivo
Osservazioni esaminate: 875
Prossima fase: seconda Conferenza di copianificazione e valutazione
Tempo previsto: 60 giorni dalla trasmissione della convocazione
Enti coinvolti: Regione Piemonte, Città metropolitana e Soprintendenza per le rispettive competenze
Obiettivo: portare il nuovo PRG in Consiglio comunale entro la fine del 2026

Chiusa l’istruttoria sulle 875 osservazioni

L’adozione della proposta tecnica segna la conclusione di una delle fasi più complesse del procedimento.

Il Comune ha terminato l’esame delle 875 osservazioni presentate al progetto preliminare.

Le richieste e le indicazioni raccolte sono state valutate e trasformate, dove ritenuto necessario, in modifiche e precisazioni del documento.

Le scelte strutturali del piano rimangono però quelle contenute nel progetto preliminare già adottato dal Consiglio comunale a marzo.

Il passaggio attuale serve quindi soprattutto a perfezionare il testo prima della fase decisionale.

Ora parte la seconda Conferenza di copianificazione

Il prossimo passaggio sarà la convocazione della seconda Conferenza di copianificazione e valutazione.

Dal momento della trasmissione della convocazione scatteranno 60 giorni entro i quali gli enti coinvolti potranno esprimersi.

Al tavolo parteciperanno la Regione Piemonte, la Città metropolitana di Torino e, per gli aspetti di competenza, la Soprintendenza.

La riduzione dei tempi prevista dalla nuova normativa regionale dovrebbe consentire di accelerare questa fase rispetto alle procedure precedenti.

Cosa deve succedere prima dell’approvazione

Al termine della Conferenza dovrà essere acquisito anche il parere motivato relativo alla Valutazione ambientale strategica.

A quel punto la Città potrà revisionare nuovamente la proposta tecnica e trasformarla nel progetto definitivo.

Soltanto dopo questo passaggio il documento potrà arrivare al Consiglio comunale per l’approvazione.

L’obiettivo indicato dall’amministrazione è completare il percorso entro la fine del 2026, ma il calendario resta legato agli esiti della Conferenza e agli eventuali adeguamenti richiesti.

Cosa cambia nel nuovo Piano regolatore

Le integrazioni inserite nella proposta tecnica non modificano l’impianto generale del nuovo PRG.

Gli interventi riguardano soprattutto cartografia, norme di attuazione e chiarimenti di alcuni contenuti già presenti nel piano.

Le modifiche derivano sia dalle osservazioni presentate sia dal confronto svolto nella cabina di regia.

Tra i temi interessati figurano:

  • altezze massime degli edifici
  • tutela del tessuto storico
  • quota minima dei diritti perequati collegati alle aree cedute
  • correzioni cartografiche
  • precisazioni delle norme di attuazione

Il Consiglio comunale dovrà poi esprimersi sulle osservazioni e sulle relative controdeduzioni nella fase di approvazione del progetto definitivo.

Perché il nuovo PRG è importante per Torino

Il nuovo Piano regolatore sarà lo strumento chiamato a orientare lo sviluppo urbanistico della città nei prossimi anni.

Tra gli obiettivi indicati dall’amministrazione figurano la rigenerazione urbana, procedure più semplici e leggibili e una maggiore capacità di attrarre investimenti.

Il piano dovrà quindi governare trasformazioni molto diverse: recupero delle aree dismesse, tutela del patrimonio storico, nuove funzioni urbane e utilizzo delle aree oggi sottoutilizzate.

Secondo l’impostazione del Comune, il nuovo strumento urbanistico dovrà inoltre rendere più fluido il rapporto tra pianificazione e interventi privati, mantenendo allo stesso tempo le tutele territoriali previste.

Il nodo dei tempi: obiettivo Consiglio entro fine 2026

Il calendario entra ora nella sua fase più delicata.

I 60 giorni della Conferenza rappresentano il passaggio centrale per capire se l’obiettivo di arrivare al voto entro dicembre potrà essere rispettato.

Dopo i pareri degli enti e la Valutazione ambientale strategica, infatti, potrebbero rendersi necessarie ulteriori revisioni.

Per questo parlare oggi di un Piano regolatore già approvato sarebbe prematuro.

Il dato certo è che il procedimento è entrato nella fase conclusiva dell’iter tecnico e amministrativo, mentre il voto finale resta ancora da affrontare.

FAQ – Piano regolatore Torino: 60 giorni decisivi, cosa succede ora

Il nuovo Piano regolatore di Torino è già approvato?

No. La Giunta ha adottato la Proposta Tecnica del Progetto Definitivo, ma il PRG deve ancora completare diversi passaggi prima del voto del Consiglio comunale.

Qual è il prossimo passaggio?

La seconda Conferenza di copianificazione e valutazione, che avrà 60 giorni per esprimersi.

Quante osservazioni sono state presentate?

L’istruttoria ha riguardato 875 osservazioni al progetto preliminare.

Quali enti devono ancora esprimersi?

Saranno coinvolti Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino e Soprintendenza per i rispettivi ambiti di competenza.

Quando potrebbe arrivare l’approvazione definitiva?

L’obiettivo dell’amministrazione è portare il nuovo PRG in Consiglio comunale entro la fine del 2026, ma il risultato dipenderà dall’esito delle fasi ancora aperte.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende