Mole Antonelliana blu per la fibrosi cistica 2026: il gesto per una malattia spesso invisibile

Da Alessandro Maldera
Settembre 07, 2026

La Mole Antonelliana blu per la fibrosi cistica 2026 illuminerà il cielo di Torino martedì 8 settembre, in occasione della Giornata Mondiale dedicata alla malattia.
Il monumento simbolo della città aderirà alla campagna nazionale promossa dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica, insieme ad altri luoghi italiani come il David di Firenze e il Teatro Massimo di Palermo.
Dietro il colore blu ci sono però numeri molto concreti: nel 2024 il Registro Italiano Fibrosi Cistica ha censito 6.182 persone, e oggi oltre il 65% dei pazienti italiani è adulto.
Fibrosi cistica: i numeri principali
Persone censite in Italia nel 2024: 6.182
Nuove diagnosi ogni anno: circa 150
Persone con fibrosi cistica nel mondo: oltre 100mila
Pazienti italiani maggiorenni: 65,2%
Portatori sani stimati in Italia: circa 1 persona su 30
Incidenza: circa 1 neonato ogni 2.500-3.000
Perché la Mole Antonelliana diventa blu l’8 settembre
Torino partecipa a una mobilitazione nazionale pensata per rendere più conosciuta una patologia che, spesso, non presenta segni immediatamente visibili dall’esterno.
La fibrosi cistica può accompagnarsi a terapie quotidiane, controlli frequenti, farmaci, fisioterapia respiratoria e periodi di ricovero, pur senza modificare necessariamente l’aspetto di una persona.
La campagna vuole proprio attirare l’attenzione su questa distanza tra ciò che si vede e ciò che chi convive con la malattia deve affrontare ogni giorno.
Le conseguenze possono riguardare non soltanto la salute, ma anche scuola, lavoro, relazioni e organizzazione familiare.
Cos’è la fibrosi cistica e perché colpisce soprattutto polmoni e apparato digerente
La fibrosi cistica è una malattia genetica presente fin dalla nascita.
È causata da alterazioni del gene CFTR, che contiene le informazioni necessarie alla produzione di una proteina importante per il corretto equilibrio di acqua e sali nelle cellule.
Quando questa proteina non funziona correttamente, le secrezioni dell’organismo possono diventare particolarmente dense.
Il problema interessa soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente.
Tra le possibili conseguenze ci sono:
- infezioni bronchiali e polmonari frequenti
- tosse persistente
- difficoltà respiratorie
- problemi intestinali
- difficoltà nutrizionali
Nei casi più severi il progressivo deterioramento della funzione polmonare può arrivare fino alla necessità di un trapianto di entrambi i polmoni.
Oggi oltre il 65% delle persone con fibrosi cistica è adulto
Uno dei dati più significativi riguarda l’età dei pazienti.
In Italia il 65,2% delle persone con fibrosi cistica ha almeno 18 anni.
È un cambiamento importante rispetto al passato, quando la patologia veniva considerata soprattutto una malattia pediatrica.
A modificare la storia naturale della fibrosi cistica hanno contribuito diversi fattori:
- screening neonatale
- assistenza multidisciplinare
- miglioramento delle terapie
- nuovi farmaci
- modulatori della proteina CFTR
Per una parte crescente dei pazienti sono migliorate sia la sopravvivenza sia la qualità della vita.
La ricerca resta però fondamentale, perché non tutte le mutazioni genetiche rispondono allo stesso modo ai trattamenti oggi disponibili.
Perché la Giornata Mondiale si celebra proprio l’8 settembre
La data non è casuale.
L’8 settembre 1989 venne pubblicata la scoperta del gene CFTR.
Fu un passaggio decisivo perché permise di comprendere meglio il meccanismo biologico alla base della fibrosi cistica e aprì la strada allo sviluppo delle terapie moderne.
Per questo l’8 settembre è diventato una data simbolica per richiamare l’attenzione sia sui progressi compiuti sia sul lavoro ancora necessario.
In Italia circa una persona su 30 è portatrice sana
La fibrosi cistica riguarda indirettamente una parte molto più ampia della popolazione.
In Italia si stima che circa una persona ogni 30 sia portatrice sana di una mutazione del gene CFTR, per un totale vicino ai 2 milioni di persone.
Essere portatore sano non significa avere la malattia.
Il rischio cambia però quando entrambi i genitori sono portatori.
In quel caso, a ogni gravidanza esiste una probabilità del 25% che il figlio nasca con fibrosi cistica.
La patologia interessa mediamente circa un neonato ogni 2.500-3.000 nascite.
Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 150 nuovi casi.
La rete per la fibrosi cistica in Piemonte
Anche il Piemonte dispone di una rete specializzata per la presa in carico dei pazienti.
I centri di riferimento indicati sono presenti a Torino e Orbassano, mentre l’associazione regionale affianca persone con fibrosi cistica e famiglie nel percorso sanitario e sociale.
A livello nazionale, la Lega Italiana Fibrosi Cistica dichiara di sostenere complessivamente oltre 18mila persone tra pazienti e familiari.
L’illuminazione della Mole Antonelliana diventa quindi il simbolo visibile di una rete di assistenza e di una realtà quotidiana che riguarda migliaia di persone.
Dalla costruzione ottocentesca al ruolo di icona della città, approfondisci la storia della Mole Antonelliana, il monumento simbolo di Torino
Una Mole blu per rendere visibile ciò che spesso non si vede
L’8 settembre la Mole cambierà colore soltanto per una sera, ma il messaggio della campagna guarda molto più lontano.
La fibrosi cistica resta una malattia complessa e cronica, anche se negli ultimi decenni cure e ricerca hanno modificato profondamente le prospettive di molti pazienti.
Il fatto che oggi quasi due persone con fibrosi cistica su tre in Italia siano adulte racconta uno dei progressi più significativi.
Allo stesso tempo ricorda perché sensibilizzazione, assistenza e ricerca continuano a essere necessarie.
La Mole Antonelliana blu per la fibrosi cistica 2026 vuole rendere visibile proprio questo: una malattia che spesso non si vede, ma che richiede ogni giorno cure, attenzione e organizzazione.
FAQ – Mole Antonelliana blu: data, significato e fibrosi cistica
Martedì 8 settembre 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Fibrosi Cistica.
Il blu accompagna la campagna di sensibilizzazione che coinvolge monumenti e luoghi simbolo in diverse città italiane.
Nel 2024 il Registro Italiano Fibrosi Cistica ne ha censite 6.182.
No. Oggi il 65,2% dei pazienti italiani è maggiorenne.
Sì. È legata ad alterazioni del gene CFTR e viene trasmessa geneticamente.
La rete regionale comprende centri specializzati a Torino e Orbassano.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



