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Torino romana: la città di Augusta Taurinorum che vive ancora nel centro storico

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Da Alessandro Maldera

Agosto 19, 2026

La Torino romana non è soltanto una fase lontana della storia cittadina. Gran parte della struttura del centro storico nasce infatti dall’impianto di Augusta Taurinorum, organizzato negli ultimi decenni del I secolo a.C.

Strade rettilinee, isolati regolari e grandi assi urbani continuarono a condizionare la crescita di Torino nei secoli successivi. Porta Palatina, il Teatro Romano, le strutture inglobate in Palazzo Madama e numerosi resti nel sottosuolo permettono ancora oggi di riconoscere lo scheletro della città antica.

Torino romana in breve

Nome: Augusta Taurinorum
Fondazione: probabilmente tra il 25 e il 15 a.C.
Forma: impianto urbano quasi rettangolare
Dimensioni: circa 670 × 760 metri
Struttura: cardo, decumano, isolati regolari e quattro porte principali
Funzione: centro amministrativo e nodo strategico verso le Alpi e la Gallia
Resti principali: Porta Palatina, Teatro Romano e strutture della Porta Decumana

Quando nasce la Torino romana

La nascita della città romana viene generalmente collocata negli ultimi decenni del I secolo a.C.

La cronologia più prudente individua la fondazione della colonia di Augusta Taurinorum nel periodo compreso approssimativamente tra il 25 e il 15 a.C.

Il territorio, tuttavia, era già entrato da tempo nell’orbita romana.

Prima della fondazione della colonia erano infatti avvenute la progressiva romanizzazione delle comunità locali, l’estensione della cittadinanza agli abitanti della Transpadana e le prime forme di organizzazione amministrativa secondo modelli romani.

La questione della doppia fondazione di Torino

Per lungo tempo è stata proposta l’ipotesi di due differenti fondazioni.

Secondo questa ricostruzione, una prima colonia sarebbe sorta in età cesariana e sarebbe stata successivamente riorganizzata durante il principato augusteo.

La questione non è però definitivamente risolta.

Per questo è meglio evitare date troppo precise o affermazioni secondo cui Torino sarebbe stata sicuramente fondata nel 58 a.C. La fase maggiormente riconosciuta rimane quella della fondazione augustea negli ultimi decenni del I secolo a.C.

Augusta Taurinorum non nacque semplicemente come accampamento

Una delle interpretazioni più diffuse presenta Torino romana come un antico accampamento militare trasformato successivamente in città.

La pianta regolare ha certamente caratteristiche che ricordano l’organizzazione degli accampamenti romani.

Tuttavia, la regolarità geometrica non dimostra necessariamente un’origine militare.

Augusta Taurinorum fu organizzata come vera città coloniale, dotata fin dall’inizio di strade, isolati, mura, porte, infrastrutture e spazi pubblici.

Perché Roma scelse proprio Torino

La posizione geografica era fondamentale.

Il territorio permetteva di controllare l’accesso alla Val di Susa e quindi alle principali vie attraverso le Alpi occidentali.

Da Augusta Taurinorum era possibile proseguire verso Segusio, raggiungere i valichi e quindi entrare nelle province della Gallia.

La città si trovava così lungo una delle grandi direttrici:

Pianura Padana → Torino → Val di Susa → Alpi → Gallia

Questo ruolo avrebbe accompagnato Torino per buona parte della sua storia successiva.

Come era fatta Augusta Taurinorum

La città romana aveva una forma quasi rettangolare e occupava un’area di circa 670 metri per 760 metri.

Il territorio urbano era racchiuso da mura e organizzato secondo una rete geometrica di strade.

I due assi principali erano il cardo massimo, orientato approssimativamente da nord a sud, e il decumano massimo, sviluppato da est a ovest.

Le strade secondarie dividevano poi lo spazio in isolati regolari.

È uno schema ancora leggibile nella Torino contemporanea.

Il reticolo romano è ancora visibile nel centro di Torino

Una delle eredità più impressionanti di Augusta Taurinorum è proprio la struttura delle strade.

L’antico asse est-ovest continua a essere riconoscibile nell’attuale via Garibaldi.

Anche molte vie circostanti seguono ancora la geometria impostata quasi duemila anni fa.

Il perimetro dell’antica colonia corrisponde grossomodo a una parte dell’attuale centro compresa tra l’area di via della Consolata, il settore settentrionale vicino a Porta Palazzo, piazza Castello e la zona di via Santa Teresa.

Torino ha quindi continuato a crescere sopra una struttura urbana di origine romana.

Cardo e decumano della Torino romana

Il decumano attraversava Augusta Taurinorum da est a ovest.

Verso occidente conduceva alla porta diretta verso la Val di Susa, mentre sul lato opposto terminava nella porta orientale.

Il cardo attraversava invece la città lungo l’asse nord-sud.

Alle estremità dei due grandi assi si trovavano le quattro porte monumentali.

Questo schema organizzava non soltanto la mobilità interna, ma anche il rapporto della città con le strade esterne.

Gli isolati della città romana

Le strade dividevano Augusta Taurinorum in blocchi regolari.

All’interno trovavano posto abitazioni, botteghe, edifici pubblici e spazi destinati alle diverse attività cittadine.

La disposizione ordinata permetteva inoltre di organizzare infrastrutture come fognature e distribuzione dell’acqua.

Il risultato era molto diverso dai precedenti modelli insediativi sparsi del Piemonte preromano.

Con Augusta Taurinorum il territorio torinese acquisì un vero centro urbano organizzato.

Le mura romane di Torino

Augusta Taurinorum era completamente circondata da una cinta muraria.

Le mura avevano certamente una funzione difensiva, ma rappresentavano anche un elemento monumentale.

La loro costruzione comunicava immediatamente l’appartenenza della città al sistema politico e urbano romano.

La cinta seguiva il perimetro della colonia ed era rafforzata da torri disposte a intervalli regolari.

Tra gli ultimi isolati e le fortificazioni rimaneva inoltre uno spazio libero.

Le mura romane di Torino
Augusta Taurinorum era racchiusa da una cinta muraria monumentale, rafforzata da torri e collegata alle quattro porte principali. Approfondisci la storia delle mura romane di Torino e le tracce ancora visibili dell’antica città

Le quattro porte di Augusta Taurinorum

Gli accessi principali erano collocati alle estremità del cardo e del decumano.

Le quattro porte collegavano direttamente il reticolo urbano alle grandi strade esterne.

Durante il Medioevo cambiarono progressivamente nome e funzione.

Alcune vennero trasformate in fortificazioni o residenze, mentre altre furono incorporate in nuovi edifici.

Soltanto una ha conservato ancora oggi una parte particolarmente consistente della struttura originaria.

Porta Palatina, il grande monumento della Torino romana

La Porta Palatina rappresenta la testimonianza più evidente dell’antica Augusta Taurinorum.

Era uno degli accessi principali della colonia e conserva ancora gran parte della struttura monumentale romana.

Le torri poligonali e il corpo centrale permettono di comprendere le dimensioni e l’importanza attribuita alle porte cittadine.

Oggi è uno dei luoghi nei quali la sovrapposizione tra Torino contemporanea e città antica risulta più immediatamente visibile.

Le Porte Palatine di Torino
Tra le testimonianze più importanti di Augusta Taurinorum, le Porte Palatine conservano ancora gran parte dell’antico accesso romano alla città. Approfondisci la storia delle Porte Palatine e del più antico monumento romano di Torino

La porta romana nascosta dentro Palazzo Madama

Sul lato orientale della colonia esisteva un altro grande ingresso.

Le sue torri non sono scomparse completamente.

Vennero progressivamente inglobate nelle trasformazioni edilizie del Medioevo e delle epoche successive, fino a diventare parte dell’attuale Palazzo Madama.

È uno degli esempi più affascinanti della continuità urbana torinese.

Dentro uno degli edifici simbolo della città contemporanea sopravvivono infatti strutture appartenenti alla Torino di duemila anni fa.

Palazzo Madama e la Torino romana
Le origini di Palazzo Madama risalgono alla porta orientale di Augusta Taurinorum, le cui strutture furono inglobate nell’edificio durante le trasformazioni successive. Approfondisci la storia di Palazzo Madama e delle sue antiche origini romane

La Porta Segusina verso la Val di Susa

Sul lato occidentale si trovava la porta che nel Medioevo sarebbe stata conosciuta come Porta Segusina.

Sorgeva approssimativamente nell’area dell’attuale incrocio tra via Garibaldi e via della Consolata.

Da qui partiva la strada verso la Val di Susa.

Nel Medioevo l’edificio venne trasformato in struttura fortificata e sede del potere locale, prima di essere definitivamente cancellato dall’espansione della città.

Oggi rimangono soltanto limitate testimonianze nel sottosuolo.

La porta meridionale

Il quarto grande accesso si trovava sul lato meridionale della città.

Nel Medioevo venne conosciuto con una nuova denominazione e continuò a esistere per diversi secoli.

Successivamente iniziò una progressiva spoliazione dei materiali.

L’apertura di nuovi assi urbani e l’espansione della città verso sud ne ridussero poi definitivamente l’importanza.

Dell’antica struttura non rimane oggi un monumento paragonabile alla Porta Palatina.

Il Teatro Romano di Torino

Tra i principali edifici pubblici di Augusta Taurinorum figurava il Teatro Romano.

I suoi resti si trovano nell’area archeologica accanto all’attuale complesso dei Musei Reali e al Duomo.

La presenza del teatro dimostra che la città non aveva soltanto funzioni militari o amministrative.

Gli spettacoli facevano parte della vita pubblica e contribuivano alla costruzione dell’identità civica romana.

Il monumento venne modificato nel tempo e perse progressivamente la propria funzione durante la tarda antichità.

Il Teatro Romano di Torino
Accanto all’attuale area dei Musei Reali si conservano i resti di uno dei principali edifici pubblici di Augusta Taurinorum. Approfondisci la storia del Teatro Romano di Torino e il suo ruolo nell’antica Augusta Taurinorum

Il teatro diventa materiale per la città cristiana

Con il cambiamento della società anche gli edifici romani persero le loro funzioni originarie.

Il teatro rappresenta uno degli esempi più significativi.

Una parte dei materiali della struttura venne progressivamente riutilizzata negli edifici sorti nell’area religiosa vicina.

È il passaggio materiale tra due differenti Torino: la città pubblica romana e il nuovo centro cristiano tardoantico e medievale.

Dove si trovava il foro di Augusta Taurinorum

Ogni città romana possedeva un grande spazio pubblico centrale nel quale si concentravano attività politiche, amministrative, commerciali e religiose.

Anche Augusta Taurinorum doveva quindi avere il proprio foro.

La sua localizzazione precisa, tuttavia, non è archeologicamente definita con la stessa sicurezza delle porte o del teatro.

Le ricostruzioni, però, lo collocano generalmente nel settore centrale dell’antica città, nell’attuale in piazza Palazzo di Città

Piazza Palazzo di Città e il foro romano
L’area dell’attuale piazza Palazzo di Città viene tradizionalmente collegata al settore centrale di Augusta Taurinorum, dove doveva sorgere il foro. Approfondisci la storia di piazza Palazzo di Città e il possibile legame con l’antico foro romano di Torino

Acqua e fognature nella Torino romana

Augusta Taurinorum disponeva di infrastrutture necessarie alla vita urbana.

L’approvvigionamento idrico era garantito da un sistema di adduzione dell’acqua, mentre sotto le strade erano presenti canali e strutture di drenaggio.

La gestione dell’acqua rappresentava uno dei principali elementi distintivi della città romana.

Strade, abitazioni e edifici pubblici erano quindi inseriti in un sistema infrastrutturale progettato su scala urbana.

Le case di Augusta Taurinorum

La Torino romana non era composta soltanto da monumenti.

Gran parte della superficie era occupata da abitazioni.

Gli scavi hanno restituito testimonianze di domus decorate con affreschi e mosaici, soprattutto durante la fase di maggiore sviluppo della città tra I e II secolo d.C.

La qualità delle decorazioni mostra l’esistenza di famiglie con disponibilità economiche significative.

Accanto alle residenze più ricche esistevano naturalmente abitazioni e spazi molto più semplici.

Come vivevano gli abitanti della Torino romana

La popolazione non era omogenea.

Nella città convivevano famiglie appartenenti alle élite locali, artigiani, commercianti, lavoratori, liberti e persone provenienti da altre aree del mondo romano.

La documentazione epigrafica restituisce centinaia di iscrizioni, utili per ricostruire nomi, professioni, ruoli pubblici e rapporti familiari.

Da queste testimonianze emerge una società urbana articolata e pienamente inserita nell’organizzazione romana.

I Taurini non scomparvero dalla nuova città

La fondazione di Augusta Taurinorum non significò la sostituzione totale della popolazione locale.

Gli abitanti del territorio erano già coinvolti in un lungo processo di romanizzazione.

Una parte delle comunità indigene entrò quindi nella nuova società cittadina insieme a immigrati provenienti da altri territori dell’Italia romana.

Matrimoni, attività economiche e partecipazione alle istituzioni favorirono progressivamente la fusione delle diverse componenti della popolazione.

Il governo di Augusta Taurinorum

La colonia disponeva di proprie istituzioni.

Al vertice della società cittadina si trovavano le élite che partecipavano alle magistrature e agli organismi di governo locale.

Esisteva inoltre un gruppo di cittadini benestanti che poteva acquisire prestigio attraverso incarichi pubblici e religiosi.

L’inserimento nelle istituzioni rappresentava anche uno dei principali strumenti attraverso i quali le famiglie locali potevano integrarsi nella società romana.

Artigiani e attività produttive

La vita economica non dipendeva soltanto dai grandi traffici.

Gli scavi hanno documentato attività legate alla lavorazione del vetro e dei metalli, alla produzione di laterizi e ad altre attività artigianali.

Anche il vino aveva un ruolo nella produzione e nei commerci.

La città era inoltre strettamente collegata al territorio agricolo circostante, dal quale provenivano molte delle risorse necessarie alla popolazione.

Agricoltura e territorio

Fuori dalle mura si sviluppava il territorio agricolo collegato alla colonia.

Le campagne erano organizzate secondo il sistema romano e costituivano la base alimentare ed economica della città.

La presenza del Po, della Dora e dei terreni pianeggianti favoriva diverse attività agricole.

Il rapporto tra Augusta Taurinorum e il territorio circostante era quindi molto stretto.

La città amministrava e organizzava una porzione molto più ampia rispetto allo spazio racchiuso dalle mura.

Torino sulla strada tra Italia e Gallia

Il vero vantaggio di Augusta Taurinorum rimaneva comunque la sua posizione.

Attraverso la Val di Susa transitavano merci, funzionari, militari e viaggiatori diretti verso le province occidentali.

Lungo l’arco alpino esistevano anche sistemi doganali attraverso i quali venivano tassate le merci in transito.

Uno dei principali prelievi applicati nei rapporti commerciali con le Gallie corrispondeva al 2,5% del valore delle merci.

Torino era quindi inserita in un sistema economico molto più vasto della sola pianura piemontese.

Una città importante soprattutto per la posizione

Augusta Taurinorum non era paragonabile alle grandi metropoli del mondo romano.

La sua importanza dipendeva soprattutto dal ruolo strategico, amministrativo e commerciale.

Le grandi fonti antiche parlano relativamente poco della città proprio perché, per lunghi periodi, Torino visse lontano dagli eventi più spettacolari della storia imperiale.

Questo permette però di comprenderla come esempio concreto di una città provinciale romana.

Religione nella Torino romana

Anche la religione racconta il processo di integrazione.

Nella colonia erano presenti culti appartenenti alla tradizione ufficiale romana e forme di culto legate all’imperatore.

Allo stesso tempo non scomparvero immediatamente tutte le credenze precedenti.

Sono documentati anche culti di origine celtica e alpina, tra cui quelli dedicati a divinità femminili particolarmente diffuse nelle regioni occidentali dell’arco alpino.

Tradizioni differenti nella stessa città

La convivenza di culti diversi mostra quanto la romanizzazione fosse progressiva.

Diventare cittadini romani non significava necessariamente abbandonare immediatamente ogni tradizione religiosa precedente.

Lo stesso fenomeno emerge anche dalle iscrizioni e dalle pratiche funerarie.

La Torino romana fu quindi il risultato di una lunga integrazione tra popolazioni locali e cultura proveniente dal mondo romano.

L’incendio del 69 d.C.

Uno dei pochi grandi episodi militari che coinvolsero direttamente Augusta Taurinorum avvenne nel 69 d.C.

Durante le guerre civili che attraversarono l’Impero, eserciti in movimento raggiunsero anche la città.

Un incendio provocò seri danni a Torino durante il passaggio delle truppe.

L’episodio mostra quanto la posizione strategica potesse diventare anche una vulnerabilità nei periodi di instabilità.

Il periodo di maggiore sviluppo

Tra il I e il II secolo d.C. Augusta Taurinorum conobbe una fase di consolidamento.

Abitazioni decorate, attività artigianali, infrastrutture e monumenti testimoniano una città stabilmente inserita nel mondo romano.

La vita quotidiana ruotava intorno alle strade, agli spazi pubblici, alle attività produttive e alle campagne circostanti.

Per molti decenni la città rimase quindi un centro relativamente tranquillo della parte occidentale della Pianura Padana.

Dal III secolo cambia la Torino romana

A partire dal III secolo la situazione dell’Impero diventò progressivamente più instabile.

La posizione sulle vie alpine, che aveva favorito commerci e comunicazioni, aumentava anche l’esposizione ai movimenti degli eserciti.

Le mura tornarono quindi ad avere una funzione difensiva più concreta.

All’interno della città iniziarono contemporaneamente trasformazioni economiche, sociali e urbanistiche.

Dalla città romana alla Torino tardoantica

Tra IV e V secolo alcuni degli edifici più antichi cambiarono funzione.

Alcune abitazioni furono adattate, mentre il Teatro Romano cessò progressivamente di essere utilizzato per gli spettacoli.

Nell’area vicina all’attuale Duomo si sviluppò invece un nuovo polo cristiano, destinato ad assumere un’importanza crescente.

La città romana non scomparve improvvisamente: si trasformò gradualmente nella Torino della tarda antichità e poi del Medioevo

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FAQ – Augusta Taurinorum: origini e trasformazioni

Come si chiamava Torino in epoca romana?

La città era conosciuta come Augusta Taurinorum, denominazione che conservava il riferimento alla precedente popolazione dei Taurini.

Quando fu fondata Augusta Taurinorum?

La fondazione viene generalmente collocata in età augustea, probabilmente tra il 25 e il 15 a.C., anche se la cronologia precisa rimane discussa.

Dove si trovava la Torino romana?

Occupava una parte dell’attuale centro storico, con un impianto quasi rettangolare ancora riconoscibile nella rete delle strade.

Quali monumenti romani di Torino esistono ancora?

I principali sono Porta Palatina e Teatro Romano, oltre alle strutture della Porta Decumana inglobate in Palazzo Madama.

Via Garibaldi esisteva già in epoca romana?

L’attuale strada segue sostanzialmente il tracciato del principale asse est-ovest di Augusta Taurinorum, anche se naturalmente l’aspetto urbano è completamente cambiato.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende