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Censimento impianti sportivi pubblici degradati di Torino 2026: il Comune mappa i campetti

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Da Alessandro Maldera

Settembre 02, 2026

Il Censimento impianti sportivi pubblici degradati di Torino 2026 partirà con un tavolo di coordinamento tra Comune, assessorato al Verde e Circoscrizioni. L’obiettivo è individuare con precisione le aree sportive pubbliche che necessitano di manutenzione e stabilire dove intervenire per prime.

Il problema riguarda soprattutto campetti da basket e calcio, con canestri mancanti, porte senza reti, recinzioni incomplete, fondi deteriorati e spazi rimasti inutilizzati per mesi o anni.

Campetti pubblici di Torino: cosa prevede il censimento

Playground e aree sportive in città: circa 100
Discipline più interessate dalle criticità: basket e calcio
Primo tavolo di coordinamento: 2 settembre 2026
Soggetti coinvolti: Sport, Verde e Circoscrizioni
Obiettivo: individuare le necessità manutentive e stabilire le priorità di intervento

Torino prepara il censimento dei campetti pubblici

In città esistono circa un centinaio di playground, piastre sportive e aree verdi attrezzate.

Le condizioni non sono però uniformi.

Accanto a campi molto frequentati e recentemente sistemati, ce ne sono altri dove attrezzature e strutture risultano fortemente deteriorate.

Una ricognizione sul territorio ha individuato una dozzina di situazioni particolarmente critiche, soprattutto per pallacanestro e calcio.

Primo tavolo di coordinamento il 2 settembre

Il Comune vuole ora passare da segnalazioni episodiche a una fotografia complessiva della situazione.

È stato predisposto un tavolo di coordinamento che coinvolgerà assessorato allo Sport, Verde e Circoscrizioni.

La prima riunione è prevista per il 2 settembre 2026.

L’obiettivo sarà avviare un censimento puntuale delle aree sportive pubbliche, verificando condizioni degli impianti e necessità di manutenzione.

Piazza Livio Bianco: il campetto senza canestri

Uno dei casi più evidenti si trova in piazza Livio Bianco, a Mirafiori.

Il campo da basket conserva ancora la pavimentazione in cemento, ma le strutture per giocare sono ormai compromesse.

I tabelloni sono stati distrutti, le parti metalliche deformate e i canestri rimossi.

Al posto delle attrezzature rimangono pali spogli.

Il risultato è un playground che da tempo non viene più utilizzato per la sua funzione originaria.

Un campetto degradato vicino al PalaTazzoli

Il contrasto è particolarmente evidente perché poco distante si trova il PalaTazzoli, uno dei principali impianti sportivi torinesi.

Da una parte ci sono quindi le strutture dedicate allo sport organizzato.

Dall’altra, nei quartieri, soffrono proprio quegli spazi semplici e gratuiti che dovrebbero permettere a ragazzi e famiglie di praticare attività sportiva senza iscrizioni o prenotazioni.

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Giardino Tina Anselmi: ci sono i tabelloni, ma mancano i ferri

Una situazione simile riguarda il giardino Tina Anselmi.

Qui i tabelloni sono ancora presenti.

Mancano però i ferri dei canestri.

Il campo rimane quindi fisicamente riconoscibile, ma non può essere utilizzato normalmente per giocare a basket.

Lo spazio, circondato dai grandi edifici residenziali, continua a essere frequentato, ma non per la funzione sportiva per cui era stato realizzato.

Il caso di Borgo Pilonetto

Anche a Borgo Pilonetto si è verificata una situazione analoga.

Per un periodo i ragazzi del quartiere hanno continuato a utilizzare il campo nonostante l’assenza dei canestri.

L’obiettivo era semplicemente colpire con la palla il riquadro dipinto sul tabellone.

Un adattamento che rende bene l’idea di quanto alcuni playground continuino a essere cercati dai giovani anche quando le attrezzature non sono più complete.

Tra via Pietro Cossa e corso Appio Claudio

Tra via Pietro Cossa e corso Appio Claudio le criticità riguardano invece sia le strutture sia il fondo.

La superficie del campo risulta consumata.

Anche qui mancano i canestri.

La combinazione tra pavimentazione deteriorata e attrezzature assenti rende l’area difficilmente utilizzabile per la pallacanestro.

Giardini Cafasso a Borgo Vittoria

Ai giardini Cafasso, nel quartiere Borgo Vittoria, uno dei tabelloni è danneggiato.

Manca inoltre il ferro del canestro.

Il problema è quindi nuovamente quello di uno spazio presente fisicamente all’interno del quartiere ma non più realmente funzionale all’attività sportiva.

Canestri piegati in corso Molise

In corso Molise, nella zona di Lucento, il degrado assume un’altra forma.

I canestri sono stati piegati verso il basso.

L’area si trova peraltro davanti a una sede della Polizia Locale.

Il danneggiamento viene ricondotto ad atti vandalici che hanno reso le strutture inutilizzabili.

Non solo basket: i problemi dei campetti da calcio

Le criticità riguardano anche numerosi campi da calcio.

In questi casi i problemi principali sono spesso:

  • porte senza reti
  • recinzioni incomplete
  • erba non gestita
  • strutture metalliche deteriorate
  • palloni che finiscono fuori dall’area di gioco

Alcune di queste situazioni sono già state portate nelle Circoscrizioni attraverso interpellanze.

Villaretto: reti rotte e recinzione incompleta

Al Villaretto il campo da calcio presenta reti danneggiate da tempo.

La recinzione, inoltre, protegge soltanto una parte dell’area.

Il problema non riguarda quindi solo la possibilità di giocare.

Quando il pallone supera il campo può infatti raggiungere la strada provinciale vicina, percorsa anche da automobili e mezzi pesanti.

Un elemento che trasforma una carenza manutentiva in un possibile problema di sicurezza.

Falchera: l’erba arriva quasi alle porte

Poco distante, in viale Abbadia di Stura alla Falchera, la situazione è differente.

Qui è soprattutto la vegetazione a segnalare lo stato di abbandono.

L’erba è cresciuta fino a raggiungere quasi l’altezza delle porte da calcio.

Uno spazio un tempo utilizzato dai ragazzi del quartiere risulta così difficilmente praticabile.

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Via Artom e l’incidente a un bambino di otto anni

Particolarmente delicato è il caso segnalato in via Artom.

Un bambino di otto anni ha urtato con la testa contro una trave metallica orizzontale collegata ai pali di una porta.

L’impatto gli ha provocato una ferita profonda.

Secondo il racconto del padre, il bambino stava cercando di recuperare un pallone finito lontano proprio perché la porta era priva della rete.

Sul caso è stata presentata anche un’interpellanza in Circoscrizione 2.

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Quando una rete mancante diventa un problema di sicurezza

L’episodio evidenzia un aspetto importante.

Una porta senza rete non rappresenta soltanto un impianto incompleto.

Può modificare il modo in cui i bambini utilizzano l’area, costringendoli a inseguire continuamente palloni che escono dal campo.

Lo stesso vale per recinzioni assenti o strutture metalliche non adeguatamente mantenute.

Il censimento dovrà quindi valutare non soltanto la possibilità di giocare, ma anche la sicurezza complessiva degli spazi.

Non tutti i campetti di Torino sono degradati

La situazione cambia completamente nelle aree dove la manutenzione è stata garantita.

Tra gli esempi indicati figurano Pietra Alta, piazza Zara e piazza d’Armi.

In questi spazi l’attività sportiva continua e i campetti rimangono punti di aggregazione.

La differenza mostra quanto la qualità delle strutture possa incidere direttamente sulla loro frequentazione.

Via Braccini: quando il campetto funziona

Un caso emblematico è lo storico campo di via Braccini.

Qui canestri e rete da pallavolo sono stati riposizionati recentemente.

Il risultato è immediatamente visibile.

Nel pomeriggio del sabato l’area può arrivare a essere frequentata da circa un centinaio di studenti delle scuole della zona.

Le squadre si formano spontaneamente in base all’ordine di arrivo.

Chi vuole può unirsi e aspettare che si completi il numero necessario di giocatori.

I playground come luoghi di aggregazione

Il confronto tra via Braccini e i campetti inutilizzabili mostra una funzione che va oltre lo sport.

I playground pubblici sono anche luoghi di socialità spontanea.

Non servono iscrizioni.

Non occorre appartenere a una società sportiva.

Basta presentarsi con un pallone.

Quando le attrezzature funzionano, la stessa area può riempirsi rapidamente di ragazzi e adolescenti.

Quando invece mancano canestri, reti o condizioni minime di sicurezza, lo spazio tende a svuotarsi.

Piazza Livio Bianco e il problema della frequentazione

A piazza Livio Bianco la questione non riguarda soltanto le strutture sportive.

Secondo alcuni residenti, nell’area è presente anche un problema legato al consumo di alcol e alla percezione di sicurezza.

La presenza di gruppi che bevono e urlano scoraggerebbe alcune famiglie dal lasciare frequentare il giardino ai figli.

A questo si aggiunge il fatto che il campetto non permette ormai di praticare basket normalmente.

Il degrado materiale e quello percepito finiscono quindi per alimentarsi a vicenda.

Circa cento playground da controllare

Il lavoro che attende il Comune non sarà limitato alla dozzina di casi già emersi.

Torino dispone di circa 100 aree tra campetti, piastre e playground.

Il censimento dovrà quindi verificare uno per uno gli spazi pubblici e costruire un quadro aggiornato delle esigenze manutentive.

Solo successivamente sarà possibile definire priorità e risorse necessarie.

Alcuni dei campetti con criticità segnalate

Piazza Livio Bianco: canestri assenti e strutture danneggiate
Giardino Tina Anselmi: tabelloni presenti ma ferri mancanti
Via Pietro Cossa – corso Appio Claudio: fondo deteriorato e canestri assenti
Giardini Cafasso: tabellone danneggiato e canestro mancante
Corso Molise: canestri piegati
Villaretto: reti rotte e recinzione parziale
Viale Abbadia di Stura: vegetazione alta sul campo
Via Artom: porta senza rete e criticità di sicurezza

Il Comune dovrà stabilire le priorità di intervento

Il Censimento impianti sportivi pubblici degradati di Torino 2026 servirà soprattutto a trasformare le numerose segnalazioni provenienti dai quartieri in una programmazione coordinata.

Il punto non è soltanto sapere quali campi siano danneggiati.

Occorrerà valutare il livello di degrado, la sicurezza, la frequentazione, il tipo di intervento necessario e i costi.

Solo così sarà possibile capire quali campetti possano essere recuperati rapidamente e quali richiedano lavori più importanti.

Campetti pubblici e sport gratuito nei quartieri

La questione ha anche una dimensione sociale.

Basket e calcio nei playground rappresentano una delle forme più immediate di sport gratuito e accessibile.

Sono particolarmente importanti nei quartieri dove famiglie e ragazzi possono avere meno possibilità di frequentare strutture private o società sportive.

Ripristinare un canestro o una rete può sembrare un intervento minimo.

In realtà può restituire a un quartiere uno spazio utilizzato ogni giorno da decine di persone.

Censimento impianti sportivi pubblici degradati di Torino 2026: cosa succede ora

Il primo passaggio concreto arriverà il 2 settembre 2026, con la riunione iniziale del tavolo di coordinamento.

Da lì dovrà partire la mappatura delle aree sportive e delle rispettive esigenze manutentive.

Il confronto tra campetti abbandonati e spazi come via Braccini dimostra già una cosa: quando le strutture sono utilizzabili, i ragazzi tornano a frequentarle.

Il censimento servirà ora a capire quanti degli impianti pubblici torinesi possano essere riportati alla stessa condizione.

FAQ –

Quanti playground pubblici ci sono a Torino?

In città si contano circa 100 spazi tra piastre, campetti e aree verdi attrezzate.

Quando parte il censimento dei campetti degradati?

Il primo tavolo di coordinamento è previsto per il 2 settembre 2026.

Quali sport presentano le maggiori criticità?

Le situazioni più problematiche riguardano soprattutto campetti da basket e calcio.

Quali sono i problemi più frequenti?

Canestri mancanti o danneggiati, porte senza reti, fondi deteriorati, recinzioni incomplete e manutenzione insufficiente.

Quali zone presentano casi critici?

Tra quelle segnalate figurano Mirafiori, Borgo Vittoria, Lucento, Villaretto, Falchera e altre aree cittadine.

Ci sono anche campetti in buone condizioni?

Sì. Tra gli esempi citati ci sono Pietra Alta, piazza Zara, piazza d’Armi e via Braccini.

A cosa servirà il censimento?

A individuare le necessità di manutenzione e permettere al Comune di stabilire priorità e interventi di riqualificazione.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende