Mole24 Logo Mole24
Mole24 » Storia » Artigiani e commerci nella Torino romana: l’economia di Augusta Taurinorum

Artigiani e commerci nella Torino romana: l’economia di Augusta Taurinorum

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Settembre 03, 2026

Gli Artigiani e commerci nella Torino romana raccontano una città inserita in reti economiche più ampie di quanto si immagini.

Augusta Taurinorum produceva, trasformava e immagazzinava merci, ma allo stesso tempo sfruttava una posizione strategica tra Pianura Padana, Val di Susa, Po e Dora. Le testimonianze archeologiche ed epigrafiche permettono di ricostruire botteghe, mestieri, magazzini e perfino le storie di alcune persone realmente vissute.

Artigiani e commerci ad Augusta Taurinorum: in breve

Attività documentate: marmo, metalli, vetro, osso, laterizi e vino
Botteghe: inserite nel tessuto urbano accanto alle abitazioni
Vie commerciali: Pianura Padana, Val di Susa, Alpi, Po e Dora
Magazzini: documentati anche vicino a Porta Palatina
Personaggi: Antistia Delpide e Lucio Tettieno Vitale
Merci a lunga distanza: testimoniate anche da anfore provenienti dalla Spagna meridionale

L’economia di Augusta Taurinorum

Augusta Taurinorum non era una grande capitale manifatturiera dell’Impero, ma possedeva una discreta vitalità economica locale.

Per il I e II secolo d.C. sono documentate attività legate alla lavorazione del vetro e dei metalli, alla produzione di laterizi e al vino.

La città viveva quindi dell’incontro tra artigianato urbano, territorio agricolo e commerci.

Torino romana: storia e vita di Augusta Taurinorum
Per approfondire artigiani, commerci e organizzazione economica della città antica è utile partire dal quadro generale. Approfondisci la storia della Torino romana, dalla nascita di Augusta Taurinorum alla vita urbana e ai principali resti archeologici

Botteghe e officine nella Torino romana

Le attività produttive erano inserite direttamente nel tessuto cittadino.

Negli isolati potevano convivere abitazioni private, botteghe artigiane ed esercizi commerciali.

Le discariche archeologiche individuate tra piazza Castello e i Giardini Reali hanno restituito scarti riconducibili a marmisti, bronzisti, lavoratori dell’osso e possibili attività ceramiche.

Questi materiali permettono di ricostruire concretamente l’esistenza di officine che le iscrizioni documentano solo in parte.

I marmorarii e la lavorazione della pietra

Tra le categorie meglio conosciute figurano i marmorarii, i lavoratori della pietra e del marmo.

Ad Augusta Taurinorum è documentato anche un vero sodalizio professionale.

Questi artigiani potevano realizzare stele funerarie, iscrizioni, piedistalli, balaustre, sedili, fontane ed elementi decorativi.

Il consistente patrimonio epigrafico torinese suggerisce la presenza di botteghe lapidarie specializzate, attive per committenze pubbliche e private.

In città compaiono lavorazioni generalmente più raffinate rispetto a quelle dell’agro, dove erano più frequenti pietre fluviali e lastre di gneiss lavorate in modo semplice.

Vita quotidiana nella Torino romana
Come si viveva davvero ad Augusta Taurinorum? Abitazioni, lavoro, alimentazione, strade e abitudini raccontano la dimensione più concreta della città antica. Approfondisci la vita quotidiana nella Torino romana e le abitudini degli abitanti di Augusta Taurinorum

Antistia Delpide, un’artigiana specializzata

Una delle testimonianze più interessanti è quella di Antistia Delpide.

La sua stele funeraria la identifica come liberta e la definisce tesseraria lignaria.

Realizzava sagome in legno utilizzate dai marmorarii per trasferire le forme sui manufatti in pietra.

È un caso prezioso perché conserva insieme il nome di una donna, la sua condizione sociale e una professione tecnica precisa.

Metalli, vetro, osso e laterizi

Gli scavi documentano anche officine di bronzisti e più in generale attività di lavorazione dei metalli.

Sono attestati inoltre artigiani del vetro e lavoratori dell’osso.

Un’iscrizione relativa a P. Aebutius e Cornelia Venusta è stata interpretata come possibile testimonianza di una produzione di chiodi, ma l’identificazione non è certa.

Anche la produzione di laterizi è documentata nella Torino romana, elemento coerente con una città impegnata nella costruzione di abitazioni, infrastrutture ed edifici pubblici.

Non possiamo però stabilire con sicurezza dove fossero collocate tutte le relative fornaci.

Il vino e il rapporto con l’agro

Tra le produzioni documentate compare anche il vino.

In questo caso il rapporto tra città e campagna era decisivo.

Il vasto agro di Augusta Taurinorum forniva derrate, materie prime e prodotti agricoli alla città, mentre il centro urbano offriva mercati, botteghe, servizi e manufatti lavorati.

L’economia torinese dipendeva quindi anche da questo scambio continuo tra spazio urbano e territorio rurale.

Un possibile commerciante d’incenso

Un’iscrizione funeraria ricorda Lucius Flavius Celer, seviro augustale, associato al termine turarius.

La parola può richiamare il commercio dell’incenso, ma non è certo che si tratti davvero di un titolo professionale.

Potrebbe essere anche un elemento onomastico.

È quindi una testimonianza suggestiva, ma da leggere con prudenza.

Augusta Taurinorum come nodo commerciale

La posizione geografica rappresentava uno dei principali vantaggi economici della città.

Augusta Taurinorum si trovava lungo il corridoio che collegava la Pianura Padana con Segusium, la Val di Susa e i valichi alpini occidentali.

Da lì le merci potevano proseguire verso le province galliche.

Il sistema commerciale era inoltre integrato con la Quadragesima Galliarum, il dazio del 2,5% applicato alle merci che attraversavano la rete doganale collegata alla Gallia.

Non possiamo però affermare che questo tributo venisse riscosso direttamente a Torino: le stationes erano distribuite lungo gli accessi alle valli e ai valichi.

Po e Dora come vie commerciali

Il commercio non viaggiava soltanto su strada.

Anche Po e Dora partecipavano alla movimentazione delle merci.

Lungo i corsi d’acqua sono documentati magazzini e depositi legati ai traffici fluviali.

La Torino romana era quindi connessa contemporaneamente alla rete stradale padana, alle direttrici alpine e alla navigazione interna.

I magazzini vicino a Porta Palatina

Una prova concreta dell’attività commerciale arriva dall’area poco a nord della Porta Palatina.

Qui è stato individuato un complesso costruito all’inizio dell’età imperiale, organizzato attorno a una grande area aperta porticata.

Le impronte di grandi recipienti parzialmente interrati, disposti su due file, fanno pensare a strutture utilizzate per lo stoccaggio di derrate.

Il complesso rimase in uso, con trasformazioni, probabilmente fino al III secolo.

Porte Palatine: la storia del monumento romano simbolo di Torino
Le Porte Palatine sono una delle testimonianze più importanti di Augusta Taurinorum e uno dei monumenti antichi meglio conservati della città. Approfondisci la storia delle Porte Palatine, dalla Torino romana fino alla loro conservazione nei secoli

Le anfore e le merci arrivate da lontano

Presso le mura orientali sono state ritrovate quattro anfore provenienti dalla Spagna meridionale.

In origine erano utilizzate per trasportare conserve di pesce.

A Torino vennero poi riutilizzate in un contesto probabilmente rituale legato alla costruzione delle mura.

Il dato non dimostra un consumo quotidiano di prodotti iberici, ma conferma che contenitori prodotti molto lontano potevano raggiungere Augusta Taurinorum attraverso le reti commerciali imperiali.

Le anfore potevano inoltre avere una seconda vita: sono documentati riusi in drenaggi e sistemazioni edilizie anche nell’area della Dora.

Lucio Tettieno Vitale, il mercante di Augusta Taurinorum

Il personaggio più significativo per raccontare i commerci torinesi è Lucio Tettieno Vitale.

Visse nel II secolo d.C., era nato ad Aquileia ed era cresciuto a Iulia Emona, l’attuale Lubiana.

La sua iscrizione funeraria racconta una vita trascorsa tra viaggi, affari, guadagni e perdite.

Era coinvolto in traffici che utilizzavano la Sava e il Po, collegando regioni danubiane e territori occidentali dell’Impero.

Alla fine della sua vita scelse Augusta Taurinorum come luogo di sepoltura.

L’iscrizione con il nome antico di Torino

La stele di Tettieno Vitale è importante anche perché riporta il nome Iulia Augusta Taurinorum.

La sua vicenda mostra quanto fosse mobile la società romana.

Persone nate e cresciute a centinaia di chilometri di distanza potevano spostarsi per affari, accumulare relazioni e infine stabilirsi o farsi seppellire in un’altra città dell’Impero.

Commercio locale e traffici a lunga distanza

L’economia torinese si muoveva quindi su due livelli.

Da una parte c’erano gli scambi quotidiani tra città e agro.

Dall’altra, reti molto più ampie facevano arrivare persone e merci da territori lontani.

Augusta Taurinorum non era una grande capitale commerciale, ma la sua posizione le permetteva di collegare produzione locale, agricoltura, traffici fluviali e vie alpine.

Artigiani e commerci nella Torino romana: cosa emerge

Gli Artigiani e commerci nella Torino romana restituiscono l’immagine di una colonia economicamente viva e ben inserita nelle reti dell’Impero.

Le officine documentano la produzione locale. I magazzini vicino a Porta Palatina mostrano lo stoccaggio delle derrate. Le anfore spagnole raccontano collegamenti a lunga distanza.

E soprattutto due figure rendono concreta questa economia: Antistia Delpide, artigiana specializzata, e Lucio Tettieno Vitale, mercante che attraversò territori molto diversi prima di scegliere Augusta Taurinorum come luogo della propria sepoltura.

FAQ – Artigiani di Augusta Taurinorum: mestieri e produzioni

Quali artigiani lavoravano nella Torino romana?

Sono documentati marmisti, bronzisti, lavoratori dei metalli, del vetro e dell’osso, oltre ad attività legate a laterizi e ceramica.

Chi era Antistia Delpide?

Una liberta definita tesseraria lignaria, specializzata nella produzione di sagome lignee per la lavorazione della pietra.

Augusta Taurinorum commerciava con territori lontani?

Sì. Reperti come le anfore della Spagna meridionale mostrano l’inserimento della città nelle reti commerciali imperiali.

Po e Dora erano usati per il commercio?

Sì. Sono documentati magazzini e depositi collegati ai traffici fluviali.

Chi era Lucio Tettieno Vitale?

Un mercante del II secolo nato ad Aquileia e cresciuto a Iulia Emona, attivo in traffici tra regioni danubiane e occidentali.

Torino era una grande capitale commerciale romana?

No. Il suo punto di forza era soprattutto la posizione strategica tra Pianura Padana, corsi d’acqua e vie alpine.

Continua a leggere le notizie di Mole24, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Alessandro Maldera Avatar

Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende