To Dream cambia dimensione: meno negozi e più verde per il polo commerciale di corso Romania

Da Alessandro Maldera
Agosto 22, 2026

Il ridimensionamento del centro commerciale To-Dream di Torino segna una svolta per uno dei maggiori progetti privati realizzati negli ultimi anni nel quadrante nord della città. Gli ultimi due lotti ancora da costruire saranno ripensati insieme al Comune.
Nhood Services Italy punta a ridurre le superfici dedicate al commercio, limitare nuovo consumo di suolo e inserire più verde, percorsi pedonali e collegamenti con la stazione Torino Stura. Una revisione importante rispetto al grande urban district immaginato oltre dieci anni fa.
To Dream: come potrebbe cambiare
Investimento complessivo: circa 200 milioni di euro
Prima fase: inaugurata nel 2023
Seconda fase: inaugurata nel maggio 2024
Parte da rivedere: ultimi due lotti
Ipotesi: meno retail, più verde e percorsi pedonali
Nodo strategico: collegamento con la stazione Torino Stura
Funzioni da rivalutare: cinema, hotel, palestra, go-kart e ulteriori superfici commerciali
Ridimensionamento centro commerciale To-Dream di Torino: perché cambia il progetto
Quando To Dream è stato concepito, il mercato commerciale era profondamente diverso.
Il progetto puntava su un grande polo capace di richiamare visitatori da Torino e da una vasta parte del Nord-Ovest, attraverso negozi, ristorazione, intrattenimento e servizi.
Nel frattempo sono arrivati pandemia, inflazione, crescita dell’e-commerce e nuove abitudini di consumo.
Oggi, secondo Nhood, la quantità di superficie commerciale ancora prevista non corrisponde più alle esigenze del mercato.
Gli ultimi due lotti saranno ripensati
La revisione riguarda soprattutto la parte ancora da costruire.
Il management ha parlato di un profondo ripensamento e ha avviato un confronto con Palazzo Civico.
Non si tratta quindi della chiusura di To Dream né dell’abbandono dell’intervento.
Il progetto continuerà, ma potrebbe avere un peso commerciale inferiore rispetto alle previsioni originarie.
Troppi spazi commerciali rispetto alla domanda
Uno degli elementi più significativi riguarda la dimensione del progetto.
La configurazione originaria prevedeva una lunga successione di spazi commerciali e funzioni legate al tempo libero, pensate per intercettare un bacino potenziale di circa quattro milioni di persone.
Oggi quella scala viene considerata eccessiva.
La crescita del commercio online e la maggiore attenzione dei consumatori a prezzi, servizi e flessibilità hanno reso meno automatico il successo delle grandi gallerie commerciali periferiche.
Più verde e meno consumo di suolo
Il nuovo orientamento punta a restituire una parte degli spazi a funzioni differenti.
Tra le ipotesi figurano aree verdi, spazi pubblici e percorsi pedonali più accessibili.
Nhood parla esplicitamente di riduzione del consumo di suolo.
La trasformazione dovrebbe inoltre rendere To Dream meno dipendente dall’automobile e maggiormente collegato al resto della città.
Torino Stura diventa centrale nel nuovo progetto
Uno dei punti chiave è la vicinanza alla stazione Torino Stura, situata a poche centinaia di metri.
Il progetto rivisto dovrebbe rafforzare i percorsi pedonali tra la stazione e il complesso.
Viene inoltre valutato il miglioramento della rete ciclabile lungo corso Romania.
L’obiettivo è trasformare l’accessibilità ferroviaria in un vero elemento strutturale del polo e non in una semplice alternativa all’auto.
Cinema, go-kart e altre funzioni potrebbero cambiare
Il ripensamento coinvolge anche alcune attività previste nel masterplan.
Tra le funzioni che potrebbero essere ridotte o modificate figurano il cinema multisala, alcune superfici commerciali e la pista di go-kart.
Anche l’hotel è destinato a cambiare.
La struttura, inizialmente annunciata con il marchio Marriott, dovrebbe avere dimensioni inferiori e potrebbe essere spostata più vicino alla stazione ferroviaria.
Nel quadro originario figuravano inoltre palestra, ristorazione e diverse attività per il tempo libero.
To Dream era nato come grande urban district
La prima fase è stata inaugurata nel 2023.
Comprendeva circa 25 mila metri quadrati di GLA, con 56 attività commerciali, delle quali 14 dedicate alla ristorazione.
Nel maggio 2024 è arrivata la seconda fase, indicata in altri 20 mila metri quadrati.
L’intero intervento insiste su un’area di circa 270 mila metri quadrati ed è stato presentato per anni come uno dei più importanti progetti di rigenerazione urbana del Nord-Ovest.
L’investimento complessivo si avvicina ai 200 milioni di euro.
Prima del ridimensionamento degli ultimi lotti, il polo di corso Romania era stato presentato come uno dei principali nuovi centri commerciali e urban district di Torino. Approfondisci il progetto originario di To Dream e la nascita del nuovo centro commerciale di Torino
Il mercato dei grandi centri commerciali è cambiato
Il ridimensionamento di To Dream non arriva in un contesto isolato.
Nel 2025 le vendite al dettaglio italiane sono cresciute dello 0,8% in valore, ma sono diminuite dello 0,6% in volume.
A dicembre la grande distribuzione registrava un incremento dello 0,6% su base annua, mentre l’e-commerce cresceva del 3,1%.
Il consumatore continua quindi a comprare, ma utilizza canali differenti e combina sempre più acquisti fisici e digitali.
Il ridimensionamento di To Dream si inserisce in un panorama commerciale molto ampio, con poli storici e strutture più recenti distribuite tra città e cintura. Approfondisci quali sono i principali centri commerciali di Torino e provincia
Anche Green Pea ed Esselunga hanno rivisto i progetti
Torino ha già visto altri importanti progetti commerciali cambiare direzione.
Green Pea, accanto a Eataly Lingotto, nel 2026 ha avviato la riconversione dei negozi verso uffici e spazi dedicati agli eventi.
Anche il progetto Esselunga nell’area ex Westinghouse è stato modificato attraverso una riduzione della superficie di vendita prevista.
Sono situazioni differenti, ma mostrano una tendenza comune: il grande contenitore commerciale non viene più considerato automaticamente la soluzione migliore per trasformare un’area urbana.
Il Comune apre al nuovo masterplan
Palazzo Civico valuta positivamente la disponibilità di Nhood a rivedere il progetto.
L’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni ha evidenziato come il modello dei grandi mall costruiti soprattutto per essere raggiunti in automobile appartenga a una fase precedente dello sviluppo urbano.
La revisione può quindi diventare l’occasione per integrare maggiormente To Dream con il quartiere, il trasporto pubblico e gli spazi aperti.
Restano anche dubbi sul futuro del polo
Non mancano però le perplessità.
Il vicepresidente del Consiglio comunale Domenico Garcea ha posto il problema della capacità futura di To Dream di mantenere il ruolo di grande attrattore commerciale immaginato all’origine.
Il rischio segnalato è che il progressivo ridimensionamento riduca anche gli effetti economici che il progetto avrebbe dovuto generare sul quadrante nord.
Corso Romania diventa un laboratorio urbano
Il tema è stato affrontato anche durante un incontro di Urban Lab Torino del 2 luglio 2026.
L’asse di corso Romania viene considerato uno dei sistemi urbani strategici della città metropolitana, dove convivono logistica, produzione, commercio e servizi.
Stazione SFM Stura, collegamenti con Settimo Torinese e qualità dello spazio pubblico potrebbero diventare elementi decisivi per la futura trasformazione dell’intera zona.
To Dream non chiude: cambia modello
Il punto centrale è quindi evitare interpretazioni eccessive.
To Dream non viene cancellato e il progetto non risulta fallito.
Sta però cambiando la filosofia degli ultimi lotti: meno dipendenza dal retail puro, maggiore integrazione urbana, più attenzione al verde e alla mobilità alternativa.
Il grande centro commerciale immaginato oltre dieci anni fa potrebbe così trasformarsi in un polo più ibrido.
Una correzione dettata dal mercato, ma anche una presa d’atto: oggi costruire città significa qualcosa di più che aggiungere negozi e parcheggi.
FAQ – To Dream Torino: ridimensionamento e nuovo progetto
No. Il ridimensionamento riguarda soprattutto gli ultimi due lotti ancora da realizzare.
Il mercato è cambiato dopo pandemia, inflazione ed espansione dell’e-commerce e le superfici previste vengono oggi considerate eccessive.
Sono allo studio più verde, spazi pubblici, percorsi pedonali e funzioni urbane differenti.
Rientrano tra le funzioni da rivalutare e potrebbero essere ridimensionate o non realizzate nella forma inizialmente prevista.
La stazione dovrebbe essere collegata meglio a To Dream attraverso percorsi pedonali e una maggiore integrazione con la mobilità ciclabile.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



