Festival dell’Accoglienza 2026: a Torino oltre cento eventi in cinquanta giorni

Da Alessandro Maldera
Agosto 28, 2026

Il Festival dell’Accoglienza Torino 2026 torna dall’11 settembre al 30 ottobre con un programma diffuso tra il capoluogo e altri luoghi del Piemonte.
La sesta edizione propone oltre cento eventi e più di 160 ospiti attraverso incontri, teatro, musica, cinema, laboratori e mostre.
Al centro ci saranno migrazioni, inclusione, diritto umanitario, multiculturalità, fede e dialogo tra comunità differenti.
Festival dell’Accoglienza 2026
Durata: 50 giorni
Eventi: oltre 100
Ospiti: più di 160
Luoghi: Torino e altre località del Piemonte
Temi: accoglienza, inclusione, migrazioni, diritto, multiculturalità e fede
Format: incontri, teatro, musica, cinema, laboratori, mostre e spiritualità
Festival dell’Accoglienza Torino 2026 dall’11 settembre
La manifestazione raggiunge nel 2026 la sesta edizione.
Il programma si svilupperà per cinquanta giorni, coinvolgendo Torino e diverse località piemontesi.
L’organizzazione fa capo all’Arcidiocesi di Torino, alla Pastorale diocesana dei Migranti e all’Associazione Generazioni Migranti, in collaborazione con Fondazione Migrantes.
Il Festival gode inoltre del patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e Ordine dei Giornalisti del Piemonte.
Il tema scelto per l’edizione 2026
Il titolo della nuova edizione è “La mitezza è disarmante. Un’altra idea di coraggio”.
Il filo conduttore nasce dalla volontà di riflettere sul modo in cui persone, comunità e istituzioni comunicano in un periodo caratterizzato da un linguaggio pubblico sempre più duro.
L’obiettivo è proporre una diversa idea di coraggio, fondata sulla capacità di mantenere aperto il confronto anche in presenza di posizioni molto distanti.
La mitezza viene quindi interpretata non come debolezza, ma come alternativa alla contrapposizione permanente.
Oltre 100 appuntamenti tra incontri, teatro e cinema
Il cartellone utilizza linguaggi molto differenti.
Durante il Festival sono previsti:
- dibattiti
- spettacoli teatrali
- concerti
- laboratori
- proiezioni cinematografiche
- mostre
- incontri culturali
- appuntamenti di spiritualità
La varietà dei format permette di affrontare i temi delle migrazioni senza limitare il programma alle conferenze tradizionali.
Dialogo tra cristianesimo e islam
Una parte importante dell’edizione 2026 sarà dedicata al rapporto tra mondo cristiano e mondo islamico.
Il programma comprende rappresentazioni teatrali, incontri con autori e testimonianze provenienti da differenti aree del Mediterraneo.
Tra gli argomenti affrontati figurano la situazione della Siria, il conflitto israelo-palestinese e l’esperienza di religiose impegnate nei Paesi del Nord Africa.
Il Festival utilizzerà questi appuntamenti per approfondire il rapporto tra religioni, convivenza e costruzione del dialogo.
Sicurezza e diritto umanitario tra i temi centrali
Il programma affronterà anche argomenti più direttamente collegati alla sicurezza.
Sono previsti incontri dedicati al rapporto tra paura, fragilità sociali e bene comune, oltre a riflessioni sul ruolo del diritto durante i conflitti.
Un altro appuntamento analizzerà il rapporto tra società plurale, regole e mitezza.
Il tema dell’accoglienza viene quindi affrontato anche dal punto di vista giuridico, sociale e istituzionale.
Migrazioni e trasformazioni della società italiana
Il Festival guarderà anche alla storia recente delle migrazioni.
Uno degli anniversari ricordati riguarda i 35 anni dall’arrivo della nave Vlora a Bari, avvenuto nel 1991 con circa 20 mila persone provenienti dall’Albania.
Quell’episodio è diventato uno dei simboli della grande stagione migratoria dall’Europa orientale verso l’Italia.
Il programma utilizzerà l’anniversario per osservare come siano cambiati nel tempo accoglienza, politiche migratorie e società italiana.
Cento anni di presenza cinese in Piemonte
Un secondo approfondimento riguarda la comunità cinese.
Nel 2026 ricorre infatti un secolo dall’arrivo in Piemonte dei primi migranti provenienti dall’Estremo Oriente.
Un appuntamento specifico ripercorrerà cento anni di relazioni tra Cina e Piemonte.
La ricorrenza permetterà di osservare l’evoluzione di una comunità ormai stabilmente presente nel tessuto economico e sociale regionale.
I temi dell’edizione 2026
– Inclusione e multiculturalità
– Dialogo cristiano-islamico
– Sicurezza e fragilità sociali
– Diritto umanitario e guerre
– Storia delle migrazioni in Italia
– Cento anni di presenza cinese in Piemonte
– Spiritualità e mitezza
Un appuntamento speciale alla Gran Madre
Tra gli eventi più particolari è previsto un appuntamento il 18 ottobre alla Gran Madre di Dio.
La serata sarà dedicata all’ottavo centenario della morte di San Francesco.
Il programma propone una meditazione teatrale costruita attraverso racconti, musica e il Cantico delle creature.
L’iniziativa inserisce quindi nel Festival anche una riflessione sul rapporto tra spiritualità, pace, natura e convivenza.
Un Festival diffuso oltre Torino
Gli appuntamenti non saranno concentrati in un’unica sede.
Il Festival dell’Accoglienza nasce infatti come manifestazione diffusa, con incontri organizzati a Torino e in altri luoghi del Piemonte.
La formula permette di coinvolgere comunità, associazioni, istituzioni culturali e territori differenti.
Il risultato è un calendario che per quasi due mesi accompagnerà l’autunno piemontese con iniziative dedicate alle trasformazioni sociali contemporanee.
Un programma che mette al centro il confronto
Il filo conduttore dell’edizione 2026 resta il rapporto tra differenze e capacità di dialogare.
Migrazioni, guerre, religioni, sicurezza e multiculturalità sono spesso temi caratterizzati da forti contrapposizioni.
Il Festival prova invece a creare occasioni nelle quali affrontarli attraverso prospettive differenti, utilizzando cultura, spettacolo e approfondimento.
È proprio questa impostazione a spiegare la scelta della mitezza come parola centrale della sesta edizione.
Festival dell’Accoglienza 2026: date, eventi e temi
La sesta edizione è in programma dall’11 settembre al 30 ottobre 2026.
Gli appuntamenti saranno organizzati principalmente a Torino, con iniziative anche in altre località del Piemonte.
Il programma comprende oltre cento appuntamenti distribuiti nell’arco di cinquanta giorni.
Sono annunciati più di 160 ospiti.
Il titolo scelto è “La mitezza è disarmante. Un’altra idea di coraggio”.
Il programma parlerà di accoglienza, migrazioni, inclusione, multiculturalità, sicurezza, diritto umanitario, religioni e fede.
Il calendario comprende dibattiti, teatro, musica, cinema, laboratori, mostre e incontri di spiritualità.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



