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Religione nella Torino romana: culti e divinità di Augusta Taurinorum

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Da Alessandro Maldera

Settembre 05, 2026

La Religione nella Torino romana non riguardava soltanto la fede personale. Ad Augusta Taurinorum culto, vita civica, prestigio sociale e potere politico erano strettamente collegati.

Accanto alle istituzioni religiose romane e al culto imperiale continuarono inoltre a sopravvivere tradizioni precedenti alla romanizzazione, soprattutto nel territorio e lungo le vie alpine.

La documentazione restituisce quindi una realtà complessa, molto diversa da un semplice elenco di divinità.

Religione nella Torino romana: cosa sappiamo

Sacerdoti attestati: pontefici, flamini e auguri
Culto pubblico: forte legame con la vita civica e politica
Culto imperiale: documentato attraverso sacerdoti, collegi e dediche
Divinità attestate: Victoria Augusta, Asclepio, Igea, Dei Mani e culti locali
Tradizioni preromane: sopravvivenze celtico-alpine nel territorio
Templi: non localizzati archeologicamente con certezza
Cristianesimo: affermazione soprattutto nel IV secolo

Religione pubblica e privata ad Augusta Taurinorum

Nel mondo romano religione e vita pubblica erano profondamente intrecciate.

Le cerimonie civiche, i sacerdoti ufficiali e il culto dell’imperatore contribuivano a esprimere l’appartenenza alla comunità e la fedeltà all’ordine romano.

Accanto a questa dimensione esistevano forme di religiosità più personali, legate alla famiglia, alla salute, ai defunti e alle tradizioni locali.

I due ambiti non erano separati rigidamente.

Una stessa persona poteva partecipare ai culti della colonia e contemporaneamente mantenere devozioni familiari o locali.

È proprio questa convivenza a rendere la religione uno degli strumenti migliori per capire come avvenne la romanizzazione di Torino e del suo territorio.

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Pontefici, flamini, auguri e donne con incarichi religiosi

Ad Augusta Taurinorum sono attestati attraverso le iscrizioni pontefici, flamini e auguri.

La loro presenza dimostra che la colonia disponeva di istituzioni religiose pubbliche organizzate secondo il modello romano.

I pontifices erano legati alla supervisione del culto pubblico, mentre i flamines svolgevano funzioni sacerdotali connesse a determinati culti. Gli augures interpretavano invece i segni nei quali si riteneva si manifestasse la volontà divina.

Questi incarichi erano collegati anche alle fasce più importanti dell’aristocrazia cittadina e potevano contribuire al prestigio di una famiglia.

La documentazione torinese attesta inoltre una flaminica.

Il dato è particolarmente interessante perché mostra come alcune donne appartenenti alle classi elevate potessero ottenere visibilità e riconoscimento pubblico attraverso il sacerdozio, pur restando escluse dalla normale carriera magistratuale maschile.

Culto imperiale, Victoria Augusta e Augustales

Uno dei principali elementi della religione ufficiale era il culto imperiale.

Non va però interpretato semplicemente come adorazione dell’imperatore vivente in quanto dio.

Il sistema comprendeva il culto degli imperatori divinizzati dopo la morte, del loro numen, del genius e delle virtù associate all’autorità imperiale.

Partecipare a queste pratiche significava anche manifestare fedeltà a Roma e appartenenza all’ordine politico dell’Impero.

Nel territorio torinese è concretamente attestata la Victoria Augusta, la Vittoria associata al potere imperiale.

Sono inoltre documentati collegi sevirali e augustali.

Gli Augustales erano spesso liberti economicamente affermati che non potevano accedere alle più alte magistrature municipali. Il culto imperiale offriva loro però un modo per partecipare alla vita pubblica e accrescere il proprio prestigio.

La religione diventava quindi anche uno strumento di integrazione e mobilità sociale.

Ad Quintum e il culto ufficiale lungo la strada per le Alpi

La religione ufficiale non si concentrava soltanto all’interno delle mura.

Nell’area della statio di Ad Quintum, lungo la strada verso Segusio e corrispondente alla zona di Collegno, è stato ricostruito un importante centro legato al culto imperiale.

Gli elementi ricordati comprendono:

  • una dedica alla Victoria Augusta
  • una flaminica
  • un tempio dedicato a due donne della dinastia giulio-claudia
  • un’iscrizione riferibile a un seviro

Il quadro mostra come le grandi direttrici del territorio di Augusta Taurinorum ospitassero anche centri religiosi collegati alle istituzioni imperiali.

Asclepio e Igea: religione e medicina nella Torino romana

Un’altra testimonianza concreta riguarda un collegio di medici legato al culto di Asclepio e Igea.

Asclepio era la divinità della medicina, mentre Igea era associata alla salute.

Il caso dimostra che la religione poteva intrecciarsi direttamente anche con il mondo professionale.

Un’iscrizione ricorda Quintus Abascantus, probabilmente appartenente al collegio, autore di una dedica all’imperatore Traiano.

Nello stesso contesto convivono quindi attività professionale, culto della salute, associazionismo e rapporto con il potere imperiale.

I culti preromani e le Matronae

La romanizzazione non cancellò immediatamente le credenze esistenti prima dell’arrivo di Roma.

Nel territorio collegato ad Augusta Taurinorum continuarono a essere presenti tradizioni di ascendenza celtico-alpina, talvolta reinterpretate e integrate nel sistema religioso romano.

Uno degli esempi più significativi è quello delle Matronae, divinità femminili particolarmente diffuse nell’arco alpino occidentale.

La documentazione più importante riguarda il territorio e le vie verso le Alpi, non il centro urbano di Torino.

Il loro culto rappresenta bene il fenomeno del sincretismo, cioè l’incontro e la progressiva fusione tra tradizioni religiose differenti.

La situazione suggerisce inoltre una romanizzazione non uniforme: nel centro urbano, più direttamente legato alle istituzioni romane, culti ufficiali e devozioni private potevano mescolarsi più facilmente; nelle aree rurali e alpine emergono invece con maggiore evidenza alcune persistenze indigene.

Non significa però che esistesse una rigida divisione tra cittadini “romani” e popolazioni rurali “celtiche”.

Il processo procedeva semplicemente con tempi e modalità differenti.

Dove si trovavano i templi di Augusta Taurinorum

Su questo punto la risposta corretta è semplice: non lo sappiamo con certezza.

Augusta Taurinorum doveva possedere edifici destinati al culto, ma l’archeologia non ha identificato in maniera sicura i principali templi della colonia.

Anche la posizione del foro resta ricostruita soprattutto attraverso ipotesi, con una localizzazione tradizionale nell’area dell’attuale piazza Palazzo di Città.

È quindi scorretto collocare arbitrariamente un tempio di Giove o di altre divinità in un punto preciso della Torino moderna.

Nel materiale disponibile, inoltre, Giove Ottimo Massimo non presenta attestazioni locali paragonabili a quelle della Victoria Augusta.

Questo è uno dei casi in cui bisogna distinguere tra ciò che apparteneva genericamente alla religione romana e ciò che è realmente documentato a Torino.

Il possibile sacrificio scoperto presso le mura romane

Una delle testimonianze archeologiche più suggestive proviene dalle mura orientali di Augusta Taurinorum.

Qui sono state rinvenute quattro anfore prodotte nella Spagna meridionale, contenenti resti di bovino e collocate ai vertici di uno spazio quadrangolare.

Il deposito è stato interpretato come possibile testimonianza di una cerimonia sacrificale legata al completamento o all’inaugurazione del tratto orientale delle mura, costruito tra circa il 50 e il 75 d.C.

Non conosciamo con precisione il rito né sappiamo a quale divinità fosse eventualmente rivolto.

La disposizione delle anfore e dei resti permette però di ipotizzare una pratica rituale collegata a un momento importante della costruzione della città.

È una testimonianza particolarmente significativa perché non riguarda soltanto testi o iscrizioni: potrebbe rappresentare una traccia materiale di una cerimonia celebrata nella Torino romana.

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Gli Dei Mani e il culto dei defunti

La religione accompagnava naturalmente anche la morte.

Le iscrizioni funerarie dell’area torinese documentano il riferimento ai Di Manes, gli Dei Mani legati agli spiriti dei defunti.

Un esempio è la stele di Antistia Delpide, dedicata proprio agli Dei Mani.

Accanto ai grandi culti pubblici e imperiali esisteva quindi una dimensione più intima, legata alla famiglia, alla memoria e alla conservazione del rapporto con i morti.

Dal paganesimo alla Torino cristiana

Il panorama religioso iniziò a cambiare profondamente durante la tarda antichità.

Il cristianesimo si affermò nell’area piemontese soprattutto nel corso del IV secolo.

Negli ultimi decenni del secolo Torino divenne una diocesi autonoma e Massimo è il primo vescovo noto.

Alla fine del IV secolo venne realizzata anche la basilica del Salvatore, primo nucleo del futuro complesso episcopale nell’area dell’attuale Duomo.

La città passò quindi progressivamente da un sistema fondato su culti civici, imperiali e tradizioni locali a una comunità cristiana organizzata intorno al vescovo.

Va invece trattata come tradizione successiva, e non come fatto storico accertato, la storia della Legione Tebea collegata a Solutore, Avventore e Ottavio.

Cosa sappiamo davvero della religione della Torino romana

Le fonti permettono di documentare sacerdoti, collegi religiosi, alcuni culti, iscrizioni funerarie e possibili pratiche rituali.

Mostrano inoltre che la romanizzazione non cancellò immediatamente le tradizioni precedenti.

Restano però vuoti importanti.

Non conosciamo il pantheon completo di Augusta Taurinorum e non sappiamo dove sorgessero con certezza i suoi principali templi.

Per questo la ricostruzione della Religione nella Torino romana deve partire soprattutto da ciò che è realmente attestato: culti imperiali, sacerdoti, associazioni professionali, tradizioni locali e testimonianze archeologiche.

FAQ – Augusta Taurinorum e i suoi culti: cosa sappiamo

Quali sacerdoti sono documentati a Torino?

Sono attestati pontefici, flamini e auguri.

Esisteva il culto dell’imperatore?

Sì. È documentato attraverso collegi, sacerdoti e culti come quello della Victoria Augusta.

Le donne potevano avere incarichi religiosi?

Sì. È attestata almeno una flaminica.

Quali divinità sono documentate?

Tra quelle ricordate dalle fonti figurano Victoria Augusta, Asclepio, Igea e Dei Mani; nel territorio alpino sono presenti anche culti delle Matronae.

Dove si trovavano i templi di Augusta Taurinorum?

La loro posizione non è conosciuta con certezza.

Sono stati trovati resti di un sacrificio?

Presso le mura orientali sono state scoperte quattro anfore con resti bovini, interpretate come possibile testimonianza di una cerimonia rituale.

Quando si diffuse il cristianesimo a Torino?

Soprattutto nel IV secolo, quando la città divenne anche sede episcopale.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende