Casa Zorio di Torino: il Liberty di Cit Turin tra mitologia e decorazioni

Da Alessandro Maldera
Agosto 19, 2026

La Casa Zorio di Torino si trova in via Vassalli Eandi 22, nel cuore di Cit Turin, ed è una delle testimonianze più interessanti della stagione Liberty cittadina. La palazzina venne progettata tra il 1913 e il 1915 e si distingue soprattutto per un apparato decorativo molto diverso dal più consueto repertorio floreale dell’Art Nouveau.
Maschere, figure fantastiche e riferimenti alla mitologia accompagnano lo sguardo lungo la facciata. L’elemento più riconoscibile è il grande bassorilievo di San Giorgio che uccide il drago, trasformato in uno dei simboli dell’edificio.
Casa Zorio di Torino: scheda rapida
Quartiere: Cit Turin
Progetto: tra il 1913 e il 1915
Architetto: Antonio Vandone di Cortemilia
Committente: Callisto Zorio
Stile: Liberty / Art Nouveau
Elemento caratteristico: bassorilievo di San Giorgio che uccide il drago
Nome negli archivi: Casa Zorio/Denegri
Dove si trova Casa Zorio di Torino
Casa Zorio sorge al numero 22 di via Vassalli Eandi, in una delle zone più strettamente associate al Liberty torinese.
Il quartiere di Cit Turin conserva infatti numerosi edifici appartenenti alla grande stagione architettonica sviluppatasi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.
In questo contesto, Casa Zorio emerge per una scelta decorativa particolarmente riconoscibile.
Casa Zorio si trova nel cuore di uno dei quartieri più legati all’Art Nouveau cittadina, tra palazzi decorati, ville e architetture dei primi del Novecento. Approfondisci la storia di Cit Turin e dei suoi edifici Liberty più caratteristici
La costruzione tra il 1913 e il 1915
La palazzina venne progettata tra 1913 e 1915 dall’architetto Antonio Vandone di Cortemilia.
Il committente era l’imprenditore edile Callisto Zorio, dal quale l’edificio prese il nome con cui è ancora conosciuto.
La costruzione appartiene quindi alla fase matura del Liberty torinese, quando l’architettura residenziale poteva diventare anche uno strumento attraverso il quale esprimere prestigio, cultura e modernità.
Casa Zorio e il Liberty torinese
Il Liberty italiano sviluppò numerosi linguaggi differenti.
In molti edifici torinesi prevalgono motivi vegetali, linee sinuose e decorazioni ispirate direttamente al mondo naturale.
Casa Zorio segue invece una strada differente.
La facciata presenta un repertorio più simbolico, teatrale e narrativo, nel quale figure fantastiche e richiami mitologici assumono un ruolo centrale.
Una facciata diversa dal Liberty floreale
È proprio questo elemento a rendere Casa Zorio particolarmente interessante.
L’edificio non affida la propria identità soltanto a elementi decorativi vegetali.
Sulla facciata compaiono maschere, figure fantastiche e soggetti legati all’immaginario mitologico.
L’architettura assume così quasi la funzione di un racconto visivo.
Chi passa davanti alla palazzina può osservare i singoli dettagli e scoprire progressivamente i diversi elementi inseriti nella composizione.
Il bassorilievo di San Giorgio e il drago
L’elemento più spettacolare è il grande San Giorgio che uccide il drago.
Il soggetto rappresenta uno degli episodi più conosciuti della tradizione iconografica europea.
San Giorgio affronta il drago, diventando simbolicamente la figura capace di sconfiggere il male.
Inserito sulla facciata di Casa Zorio, il motivo assume quindi un valore che va oltre la semplice decorazione.
Il significato simbolico di San Giorgio
La scena richiama il tema della vittoria del bene sul male.
È uno degli esempi più evidenti del modo in cui l’apparato ornamentale dell’edificio utilizzi figure e simboli per costruire un linguaggio immediatamente riconoscibile.
Casa Zorio non è quindi interessante soltanto per la sua appartenenza al Liberty.
Lo è anche perché interpreta questa corrente attraverso un immaginario meno legato ai soli motivi floreali e maggiormente orientato alla narrazione.
Maschere e figure fantastiche sulla facciata
Accanto al grande bassorilievo compaiono altri elementi decorativi.
Le maschere e le figure fantastiche contribuiscono a creare un insieme particolarmente ricco.
Sono dettagli che possono facilmente sfuggire a chi osserva la palazzina velocemente dalla strada.
Casa Zorio è invece uno di quegli edifici torinesi che meritano di essere guardati con calma, concentrandosi sulle singole parti della facciata.
Quando l’architettura diventava rappresentazione
All’inizio del Novecento la costruzione di un edificio residenziale poteva assumere anche un significato sociale.
La ricchezza dell’apparato decorativo comunicava il prestigio della committenza e la volontà di aderire ai linguaggi architettonici più innovativi dell’epoca.
Casa Zorio nasce proprio all’interno di questa stagione.
Il risultato è una palazzina nella quale funzione abitativa e rappresentazione estetica procedono insieme.
Casa Zorio compare nelle riviste dell’epoca
L’interesse per la costruzione non rimase limitato al quartiere.
La palazzina venne pubblicata sulla rivista L’Architettura Italiana, entrando così nella documentazione contemporanea dedicata all’architettura nazionale.
Questo elemento testimonia l’attenzione ricevuta dall’edificio già negli anni della sua realizzazione.
Casa Zorio non è quindi una costruzione riscoperta soltanto in tempi recenti.
Casa Zorio/Denegri nell’Archivio Storico
La documentazione progettuale è conservata anche presso l’Archivio Storico della Città di Torino.
Negli atti l’edificio compare con la denominazione Casa Zorio/Denegri.
I materiali archivistici permettono di inserire la palazzina all’interno della storia dello sviluppo edilizio torinese dei primi anni del Novecento.
È un ulteriore elemento che contribuisce a ricostruire la vicenda dell’edificio oltre la semplice osservazione della facciata.
Cit Turin e la stagione del Liberty
La posizione di Casa Zorio non è casuale dal punto di vista della storia architettonica della città.
Cit Turin è uno dei quartieri nei quali il Liberty torinese ha lasciato alcune delle sue testimonianze più riconoscibili.
Passeggiando tra le strade della zona è possibile incontrare edifici costruiti in una fase di forte trasformazione urbana.
Casa Zorio appartiene pienamente a quel periodo, ma lo interpreta con una personalità propria.
Un Liberty più simbolico che floreale
È probabilmente questa la caratteristica che meglio permette di distinguere l’edificio.
Casa Zorio dimostra che il Liberty torinese non può essere ridotto esclusivamente a fiori, foglie e linee vegetali.
L’Art Nouveau poteva utilizzare anche miti, figure fantastiche, allegorie e rappresentazioni simboliche.
La palazzina di via Vassalli Eandi rappresenta proprio questa componente più scenografica del movimento.
Perché osservare Casa Zorio dal vivo
La facciata può essere letta quasi come una composizione formata da numerosi piccoli episodi.
Il grande San Giorgio attira immediatamente l’attenzione, ma non esaurisce l’interesse dell’edificio.
Maschere e decorazioni distribuite sulla superficie richiedono uno sguardo più attento.
È proprio la quantità di particolari a trasformare Casa Zorio in uno degli edifici da osservare durante una passeggiata dedicata all’architettura di Cit Turin.
Casa Zorio, un piccolo gioiello del Liberty cittadino
La Casa Zorio di Torino racconta una fase nella quale anche una palazzina residenziale poteva diventare un’opera ricca di simboli.
Progettata tra il 1913 e il 1915, conserva sulla facciata un linguaggio decorativo immediatamente distinguibile rispetto al Liberty prevalentemente floreale.
Il San Giorgio contro il drago, le maschere e le figure fantastiche trasformano così l’edificio di via Vassalli Eandi in una delle testimonianze più curiose dell’Art Nouveau torinese.
FAQ – Casa Zorio: San Giorgio, decorazioni e storia
Si trova in via Vassalli Eandi 22, nel quartiere Cit Turin.
Il progetto e la costruzione risalgono al periodo compreso tra 1913 e 1915.
La palazzina fu progettata dall’architetto Antonio Vandone di Cortemilia.
Il suo Liberty utilizza maschere, figure fantastiche e richiami mitologici, invece di affidarsi soltanto ai motivi floreali.
Il grande bassorilievo di San Giorgio che uccide il drago, simbolo della vittoria del bene sul male.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



