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Celebrazioni 100 anni di Marisa Merz a Torino: tre mostre in tre sedi

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Da Alessandro Maldera

Settembre 01, 2026

Le Celebrazioni 100 anni di Marisa Merz a Torino uniranno tre delle principali istituzioni dedicate all’arte contemporanea del territorio. Dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM ospiteranno i tre capitoli di “Marisa Merz. La danza delle ore”.

Il progetto riunirà circa 200 opere, comprese alcune mai esposte, per raccontare l’artista attraverso tre prospettive differenti: la dimensione metafisica, la sperimentazione dei materiali e il rapporto intimo tra casa, studio e creazione.

Marisa Merz. La danza delle ore: le informazioni principali

Occasione: centenario della nascita di Marisa Merz
Periodo: dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027
Sedi: Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM Torino
Opere: circa 200, comprese alcune inedite
Struttura: mostra articolata in tre atti
Titolo: Marisa Merz. La danza delle ore

Torino celebra il centenario di Marisa Merz

Nel 2026 ricorrono i cento anni dalla nascita di Marisa Merz, una delle figure più importanti dell’arte italiana del secondo Novecento.

L’artista, scomparsa nel 2019, ha legato profondamente la propria ricerca alla scena culturale torinese.

Insieme al compagno Mario Merz, ha attraversato una stagione fondamentale dell’arte contemporanea, sviluppando però un linguaggio personale, intimo e difficilmente riconducibile a una sola definizione.

Tre istituzioni insieme per La danza delle ore

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

Non si tratta di tre mostre indipendenti.

“Marisa Merz. La danza delle ore” è pensata come un unico percorso articolato in tre atti, ciascuno costruito attorno a un diverso aspetto della produzione dell’artista.

Il visitatore potrà quindi attraversare tre spazi e tre interpretazioni complementari.

Circa 200 opere per raccontare Marisa Merz

Nel complesso saranno riunite circa 200 opere.

Il percorso comprenderà anche lavori inediti.

L’obiettivo non è costruire una retrospettiva rigida e cronologica, ma restituire il carattere continuamente aperto e mutevole della ricerca di Marisa Merz.

La sua produzione è infatti segnata da trasformazioni, riprese, accostamenti e opere che sembrano modificarsi insieme allo spazio che le ospita.

Una mostra alle soglie di Artissima

L’iniziativa si inserisce nel calendario culturale torinese in uno dei momenti più importanti dell’anno per l’arte contemporanea.

L’apertura è prevista infatti alla vigilia della stagione di Artissima, quando Torino torna a diventare uno dei principali punti di riferimento internazionali del settore.

La collaborazione tra le tre istituzioni viene presentata anche come un esempio della capacità del sistema culturale torinese di lavorare in modo coordinato.

Il primo atto al Castello di Rivoli

Al Castello di Rivoli il percorso comincerà con una delle opere più evocative di Marisa Merz.

Nella Manica Lunga del terzo piano tornerà “E il naufragar m’è dolce in questo mare”.

L’installazione era stata presentata per la prima volta nel 1980 alla galleria Tucci Russo di Torino.

Nello stesso anno venne proposta in una nuova versione alla 39ª Biennale Arti Visive di Venezia.

Castello di Rivoli: dalla residenza sabauda all’arte contemporanea
Una delle tre sedi del progetto dedicato a Marisa Merz è il Castello di Rivoli, oggi tra i principali musei italiani di arte contemporanea. Approfondisci la storia del Castello di Rivoli, dalle origini sabaude alla trasformazione in museo d’arte contemporanea

Torna E il naufragar m’è dolce in questo mare

La ricostruzione dell’opera diventa il punto di partenza per approfondire una delle caratteristiche più riconoscibili dell’artista.

La materia viene utilizzata per suggerire qualcosa che sembra andare oltre ciò che è immediatamente visibile.

Il visitatore viene invitato a entrare in uno spazio sospeso, dove l’opera rimane contemporaneamente leggibile e misteriosa.

Da questo nucleo si sviluppa il primo capitolo della mostra.

A Rivoli la dimensione più metafisica

Il Castello di Rivoli concentrerà l’attenzione sulla tensione metafisica e spirituale presente nella ricerca di Marisa Merz.

Il percorso esplorerà la sua capacità di andare oltre l’apparenza degli oggetti e dei materiali.

Passato, presente e futuro vengono messi in relazione senza seguire necessariamente una successione lineare.

Anche il concetto stesso di tempo, richiamato dal titolo “La danza delle ore”, assume quindi un ruolo centrale.

Il confronto con artiste contemporanee

La sezione di Rivoli non sarà limitata alle sole opere di Marisa Merz.

Il percorso sarà aperto anche al confronto con artiste contemporanee che hanno raccolto o sviluppato elementi riconducibili alla sua pratica.

L’obiettivo sarà mostrare quanto la sua ricerca continui a produrre connessioni e interpretazioni anche nelle generazioni successive.

Alla Fondazione Merz il lato più sperimentale

Il secondo atto sarà ospitato dalla Fondazione Merz.

Qui il racconto entrerà soprattutto nel laboratorio creativo dell’artista.

Materiali, associazioni impreviste e gesti diventeranno il centro della mostra.

È la parte più legata alla sperimentazione e alla capacità di trasformare oggetti e materiali apparentemente ordinari in elementi di un linguaggio personale.

Fondazione Merz di Torino: storia e attività
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Materiali raccolti anche nella vita quotidiana

Marisa Merz utilizzava materiali di diversa natura.

Alcuni potevano essere raccolti anche nella quotidianità o trovati per strada.

L’interesse non era rivolto al valore economico dell’oggetto, ma alle possibilità offerte dall’accostamento, dalla trasformazione e dalla relazione con lo spazio.

La sezione della Fondazione Merz vuole mettere in evidenza proprio questa libertà.

Tra cultura colta e cultura popolare

La sperimentazione di Marisa Merz nasce anche dall’incontro tra mondi differenti.

  • Da una parte una cultura artistica raffinata.
  • Dall’altra materiali, gesti e oggetti legati alla dimensione domestica e quotidiana.

Questo rapporto crea spesso equilibri solo apparentemente instabili.

Il risultato è una produzione che riesce a muoversi continuamente tra cultura colta e cultura popolare.

Il legame con via Milano e Porta Palazzo

Alla Fondazione Merz avrà un ruolo importante anche il rapporto con Torino.

La casa-studio condivisa da Marisa e Mario Merz si trovava nella zona tra via Milano e Porta Palazzo.

L’ambiente urbano entrava direttamente nel processo creativo.

Strada, casa, studio e vita quotidiana non erano mondi nettamente separati.

La città diventava parte del laboratorio dell’artista.

Alla GAM il lato più intimo di Marisa Merz

Il terzo capitolo sarà ospitato dalla GAM di Torino.

Qui l’attenzione si sposterà sulla dimensione privata.

Casa, studio e laboratorio vengono letti come parti dello stesso spazio creativo.

La vita quotidiana non rappresenta uno sfondo rispetto all’arte.

Diventa invece una componente essenziale del processo.

GAM Torino: storia e collezioni della Galleria d’Arte Moderna
Tra le tre sedi del progetto dedicato a Marisa Merz c’è anche la GAM, uno dei principali musei torinesi dedicati all’arte moderna e contemporanea. Approfondisci la storia della GAM di Torino, le sue collezioni e il ruolo del museo nella scena artistica cittadina

Quando casa e studio diventano la stessa cosa

Uno degli elementi più forti della ricerca di Marisa Merz è proprio l’assenza di un confine netto tra vita e produzione artistica.

La casa può trasformarsi in atelier.

Gli oggetti domestici possono diventare materia.

Un gesto quotidiano può entrare nell’opera.

La GAM metterà al centro questa componente più intima, impulsiva e privata.

Torna Living Sculpture del 1966

Tra le opere più importanti della sezione GAM ci sarà “Living Sculpture”, realizzata nel 1966.

L’opera appartiene alle collezioni della stessa Galleria torinese.

Prima della nuova esposizione è stata sottoposta a un intervento presso il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.

La mostra permetterà quindi di rivederla dopo il restauro.

Marisa Merz in tre sedi: cosa raccontano

Castello di Rivoli: dimensione metafisica, spirituale e rapporto con l’infinito
Fondazione Merz: sperimentazione, materiali e legame con Torino
GAM: casa, studio, vita privata e opere storiche
Opera centrale a Rivoli: E il naufragar m’è dolce in questo mare
Opera restaurata alla GAM: Living Sculpture, 1966

Un progetto curato da sei figure

La mostra nasce da un lavoro curatoriale condiviso.

Il progetto è curato da Chiara Bertola, Sébastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi e Marianna Vecellio.

La pluralità dei curatori riflette anche la struttura dell’iniziativa.

Ogni sede mantiene una propria prospettiva, ma tutti i capitoli partecipano allo stesso racconto.

Marisa Merz e Mario Merz nella Torino dell’arte

Il centenario offre anche l’occasione per tornare sul rapporto tra Marisa Merz e Torino.

La sua esperienza personale e artistica si intreccia con quella di Mario Merz e con uno dei momenti di maggiore fermento culturale della città.

La loro presenza ha contribuito a rendere Torino uno dei centri fondamentali della sperimentazione artistica italiana del secondo Novecento.

Ma il progetto del centenario punta soprattutto a restituire a Marisa Merz una lettura autonoma.

Una ricerca intima, poetica e materica

La produzione dell’artista si distingue per l’uso di materiali e forme che sfuggono alle categorie tradizionali.

Scultura, installazione e ambiente domestico possono sovrapporsi.

Le opere non vengono sempre percepite come oggetti conclusi.

Sembrano piuttosto processi aperti, capaci di cambiare attraverso il tempo e lo spazio.

È anche questo il motivo per cui la mostra è stata immaginata come un percorso in continua trasformazione.

Marisa Merz e il tempo

Il titolo “La danza delle ore” richiama direttamente una delle dimensioni fondamentali dell’opera.

Il tempo non viene trattato soltanto come cronologia.

Diventa memoria, ripetizione, trasformazione.

Opere realizzate in momenti diversi possono dialogare fra loro e assumere nuovi significati attraverso l’allestimento contemporaneo.

Tre mostre ma una sola traiettoria

Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM propongono quindi tre prospettive differenti.

  • A Rivoli domina la tensione verso ciò che non è immediatamente visibile.
  • Alla Fondazione Merz emerge la sperimentazione.
  • Alla GAM ci si avvicina alla dimensione domestica e personale.

Le tre parti non cercano però di racchiudere l’artista in una definizione definitiva.

Una mostra che vuole lasciare aperte le domande

L’idea centrale è seguire Marisa Merz senza costruire una lettura troppo rigida.

Ogni opera può continuare a produrre interrogativi.

È un approccio coerente con una ricerca che ha sempre resistito alle classificazioni troppo semplici.

Il centenario diventa quindi non soltanto un anniversario, ma l’occasione per rileggere la sua produzione da prospettive nuove.

Celebrazioni 100 anni di Marisa Merz a Torino: date e sedi

Le Celebrazioni 100 anni di Marisa Merz a Torino inizieranno il 29 ottobre 2026.

La mostra resterà visitabile fino al 4 aprile 2027.

Il progetto coinvolgerà contemporaneamente:

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

Fondazione Merz

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea

Circa 200 opere costruiranno un percorso diffuso che attraversa la storia personale, la sperimentazione e la dimensione più spirituale dell’artista.

Celebrazioni 100 anni di Marisa Merz a Torino: perché il progetto è importante

Le Celebrazioni 100 anni di Marisa Merz a Torino rappresentano uno dei principali appuntamenti culturali della stagione 2026-2027.

Per la prima volta tre grandi istituzioni torinesi costruiscono insieme un unico progetto dedicato all’artista.

Il risultato è una mostra che non si limita a ripercorrere una carriera.

Prova invece a restituire la complessità di una ricerca nella quale arte, vita, materia, tempo e spazio non sono mai completamente separati.

FAQ- Marisa Merz. La danza delle ore: le domande più comuni

Quando apre la mostra dedicata a Marisa Merz?

L’apertura è prevista per il 29 ottobre 2026.

Quando termina?

Il progetto proseguirà fino al 4 aprile 2027.

Dove si svolge la mostra?

In tre sedi: Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM di Torino.

Quante opere saranno esposte?

Il progetto riunirà circa 200 opere, comprese alcune inedite.

Quante opere saranno esposte?

Il progetto riunirà circa 200 opere, comprese alcune inedite.

Perché la mostra è divisa in tre parti?

Ogni istituzione approfondisce una componente diversa della ricerca di Marisa Merz: spiritualità, sperimentazione e dimensione privata.

Quale opera torna al Castello di Rivoli?

Verrà ricostruita E il naufragar m’è dolce in questo mare, presentata nel 1980.

Quale opera sarà esposta alla GAM dopo il restauro?

Tornerà visibile Living Sculpture, opera del 1966 appartenente alla collezione GAM.

Chi cura il progetto?

La mostra è curata da Chiara Bertola, Sébastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi e Marianna Vecellio.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende