Offerta lotti abbandonati degli ex stabilimenti di Mirafiori: Dumarey mette sul tavolo 4 milioni

Da Alessandro Maldera
Settembre 04, 2026

L’offerta lotti abbandonati degli ex stabilimenti di Mirafiori apre una nuova prospettiva industriale per una parte delle aree ex Fiat ancora inutilizzate.
Dopo il fallimento dell’asta pubblica, il gruppo automotive Dumarey ha manifestato interesse per tutti e tre i lotti ancora liberi tra corso Tazzoli e corso Giovanni Agnelli. Sul tavolo c’è un’operazione da 4 milioni di euro, legata a un possibile ampliamento delle attività di ricerca e sviluppo sui motori, con particolare attenzione all’idrogeno.
Ex aree Fiat di Mirafiori: i numeri dell’operazione
Offerta indicativa: 4 milioni di euro
Lotti interessati: 3
Superficie complessiva: 45.638 mq
Zona: tra corso Tazzoli e corso Giovanni Agnelli
Obiettivo: ricerca e sviluppo sui motori, con focus sui propulsori a idrogeno
Stato: lettera d’intenti non vincolante, subordinata a verifiche tecniche e autorizzative
Offerta lotti abbandonati degli ex stabilimenti di Mirafiori dopo l’asta deserta
La trattativa nasce dopo il mancato esito del bando per la vendita delle ultime aree ancora disponibili.
L’asta, scaduta alla fine di luglio, prevedeva una base di circa 7 milioni di euro, ma non aveva ricevuto offerte.
La procedura pubblica si è quindi chiusa senza aggiudicazione.
Questo non ha però interrotto l’interesse industriale per i terreni.
La trattativa emersa dai conti di Torino Nuova Economia
L’interlocuzione viene ricostruita nella relazione allegata al bilancio di giugno di Torino Nuova Economia, la società pubblica costituita nel 2005 per accompagnare la trasformazione delle aree cedute da Fiat.
Il liquidatore Davide Barberis ha indicato che nei primi mesi del 2026 era iniziato un confronto formale con un importante gruppo dell’automotive già presente a Torino.
Il soggetto interessato corrisponde al profilo di Dumarey.
La storia di Mirafiori passa anche da Torino Nuova Economia, la società nata per accompagnare la riconversione dei terreni ceduti da Fiat. Approfondisci la storia di Torino Nuova Economia, le aree coinvolte e il percorso di trasformazione dell’ex polo industriale
La lettera d’intenti di Dumarey
L’11 maggio 2026 Dumarey ha trasmesso a TNE una lettera d’intenti non vincolante.
La società ha manifestato interesse per l’acquisto di tutti e tre i lotti ancora liberi.
Le aree si trovano tra corso Tazzoli e corso Giovanni Agnelli e raggiungono complessivamente 45.638 metri quadrati.
Un’offerta da 4 milioni di euro
Il valore indicato per l’operazione è di 4 milioni di euro.
Si tratta quindi di una cifra inferiore rispetto alla base prevista dal precedente bando d’asta.
L’operazione non è però ancora conclusa.
Restano infatti da completare alcune verifiche tecniche e autorizzative prima di poter arrivare a un eventuale accordo definitivo.
Chi è Dumarey
Dumarey è un gruppo internazionale attivo nel settore automotive.
Il gruppo registra complessivamente circa un miliardo di euro di fatturato.
La controllata italiana ha invece chiuso il 2024 con circa 101 milioni di euro di ricavi.
Il gruppo è già presente a Torino e punta ora a rafforzare la propria attività.
Un possibile hub per i motori a idrogeno
Il cuore industriale del progetto riguarda l’espansione delle attività di ricerca e sviluppo sui motori.
Una particolare attenzione sarebbe rivolta ai propulsori a idrogeno.
Dumarey ha già avviato attività su questo fronte nella sede di corso Castelfidardo.
L’eventuale acquisizione dei terreni di Mirafiori consentirebbe quindi di ampliare ulteriormente ricerca e sperimentazione.
Il possibile collegamento con il Politecnico di Torino
Il piano prevede anche una possibile integrazione con le attività dei laboratori del Politecnico di Torino.
La vicinanza tra ricerca universitaria e sviluppo industriale rappresenterebbe uno degli elementi centrali dell’operazione.
L’obiettivo sarebbe creare un polo capace di lavorare su tecnologie avanzate per la mobilità.
Possibili nuovi posti di lavoro qualificati
Il progetto comprende anche una prospettiva occupazionale.
L’espansione delle attività di ricerca potrebbe infatti portare alla creazione di nuovi posti di lavoro qualificati.
Si tratterebbe soprattutto di profili legati all’ingegneria, alla ricerca e allo sviluppo tecnologico.
TNE verso la conclusione della propria attività
L’eventuale vendita rappresenterebbe anche uno degli ultimi passaggi della storia di Torino Nuova Economia.
La società era nata nel 2005 per gestire la trasformazione di una parte delle aree dismesse da Fiat.
Oggi TNE è in fase di liquidazione.
Le aree acquistate nel 2005 per 67 milioni
Ventuno anni fa Comune, Regione e Provincia acquisirono le aree dismesse pagando complessivamente 67 milioni di euro.
L’operazione avvenne nel quadro di un accordo che prevedeva l’arrivo a Torino della produzione della Fiat Grande Punto.
La produzione venne effettivamente avviata, anche se il bilancio complessivo dell’operazione continua a essere oggetto di valutazioni critiche.
La composizione societaria di Torino Nuova Economia
TNE è partecipata da tre soggetti.
Finpiemonte detiene il 48,86%.
La stessa quota, 48,86%, appartiene a FCT Holding.
Il restante 2,28% è in mano a FCA Partecipazioni.
Le perdite e la liquidazione
La società è stata formalmente posta in liquidazione nel dicembre precedente.
La decisione arriva dopo anni caratterizzati da perdite rilevanti.
Nel 2024 il rosso aveva superato i 10 milioni di euro.
Nell’ultimo esercizio le perdite erano invece pari a circa 4,8 milioni.
Per coprirle è stato necessario attingere al capitale sociale.
Chiusura prevista entro la fine del 2027
Il percorso di liquidazione seguito da Davide Barberis dovrebbe concludersi entro la fine del 2027.
L’eventuale cessione dei tre lotti ancora disponibili rappresenterebbe quindi un passaggio importante per completare la chiusura della società.
Parallelamente stanno avanzando anche altri progetti nelle aree vicine.
La Cittadella del Politecnico nell’area ex Fiat
Uno dei principali interventi riguarda il Politecnico di Torino.
L’ateneo, guidato dal rettore Stefano Corgnati, ha già acquisito l’Innovation Hub e gli immobili del Centro del Design.
L’investimento previsto ammonta a circa 77 milioni di euro.
Manifattura avanzata e mobilità
Gli spazi saranno destinati soprattutto a ricerca e sviluppo nei settori della manifattura avanzata e della mobilità.
Il progetto si affianca inoltre alle attività dei laboratori di CIM 4.0.
Mirafiori continua quindi a trasformarsi da grande polo produttivo tradizionale a sistema più articolato, dove industria e ricerca convivono.
Le aziende già presenti nell’area
La riconversione dell’area ha già portato all’insediamento di diverse realtà produttive.
Tra quelle presenti vengono citate:
- Tecnocad
- Tubliflex
- Amper-Auto
A queste si aggiungeranno nuovi interventi.
Il polo Nova Coop e il futuro hub logistico
Tra i progetti previsti nell’area figurano anche un polo multifunzionale Nova Coop e un nuovo hub logistico.
Il tessuto produttivo di Mirafiori sta quindi assumendo una struttura sempre più diversificata.
Non più soltanto produzione automobilistica tradizionale, ma ricerca, servizi, logistica e nuove tecnologie.
Gli ultimi lotti dell’ex cuore Fiat
I tre terreni interessati dalla proposta di Dumarey rappresentano gli ultimi lotti ancora liberi all’interno del sistema TNE.
La loro eventuale cessione avrebbe quindi anche un forte valore simbolico.
Una parte dell’ex cuore industriale Fiat potrebbe tornare a essere utilizzata proprio per attività legate all’automobile.
Dalla Fiat ai motori del futuro
Il possibile arrivo di Dumarey segnerebbe un nuovo passaggio nella trasformazione industriale di Mirafiori.
Le stesse aree nate per la grande produzione automobilistica del Novecento potrebbero ospitare attività dedicate a propulsori a idrogeno, ricerca e mobilità avanzata.
Il progetto mantiene quindi un legame con la vocazione automobilistica del quartiere, ma con tecnologie completamente diverse.
Offerta lotti abbandonati degli ex stabilimenti di Mirafiori: cosa succede ora
L’offerta lotti abbandonati degli ex stabilimenti di Mirafiori resta per ora una proposta da trasformare in accordo.
La lettera d’intenti di Dumarey non è vincolante e l’operazione da 4 milioni di euro dipende ancora dalle verifiche previste.
Se il percorso si concludesse positivamente, però, gli ultimi 45.638 metri quadrati ancora liberi potrebbero diventare un nuovo polo dedicato alla ricerca automobilistica e ai propulsori del futuro.
FAQ – Mirafiori, TNE e nuovi investimenti: informazioni utili
Il gruppo automotive Dumarey ha presentato una lettera d’intenti.
La proposta indicativa è di 4 milioni di euro.
I tre lotti coprono complessivamente 45.638 metri quadrati.
Tra corso Tazzoli e corso Giovanni Agnelli.
Un ampliamento delle attività di ricerca e sviluppo sui motori, con particolare attenzione ai propulsori a idrogeno.
No. La lettera d’intenti è non vincolante e l’operazione è ancora subordinata a verifiche tecniche e autorizzative.
Il percorso dovrebbe concludersi entro la fine del 2027.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende


